lunedì 24 giugno 2013

INTERVISTA A NADIA BOCCACCI


Ciao Nadia, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Linda e grazie mille a te, per avermi invitata.
Non è mai facile parlare di se stessi, si rischia di peccare di egocentrismo…  ma posso dirti che sono una persona che ama la vita e il “bello” che si trova in essa.  Sono una madre felice del suo ruolo( ho due figli adolescenti: Niccolò di quasi diciassette anni e Camilla di quindici ) e un’insegnante che ama il suo lavoro, oltre che una scrittrice piena di entusiasmo e un’amante della lettura.

Laureata in lingue e letterature straniere moderne. Ami, oltre alla lettura e alla scrittura, anche la recitazione. Com’è nata questa tua passione?
 
E’ una passione nata a teatro, di fronte ad attori di talento che con le loro voci dalle mille sfumature, piene di magia, sapevano trasportarmi in un mondo di emozioni. La parola “detta” è sonorità, quando è pronunciata nel modo adeguato, con l’intonazione appropriata : suscita sensazioni molteplici… come un brano musicale o un dipinto variegato di mille colori.
 


Sei una madre attenta e premurosa e insegni in una scuola primaria. Che rapporto hai con i tuoi alunni?
Ho un rapporto speciale con i miei alunni: entro in profonda empatia con essi e cerco di comprenderli al meglio, per far emergere le loro qualità. Dal punto di vista emotivo sono molto coinvolta, non riesco mai ad essere fredda e distaccata… Amo il mio lavoro perché ogni giorno è una scoperta diversa e un’emozione nuova.
 
Qual è stato il tuo primo approccio con la penna?

Ho cominciato a scrivere da bambina : piccole grandi storie, racconti, emozioni si sono susseguite su fogli volanti o quadernetti dal sapore scolastico…  Ed ho continuato, sono andata avanti, col passare degli anni. La scrittura mi ha tenuto compagnia sempre…
Hai scritto molti racconti e poesie successivamente inserite in antologie: ben tredici poesie nella raccolta “I poeti contemporanei” edito da Pagine Editore e nell’antologia “Sussurri del cuore … e delle tenebre” edito da Butterfly Edizioni è inserita un’altra tua poesia “Io e te” vincitrice del concorso dall’omonimo titolo. Che consiglio daresti a chi vuole scrivere poesie?
Credo che chiunque si appresti a scrivere poesie debba lasciarsi guidare dalla musicalità della parola miscelata alla forza delle emozioni.
Sempre per l’antologia “Sussurri dal cuore… e dalle tenebre” scrivi il racconto  “ Come uno sconosciuto” che ti fa vincere il concorso anche per la sezione racconti. Parlacene.
“ Come un sconosciuto” è un thriller psicologico i cui protagonisti hanno alla base incomprensioni familiari profonde. Si ambienta in una grande casa in riva al mare, rimasta vuota per lo scorrere del tempo, dolce e impetuoso…  e si veste di mistero e di paura.
Un secondo concorso “Impronte d’amore” edito da Butterfly Edizioni ti vale la pubblicazione all’interno della omonima antologia di un altro racconto “Come se non fosse amore”. Dacci qualche assaggio.
“Come se non fosse amore” è un racconto sulla rivincita e la speranza. E’ un grido di gioia di fronte all’amore proibito, uno spiraglio di luce nel silenzio oscuro di una quotidianità priva di entusiasmo e di armonia. Ecco l’incipit:

'Il tempo era scivolato via rapido, scalpitando, come se avesse voluto raggiungere in fretta chissà quale traguardo.  Gli anni si erano rincorsi con foga e mi avevano lasciato perplessa e silenziosa.
 Non osavo fare un bilancio della vita vissuta fino a quel momento…'

E sempre un racconto " Se c'è un'età" si classifica terzo al concorso letterario "Oceano nell'anima”. Come trovi l’ispirazione per scrivere e quali regole segui scrivendo racconti?
L’ispirazione per scrivere arriva da sola, nei momenti più disparati, bussa impetuosa alla mia porta e mi spinge di fronte a uno schermo luminoso. Le dita danzano su una tastiera scura, mentre i pensieri sono inondati da immagini nuove e il cuore si riempie di luce.
Non seguo regole precise per la stesura di racconti, cerco semplicemente di dar vita a una s
storia che possa raggiugere il lettore, facendogli vivere nuove emozioni.


Poesia e narrativa, quale dei due stili senti più tuo?
Sicuramente lo stile narrativo. Mi sento pienamentescrittrice e… forse, poetessa per caso. Ma a volte, senza accorgermene, mentre scrivo miscelo i due generi. Del mio ultimo lavoro (“ I colori che ho dentro”) mi è stato detto che è un “romanzo di intensa poesia”.Ed è il complimento più bello che potessero farmi. Chissà se i lettori penseranno la stessa cosa…

Nel 2011 pubblichi il tuo primo romanzo “Uno sguardo perso nel vuoto” edito dal Gruppo Albatros. Parlacene.
"Uno sguardo perso nel vuoto” è un romanzo introspettivo sulla famiglia. Narra la storia di una donna che, in una notte terribile, perde ogni certezza ordinaria in seguito alla decisione di una fuga oltre oceano da parte del marito… Nora è una donna del nostro tempo, in cui è facile perdersi e difficile incontrarsi, in cui il “noi” spesso soccombe a causa dei capricci di un “ego” invadente e la famiglia si sgretola, gettandoi figli nel limbo della separazione.
Nel 2012 pubblichi il tuo secondo romanzo “In viaggio con te” edito da Butterfly Edizioni. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

I lettori troveranno una storia forte e commovente allo stesso tempo, un messaggio di buio e di luce, di dolore e di speranza e scopriranno che esistono valori eterni e indistruggibili, capaci di sopravvivere a tutto.
 
 
 
Com’è nata l’idea per “In viaggio con te”?

“In viaggio con te” è un romanzo che è nato da solo, senza idee o progetti particolari… perché muove da un evento doloroso che ho vissuto in prima persona più di vent’anni fa. E’ una storia che è venuta a cercarmi, che ha fatto capolino nel mio cuore e nella mia mente di notte, chiedendomi di essere scritta…
Le tematiche che affronti sono forti, delicate e struggenti. Di forte impatto per il lettore. Cos’hai voluto trasmettere con questo romanzo sull’amicizia e la morte?

Ho voluto trasmettere che a volte la morte è più forte della vita, ci ruba gli affetti più cari e ci catapulta nel baratro del dolore o della depressione… ma la speranza non deve sfuggire ai nostri cuori e perdersi nelle ombre della notte, deve vivere, vestirsi di luce e di armonia e gestire il ricordo nel migliore dei modi, miscelandolo con la forza dell’amore.
Hai partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche, interviste sul web, su riviste cartacee e online, sino a essere invitata alla trasmissione "Carta vetrata" di Radio Città Futura dopo il successo mediatico del tuo ultimo romanzo. Raccontaci quest’esperienza.

La partecipazione a questo programma radiofonico è stata molto gratificante : un’ora e mezzo di diretta, inserita nel palinsesto come ospite in studio. Sono stata coinvolta a più riprese in approfondimenti letterari di vario tipo, per poi avere uno spazio tutto mio nel quale ho potuto parlare del mio ultimo romanzo, “In viaggio con te” e dei miei progetti per il futuro. Davvero un’esperienza molto bella, in una radio trasmessa non solo a Roma, ma in molte altre città italiane.
Che consiglio daresti agli emergenti?

Il consiglio che darei agli emergenti è di pubblicare i loro libri con case editrici free, serie e leali, che li seguano dopo la pubblicazione. ( Come la Butterfly…per esempio!)
Progetti futuri di cui vuoi metterci a parte?

Ci sono progetti molto interessanti, che mi fanno sentire pienamente viva e che mi riempiono il cuore di gioia: la traduzione di “In viaggio con te” in inglese e in francese e la pubblicazione del mio terzo romanzo, a settembre, sempre con la Butterfly Edizioni.
Grazie Nadia, è stato un piacere e un onore ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per il tuo terzo romanzo!

Grazie di nuovo a te, Linda il piacere è stato tutto mio. E… crepi il lupo!!
 
Per seguire Nadia  NADIA BOCCACCI









 

 

 

 

 

venerdì 21 giugno 2013

LA DISCENDENTE DI TIEPOLE di Alessandra Paoloni

Oggi voglio parlarvi de "La discendente di Tiepole" della talentuosa Alessandra Paoloni che ho avuto il piacere di intervistare qualche settimana fa' sul mio blog. Il suo romanzo mi ha conquistato, stregato e affascinato in ogni singolo istante che gli ho dedicato. E ancora oggi non vuole saperne di abbandonare la mia mente.


QUARTA: Un paese fantasma dimenticato dalle carte geografiche, circondato da montagne, abitato da una popolazione inospitale. E’ il ritratto di Tiepole, paese d’origine di Emma, ed è lì che la ragazza è costretta a tornare in occasione del funerale di suo nonno. Il suo soggiorno, però, si trasforma in incubo quando Emma legge la lettera che sua nonna aveva scritto per lei prima di morire e che il nonno non le aveva mai consegnato. Essa le svelerà un mondo di tenebra colmo di stregoneria e maledizioni, di faide tra famiglie e di lotte per il potere. Emma non sa ancora nulla, ma tutti i Tiepolesi sanno chi è lei, poiché la stavano aspettando. Lei è l’erede della Strega. Lei è la Discendente. Lei deve morire.
Un’eroina indimenticabile in un romanzo in cui il bene e il male si confondono e niente, assolutamente niente, è davvero quello che sembra.





Il libro si apre con una ragazza, Emma Onofri, che spalanca la finestra della 'sua' stanza e spazia con lo sguardo sul paese di Tiepole e sulle montagne che ne occupano i quattro angoli.
L'ambiente è senza dubbio il primo elemento a incatenare il lettore, le atmosfere cupe e misteriose avvolgono e percorrono le vie del paese, descritto perfettmente in ogni suo anfratto. Il lettore si sentirà irrimediabilmente accanto a Emma nel percorre le viuzze, nel calpestare i sanpietrini udendo i propri passi risuonare in un'eco perpetua e inquietante. Un'alternarsi di silenzio e rumori la fanno da padrone e spiazzano sin dalla prima pagina.





'I tiepolesi hanno trascorso la loro vita mentendo a loro stessi, rifiutando ciò che sono in realtà. Cioè un popolo di dannati.'





Emma è a Tiepole con i genitori per occuparsi della dimora del nonno, venuto improvvisamente a mancare. Non immagina la girandola di emozioni e misteri che popolano il paese e che, inevitabilmente, la investirà. Non immagina i segreti annidiati nel suo passato, sepolti tra le mura del paese e della dimora del nonno. Non immagina l'eredità che le ha lasciato la nonna Marta e la nomea che il paese le aveva affibbiato quando era in vita, una nomea che ancora risuona per le vie di Tiepole, una nome racchiusa in un unico sostantivo: 'STREGA'.


'Sembrava che tutti lì a Tiepole volessero nevessariamente trovare una somiglianza tra me e la nonna, un nesso segreto. Possibile che nessuno capiva che al contrario io avevo una mia identità, una mia personalità, sviluppata lontana da tutto quel putiferio? Io ero Emma Onofri, doevano smetterla di identificarmi solo e unicamente come la nipote della strega o peggio ancora come la discendente.'




Un altro degli aspetti che più ho apprezzato del libro è il rapporto tra Emma e i genitori. Due lati di una stessa medaglia, diametralmente opposti e ugualmente intriganti. 
I dialoghi e i confronti che la ragazza ha con la madre evidenziano un rapporto quasi del tutto assente, persino nei momenti di maggiore destabilizzazione la donna è apatica o troppo agitata, quasi un rapporto sospeso tra le due, in stand-by, alimentato da incomprensioni e recriminazioni.
Di tutt'altra natura è il rapporto con il padre, un punto fermo per la ragazza. Il rapporto tra loro è unico, custodito gelosamente, l'uomo rappresenta una figura estremamente positiva per la ragazza.







'Era davvero il padre più in gamba e coraggioso del mondo; sopportava tutte quelle stranezze per amore della sua famiglia, e avrebbe combattuto eserciti di spiriti e mostri per proteggere me o mia madre.'








La bellezza di questo romanzo è tutta nella sua semplicità. Un registro di dialoghi ed espressioni che arriva dritto al cuore del lettore. Nonostante vengano narrati fatti surreali, magici, nonostante il mistero ci accompagni per tutta la durata del libro, l'autrice ha il dono di inserirli in un contesto plausibile e mai scontato, arricchendolo con particolari a prima vista insignificanti ma che donano corposità al testo e lo rendono credibile.
Una mosca che vola nella stanza, uno stereo che risuona tra le stanze di una casa. Elementi, questi, che ci fanno avvicinare al mondo di Emma e si fanno provare le sue  stesse emozioni perchè, dopotutto, Emma è una ragazza semplice come potremmo esserlo noi, con un rapporto difficile con la madre, con la voglia i divertirsi assieme ai suoi amici, una ragazza che ama ascoltare musica e ballare.
Altro elemento dominante dell'intero romanzo è la MALEDIZIONE che grava su Tiepole e sui suoi abitanti, caodiuvata da elementi magici: medaglioni, diari nascosti, trasformazioni e apparizioni sconvolgenti. Tutti questi ingredienti incatenano il lettore, ogni pagina è una scoperta, una sorpresa, lo stimolano a proseguire e a scoprire sempre più tasselli dell'intricato puzzle.
Il punto di forza di questo romanzo sono proprio le incognite, i misteri, gli eventi soprannaturali, si passa dal nero al giallo e, non da ultima, una pennellata di 'rosa' che risveglia in Emma il desiderio, il suo essere 'donna' dominata da istinti prettamente umani.








'Noi coperti dalla chioma dell'albero sotto il quale ci eravamo rifugiati, ascoltavamo quel rumore ipnotico senza fiatare. Sentivo la terra entrarmi nei pantaloni, e l'erba del cespuglio mi solleticava uno zigomo; ma sarei rimasta sotto quel' labero, stretta tra le braccia di quel mostro, per tutta la vita.'









Ho amato tutto di questo romanzo che non ha nulla da invidiare ai grandi nomi del panorama letterario italiano, tutt'altro. Ci lascia con molti punti in sospeso e ci fa agognare che l'autrice sforni al più presto un seguito altrettanto esauriente e appassionante.

"Ricorda sempre che la trasformazione è insita in ognuno di noi e sforzati sempre in questo mondo di fare la differenza."
 


giovedì 20 giugno 2013

"Sabbie mobili" di Rita Parisi

In anteprima vi segnalo l'uscita di un romanzo delicato e struggente che affronta temi dolorosi e spinosi come la depressione e la sterilità.
Tenete d''occhio Rita Parisi ...
 
 
 
SINOSSI: Il primo ricordo che Chiara conserva di suo padre è un canotto verde e azzurro, una giornata al mare, la paura e l’emozione dell’imparare a nuotare; sullo sfondo, come in una fotografia, il volto austero di sua madre. Molti anni dopo, Chiara è su un treno per Trieste, adesso che la scoperta della sua sterilità, la depressione e i tradimenti hanno distrutto il matrimonio con Marco e che tutta la sua vita si è accartocciata come un foglio vecchio. E lì, sul treno, Chiara lascia scorrere i ricordi come un film dietro il finestrino per poi ritrovare, tra di essi, l’atroce verità che le ha cambiato la vita.
Sabbie mobili è la fotografia di un’assenza, il ritratto in chiaroscuro di due madri mancate e di un amore segreto. La scrittura vellutata di Rita Parisi sa accarezzare con delicatezza temi scottanti come la sterilità e la depressione ed è, al tempo stesso, il fil rouge che lega i destini dei protagonisti nel loro fatale rincontrarsi e perdersi nel tempo.

mercoledì 19 giugno 2013

"Il gioco dei ricordi" IL NUOVO ROMANZO DI LAURA BELLINI

Oggi vi presento un romanzo che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima e di curarne la prefazione. Un libro che si è classificato tra i semifinalisti del Torneo GeMs "Io scrittore" 2012. 







        TITOLO: Il gioco dei ricordi

       AUTORE: Laura Bellini

       EDITORE: Butterfly Edizioni
 
       PAGINE: 240

       PREZZO: € 11,90

       DOVE TROVARLO Shop Butterfly






“Il gioco dei ricordi” è un mirabile esempio del talento letterario dell’autrice Laura Bellini giunta alla sua sesta prova letteraria senza mai deludere i suoi fan e non è cosa da poco.
“Il gioco dei ricordi” è un romanzo particolare, inusuale e imprevedibile. Un romanzo corale in cui la narrazione si sviluppa in più punti vista, tanti quanti sono i personaggi principali, conquistando il lettore, incuriosendolo e spiazzandolo.





 Il tema principale del romanzo è l’amore analizzato in ogni sua sfumatura. L’amore primordiale, totalizzante, adolescienziale, tracendentale, capace di sfidare persino la morte e gli oscuri equilibri su cui si fonda la nostra umanità.
Al centro la bella Ayleen incastrata in una sorta di triangolo 'fatale', contesa tra due belli e dannati, Nathan e Gabriel. Il 'premio' per l'eterna lotta tra Bene e Male, tra il bianco e il nero, tra la luce e le tenebre, questo il messaggio in codice di questo eterno duello tra gli antagonisti che spinge il lettore a tifare ora per l’uno ora per l’altro, ad arrabbiarsi, spazientirsi, gioire e commuoversi.








Ma "Il gioco dei ricordi" non è solo questo.
Un altro aspetto fondamentale a accattivante è l'ambientazione del romanzo e i salti temporali che compirà Ayleen alla ricerca di se stessa e di un passato che credeva dimenticato.
Laura Bellini ci condurrà attraverso i secoli, dall'Antica Roma alla Scozia di William Wallace, dal Titanic ai pellerossa in un'altalenante girandola di colori, emozioni e minuziosi dettagli storici che rendono questo romanzo ricco di molteplici sfacettature.










E, non da ultimo, l'aspetto forse più interessante: la riflessione. Perchè questo romanzo risveglia nel lettore domande che credeva archiviate. Ci troviamo di fronte all'enigma sempiterno del 'libero arbitrio' e delle scelte dell'umanità di fronte a questo fenomeno. Lo sfioreremo con mano, lo analizzeremo e ci indurrà a porci qualche domanda.





 
 Questo è un romanzo che vi conquisterà  e appassionerà soddisfando ogni vostra necessità. Un romanzo che mette tutti d'accordo. Siete inguaribili romantici e amate le storie d’amore? Troverete la storia di Ayleen, Gabriel e Nathan seducente e trascinante. Siete appassionati di 'fantasy'? Troverete maledizioni, angeli e demoni a darvi il benvenuto.





Approfittate della prevendita, non lasciatevi sfuggire l'opportunità di gustarvi una storia d'amore e d'avventura ai limiti del razionale. Una storia che profuma di agrumi, una storia che inizia sulle rive di un lago e che vi condurrà in luoghi misteriosi e accattivanti. Un romanzo rosso come il sangue e la passione, bianco come le ali di un angelo e nero come l'ombra che insegue ognuno di noi nel nostro temporaneo errare su questa magnifica terra.





giovedì 13 giugno 2013

INTERVISTA A NOEMI GASTALDI


Ciao Noemi, benvenuta nel mio blog. ‘Noemi Gastaldi’ è lo pesudonimo con cui ti presenti ai lettori, perché questa scelta singolare?

Il primo lavoro che ho pubblicato è stato un romanzo erotico autobiografico; lo pseudonimo era quasi d'obbligo, dato che i personaggi del mio libro erano tutti realmente esistenti e, nella maggior parte dei casi, inconsapevoli.
Quando ho iniziato a scrivere “Il tocco degli Spiriti Antichi” ho pensato in un primo momento di pubblicarlo con il mio vero nome, ma poi ci ho pensato a lungo, ed ho concluso che non ne sarebbe valsa la pena. Mi sono trovata così bene con il mio pseudonimo che non me la sono sentita di

lasciarlo.
Così, ora una piccola parte di me si chiama “Noemi”, ed è la parte che vive per scrivere.
 
Sin da piccola sei stata un’appassionata di musica e suonavi il violino. Cosa ricordi di quest’esperienza?
Quand'ero bambina, non ricordo 'perché' e 'per come', mi sono trovata un giorno in un grosso negozio di strumenti musicali: ho sentito un ragazzo che suonava il violino, probabilmente lo stava provando prima di acquistarlo... E in mezzo al rumore del magazzino, io ho seguito quella melodia fino a raggiungere quel musicista, poi sono rimasta incantata a guardarlo, mentre la mia testa si riempiva di fantasie in cui ero io a produrre quella melodia meravigliosa...
Da quel giorno ho dovuto insistere parecchio prima che i miei genitori cedessero al mio ultimo capriccio e mi iscrivessero a un corso di musica, ma poi è successo, e da allora non ho mai smesso di suonare... Anche se, per dirla tutta, da quando ho iniziato a frequentare l'università ho notevolmente ridotto il tempo dedicato a questa mia passione.

Ti definisci ‘una diarista convinta e prolifica’. Approfondiamo questa descrizione.
E' stata una blogger a definirmi così, sapendo che scrivo diari fin da quando ho imparato a scrivere. Che altro dire? La trovo un'attività rilassante, che aiuta a svuotare la testa dai problemi... Quando si ama scrivere, non lo si fa necessariamente per condividere.

Nel 2009 pubblichi il tuo primo romanzo erotico-sentimentale “22 fiori gialli”. Parlacene.
“22 fiori gialli” è stata un'idea del mio coautore, Tiziano Aromatico. Anche lui ha sempre amato scrivere, e quando mi ha conosciuta, mi ha detto di voler scrivere un romanzo dove la protagonista era ispirata a me. Con il tempo, questa idea si è evoluta; quando lui ha saputo che scrivevo diari mi ha chiesto di poter leggere qualcosa, e siamo poi arrivati all'idea del romanzo a quattro mani...

E’ stato difficoltoso realizzare un romanzo a quattro mani? Quale consiglio daresti agli emergenti che vorrebbero cimentarsi in un progetto simile?
Si, lo è stato, e me ne sono resa conto solo quando ho scritto il mio primo libro “da solista” ed ho potuto fare un raffronto.
Se qualcuno volesse provare a fare lo stesso, posso solo consigliare di mettersi d'accordo subito, di avere ben chiaro cosa si vuole scrivere, altrimenti si rischia di avere idee troppo diverse all'atto della stesura e questo rallenta di molto il tutto.
Il mio coautore e io ci siamo fermati più volte a causa di idee divergenti, la stesura del romanzo è iniziata nel 2006 ed è terminata nel 2008... Poteva durare molto meno, se fossimo partiti fin da subito con l'idea del romanzo completamente autobiografico che abbiamo poi attuato.

Nel  novembre 2012 pubblichi il tuo secondo romanzo “Il tocco degli spiriti antichi”, primo capitolo della saga fantasy ‘Oltre i confini’. Quali temi affronti al suo interno?
Nella saga “Oltre i confini” ho voluto rielaborare in chiave fantasy il mondo meraviglioso che ho conosciuto praticando il Culto degli Antichi Numi, o “vecchia religione”, che dir si voglia ( purtroppo, qualunque termine si scelga, potrebbe essere male interpretato).
I temi trattati sono tanti: dall'emozione particolare che si prova quando si inizia a conoscere il “mondo altro”, al “pericolo” di incontrare ciarlatani che si spacciano per quello che non sono, fino ad arrivare alla difficoltà di essere considerati diversi nel momento in cui si inizia a credere di far parte di qualcosa di più grande.
Il mio libro inizia con una domanda:
Siamo davvero in grado di comprendere quel limite sottile che separa la percezione dal disturbo mentale?”

Infatti la mia protagonista, Lucilla, avrà spesso problemi in questo senso, molti crederanno che soffra di un qualche disturbo mentale, e questo sarà un tema ricorrente per tutta la saga. La risposta alla domanda riportata sopra, arriverà solo quando la storia giungerà al suo epilogo, nel terzo volume.
 


 
Com’è nata l’idea per questo romanzo?

E' nata quando avevo dodici anni ed ho iniziato a conoscere certi temi... Ma è stata subito abbandonata, per poi essere sviluppata solo di recente, quando mi è venuta voglia di condividerla... 
Cosa troveranno i lettori tra le sue pagine?

Troveranno un mondo di natura immateriale che irrompe nel mondo di tutti i giorni... Avventure, scoperte, pericoli, e uno scontro finale dall'esito insolito...
Tra i personaggi ce n’è uno che ti sta particolarmente a cuore?

Sicuramente Lucilla, la protagonista: l'ho ideata ispirandomi a me stessa, quindi non posso non amarla.
Dall’erotico al fantasy, cosa senti più nelle tue corde?

Sicuramente il fantasy.
Quando un libro fantasy ha una trama originale ed è scritto bene, è in grado di trascinarmi in un altro mondo: sicuramente, come lettrice, lo prediligo.


Progetti futuri?
Per ora, solo portare a termine la mia saga.
E' stato un piacere ospitarti nel mio blog! In bocca al lupo!


Per seguire Noemi   I MONDI DI NOEMI

 

 

mercoledì 12 giugno 2013

GIVEAWAY - VINCI "Il profumo del sud"

Oggi voglio  comunicarvi l'apertura di una delizioso GIVEAWAY, il primo che vede come protagonista il mio terzo romanzo "Il profumo del sud".

Il Blog 'Stelle nell'Iperuranio'è stato così gentile da mettersi a disposizione per l'evento in collaborazione con la Butterfly Edizioni.

Cosa aspettate ancora? Cliccate sull'evento qui sotto e partecipate numerosi!




VINCERETE una COPIA de "Il profumo del sud" e dei simpatici GADGETS de la Butterfly Edizioni.

Vi aspettiamo! L'evento scadrà il 23 Giugno!!!

Nel frattempo gustatevi il booktrailer!





In bocca al lupo a tutti!

lunedì 10 giugno 2013

INTERVISTA A ALESSANDRA PAOLONI

Ciao Alessandra, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Linda e grazie per avermi ospitata.
Di me non c'è molto da dire, sono una ragazza che come tante altre crede nei propri sogni e fa di tutto per realizzarli. Sembrano parole scontate o frasi fatte ma ti assicuro che non è così.
 Abito in un piccolo paese alle porte di Roma (che non è Tiepole anche se Marcellina ha dei punti in comune con il paese di Emma) e conduco una vita ordinaria. Passo la maggior parte del tempo e leggere e scrivere nella speranza che tutto ciò che faccio raggiunga più persone possibili.

La tua passione per la letteratura ha radici profonde. Com’è stato il tuo approccio con la penna?

Da bambina mi divertivo a riscrivere le storie che leggevo.
“Rubavo” i personaggi ai libri e facevo fare loro delle avventure nuove, frutto della mia fantasia. Nella scrittura ho sempre ritrovato una parte di me, una sorta di rifugio, qualcosa con cui esprimermi in totale libertà e sicurezza.
Già dalle elementari scrivevo qualche racconto in modo molto acerbo naturalmente, ma ricordo che la maestra mi lodava sempre per i miei 'temini'. Questo mi rendeva orgogliosa, per quanto una bambina poteva esserlo,  e forse è da allora che l'amore per la scrittura si è radicato in me e non mi ha più lasciato. Ho cantato, suonato, dipinto, ma la scrittura resta per me l'arte più preziosa e quella che mi riesce forse meglio.

Collaboratrice di periodici indipendenti e riviste online, esordisci nel 2008 con una raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine ottocento”. Parlaci di questo esordio.

Era il 2008, eppure mi sembra trascorsa un'eternità. Ho scritto i 'Brevi monologhi' (che ora si possono trovare su amazon al prezzo irrisorio di 0,89 €) in un periodo non facile della mia vita. Non sto ora a raccontarvi nello specifico quali erano in quel momento i miei problemi, ma posso dire di aver riversato in questa operetta i miei pensieri e parte della mia anima.
Se dovessi scrivere ora un libro del genere forse non ne sarei in grado, ma perché le poesie furono dettate dalle emozioni di quei particolari mesi.
E' stato un esordio che mi ha lasciato molte soddisfazioni soprattutto perché mi ricordo che tutti si chiedevano come una ragazza così giovane potesse scrivere pensieri vicini ad anime magari più mature. Ripensandoci ora risponderei che non sempre è la fantasia da sola che fa partorire una storia, ma ci sono periodi nella vita che ti portano a scrivere cose che altrimenti non scriveresti.

Per gli interessati all'acquisto: AMAZON.

Seguiranno due fantasy “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce”. Perché questo cambio radicale di genere letterario?

In realtà quando ho pubblicato i monologhi, “Un solo destino” era solo da editare. L'avevo già scritto tempo addietro. Inoltre mi piace definirmi una scrittrice poliedrica; ho naturalmente dei generi che posso definire “preferiti” ma amo spaziare e cimentarmi in più generi letterari possibili.
I due fantasy ora non sono più disponibili e "Un solo destino" altro non era che "La Stirpe di Agortos" uscito un anno fa. Una saga questa sfortunata per le scelte sbagliate che ho fatto.

Nell’aprile del 2012 pubblichi sotto pseudonimo “La stirpe di Agotros”. Parlacene e raccontaci il perché di questa scelta dell’anonimato.

Come ti dicevo “La Stirpe di Agortos” altro non era che “Un solo destino" rieditato. Quando ho contattato la REI per sottoporre il manoscritto, l'editore mi disse di cambiare nome visto che il libro era già stato pubblicato. Così feci.
Ci tengo però a sottolineare che questa saga non è più in commercio. La collaborazione fallimentare con la Edizioni Rei mi ha costretta a interrompere di nuovo la saga. Ecco perché la chiamo “sfortunata”. Tuttavia posso tranquillizzare i lettori della stirpe dicendo loro che non mi arrendo e che anzi, sono già a lavoro. Ma non posso dire altro per il momento.

Partecipi a diversi concorsi dall’esito vittorioso. Un tuo racconto “In fuga per ricominciare” viene scelto per l’antologia “365 Storie d’Amore” dal Writer Magazine di Franco Forte. Un altro racconto “Sulla strada per la fine” è tra i vincitori del concorso “On the Road: diari di viaggio” indetto dalla Libro Aperto Edizioni e inserito in un’antologia. Il racconto “La cura”, invece, viene inserito nell’antologia digitale “La prima volta” edita dalla Triskell Edizioni(disponibile gratuitamente). Ti piace scrivere racconti? Come nascono le tue storie? E’ un genere a te congeniale più del romanzo o della poesia?

C'è stato un periodo in cui partecipavo a parecchi concorsi e con mio immenso piacere mi ritrovavo quasi sempre tra i vincitori. Stentavo a crederci io stessa.
Si, mi piace scrivere racconti soprattutto se il tema dei concorsi stimola la mia fantasia. Le storie nascono così come nasce un romanzo, da un'intuizione, da un'idea che trovo in un libro, in un film o semplicemente uscendo di casa.
Certo, scrivere un racconto comporta meno lavoro di un romanzo. La lunghezza è minore, anche se in un romanzo puoi rilassarti pensando che hai davanti ancora molte pagine da scrivere e rimandare magari una scena o una spiegazione, mentre in un racconto devi essere abile a concentrare il tutto in poche pagine. Non è poi così facile come sembra.
La maggior parte dei concorsi prevede un limite di battute. Uno scrittore deve saper articolare la trama le sensazioni e il messaggio del racconto in un tot. di pagine. Se il tema mi attira colgo questa sfida sempre molto volentieri.

Sempre con un racconto “Come il vento su Top Withens” è tra i finalisti al concorso “Impronte d’amore” edito da Butterfly Edizioni e compare nell’antologia dall’ omonimo titolo pubblicata a inizio anno. Parlacene.

Quella era la prima volta che scrivevo un racconto d'amore.
Il concorso della Butterfly m'incuriosiva e ho voluto tentare la sorte. Ho ambientato il racconto a Top Whitens che si dice fosse stato d'ispirazione per la Bronte e il suo C"ime Tempestose". Sarà stata forse proprio questa ambientazione a suggerirmi l'idea della storia di Drake e Jeanne di cui vi riporto la breve sinossi: “La vita di Jeanne, che vive assieme a sua sorella e a suo padre a Top Withens, cambia quando Drake arriva in quel luogo bucolico e ventoso. Lo sconosciuto ferito e senza storia desterà in lei un sentimento mai provato prima. Ma potranno due nature di così diversa indole coesistere? Lei attaccata alla sua terra, lui alla sua idea di libertà. L'amore saprà superare ogni ostacolo o la lontananza? Lo straniero troverà radici in lei, e Jeanne in lui il suo cuore.”
Il racconto è piaciuto tanto che mi hanno chiesto di scrivere un romanzo su questi due personaggi. E' un'idea che ho accarezzato, ma devo tener conto prima di tutto quello che ho ancora da scrivere. Magari un giorno verrà anche il turno di una rivisitazione di questo racconto. In fondo mi piacerebbe tornare a Top Whitens, almeno con l'immaginazione, ancora una volta.


Nella primavera 2013 arriva un racconto lungo "Oltre l'oscurità" edito dalla Libro Aperto Edizioni. Di cosa tratta?

"Oltre l'oscurità" è un lungo racconto che mandai alla Libro Aperto Edizioni per un concorso sempre sul tema d'amore. E' piaciuto e mi è stato chiesto di pubblicarlo in edizione ebook, offerta questa che ho subito accettato.
E' un racconto paranormal romance, dove il mistero si fonde coi sentimenti, ambientato in una tenuta immaginaria (Landlord) nelle terre dello Yorkshire alla fine dell'ottocento.
A questo proposito vorrei segnalare un giveaway e una sorta di concorso che attualmente ho avviato nel mio blog, ovvero si può vincere la copia in ebook del racconto e partecipare alla stesura del secondo volume. Si, perché d'accordo con la Libro Aperto Edizioni scriverò un seguito in collaborazione con il vincitore.
Per sapene di più andate qui nel mio blog LA MIA STRADA FINO A QUI.


Nel novembre 2012 pubblichi il romanzo “La discendente di Tiepole” con la Butterfly Edizioni. Cosa troveranno i lettori tra le sue pagine?

"La discendente di Tiepole" è un romanzo di genere urban fantasy scritto l'anno del mio esordio, il 2008, e tenuto nascosto nel cassetto per svariati motivi.
Quando ho incontrato la Butterfly qualcosa mi ha suggerito di inviare loro il manoscritto, e così è iniziata per me questa nuova avventura.
I lettori nel libro troveranno un romanzo diverso dagli altri dello stesso genere. Mi sono sforzata di apportare degli elementi originali a una trama che alla prima lettura può sembrare banale e scontata. I personaggi sono reali, la protagonista così come i maledetti. Il fantasy fa da contorno a una storia realistica, la storia di una ragazza che vede capovolgersi il suo mondo all'improvviso.





Quali temi affronti nel tuo romanzo?

Il rapporto genitori- figli a me tanto caro, o quello del destino o della predestinazione. Il tema dell'amore e dell'amicizia, sentimenti che salvano nella vita. Il tema della discendenza, delle proprie origini e dei pregiudizi.
C'è molto nella discendente, questi temi e altri. E' un calderone di idee e misteri che a volte possono confondere. Ecco perché alla fine ho adottato la scelta di troncare la storia e scriverne un seguito.

Qual è stato l’input per “La discendente di Tiepole”?

Non ho mai negato di aver avuto l'idea leggendo "Twilight" della Meyer.
Il libro diede in un certo senso l'avvio al boom dell'urban fantasy, e io quando lo lessi feci una scommessa con me stessa: sarei stata in grado di scrivere un libro di questo filone ma allo stesso tempo originale?
'La discendente' è nata per gioco, e non avrei mai pensato che sarebbe stata così apprezzata.

C’è un anneddoto, una curiosità che vuoi raccontarci relativa alla stesura di questo romanzo?

Forse il fatto che non pensavo sarebbe piaciuto. Ecco spiegato uno dei motivi per cui l'ho lasciato nel pc per tanto tempo.
Come ho detto 'La discendente' è nata per gioco, mi sono seduta al computer e ho iniziato a scrivere per semplice divertimento. Ricordo che mi rilassava. Poi però ho capito che potevo pretendere di più da questo libro.
Nel 'La discendente' c'è molto di me, molto della storia del paese in cui vivo, alcuni nomi dei personaggi hanno un significato affettivo per me (non Christian, lui l'ho preso in prestito da Christian Bale).
Il paese stesso è in realtà un paese che esiste davvero ma che ancora preferisco non rivelare.

Il genere fantasy sembra essere nelle tue corde più degli altri. Come nasce la passione per questo stile?

Il fantasy, o anche l'urban fantasy, è quello che rientra di più nel mio genere letterario; questo sia per la scrittura che per la lettura.
Il fantasy mi permette di parlare per metafore di fatti che accadono in realtà quotidianamente.
 Mi piace mascherare la realtà e nascondere dei messaggi tra le righe. E non è facile scrivere questo genere perché si rischia allo stesso tempo di discostarsi troppo dal reale e di annoiare il lettore con concetti troppo astratti nei quali non si può rispecchiare e immedesimare. Anche in questo caso il fantasy va dosato con ingredienti realistici. 

Hai un discreto bagaglio di esperienze letterarie alle spalle, c’è un consiglio che daresti agli emergenti che si affacciano a questo mondo?

Il consiglio che do sempre è di perseverare. Io stessa ogni giorno trovo almeno tre motivi per lasciar perdere tutto.
La scrittura non paga a meno che non vi chiamate King, Rowling o Follett. Se qualcuno intraprende questo mestiere pensando di fare soldi ha sbagliato decisamente strada. 
La scrittura è un dono e un'arte e come tale deve essere interpretata. Ha bisogno di dedizione e di molta cura. Bisogna sempre perfezionarsi, la pubblicazione del libro non significa che si è arrivati anzi; il cammino è appena iniziato ed è tutto in salita.
Ci saranno sempre persone pronte a criticarvi per ciò che fate, accettate le critiche (costruttive ovviamente) fatene tesoro e andate avanti. I lettori sono preziosi e non solo perché leggono quello che scrivete ma perché dai loro consigli si impara moltissimo. 'Umiltà'. Questa sconosciuta a molti non deve mai mancare. 

Vuoi anticiparci qualche progetto futuro?

Il seguito de "La discendente di Tiepole" sta prendendo forma proprio in questo periodo, ma non voglio affrettarmi troppo per non deludere le aspettative di nessuno. Inoltre come ti anticipavo sono a lavoro per "La stirpe di Agortos"; no, non mi arrendo. Non trovo giusto penalizzare un libro solo per delle scelte sbagliate in merito alla casa editrice. Questi sono alcuni dei progetti che mi aspettano.
Di idee ne ho tantissime in cantiere, mancano il tempo, la concentrazione e un paio di occhi buoni.

Grazie Alessandra. Per me è stato un vero piacere intervistarti. In bocca al lupo per tutto!

Grazie a te Linda di avermi ospitata qui nel tuo blog. Crepi il lupo e un saluto a tutti i tuoi lettori.

Per seguire Alessandra   LA MIA STRADA FINO A QUI


 

 

mercoledì 5 giugno 2013

IL TESORO DELLA VERA CRUZ di Roberto Modolo

Oggi voglio consigliarvi un romanzo adatto a tutte le età. Una storia avventurosa che vi rapirà, piena di fascino e pericoli. Se siete in cerca di un romanzo da divorare che racchiuda in sè amore e avventura e la magia del mare a fare da sfondo, questo è il libro che fa per voi!





TITOLO: Il tesoro della Vera Cruz

AUTORE: Roberto Modolo

EDITORE: Butterfly Edizioni

PAGINE: 190

PREZZO: € 13

DOVE TROVARLO Shop Butterfly






SINOSSI:  Aprile 1524. La “Vera Cruz”, dopo solo quattro giorni di viaggio, affonda in seguito ad una furiosa tempesta.
Bruce, Paul ed Ellen, venuti a conoscenza dell’accaduto, si mettono alla ricerca del relitto di quell’antico galeone sepolto nella sabbia da quasi cinque secoli, nel tentativo di riportare alla luce il suo tesoro dall’inestimabile valore.
Un’impresa entusiasmante e piena di fascino. Un’impresa che può cambiare la vita per sempre. Un’impresa piena di rischi: il mare, si sa, è pieno di squali…
L’emozione dell’avventura e dell’amore, il fascino della storia antica, la tensione del thriller, la magia del mare. Un romanzo che vi sorprenderà in un crescendo d’emozione e suspense.


BIOGRAFIA: E' nato nel 1962 a Milano. Fin da ragazzino ha condiviso due grandi passioni: la scrittura e tutto ciò che ha a che fare con il mare. E’ impiegato in una azienda alle porte del capoluogo lombardo e satura i momenti liberi dedicandosi alla sua passione. Nel 2005 esordisce con il romanzo Krill, con Butterfly Edizioni ha pubblicato “Il tesoro della vera Cruz”, che è il suo secondo romanzo. Ma la sua vena letteraria non si esaurisce, infatti ha già in cantiere nuove Opere.

lunedì 3 giugno 2013

INTERVISTA A FRANCESCA ORELLI

Ciao Francesca, benvenuta nel mio blog! Raccontaci qualcosa di te

Ciao Linda, un saluto anche a te e ai lettori del tuo blog!
Eh, "raccontaci qualcosa di te"...una domanda semplice, almeno in apparenza, ma che si presta a molte risposte vista la mia "poliedricità"!
Senza andare troppo nei dettagli, la mia persona si potrebbe riassumere in tre personalità: quella della studentessa universitaria di 25 anni, con la passione per la letteratura italiana e la scrittura, oltre che naturalmente per l'universo dei libri ed editoriale, che l'ha portata a scegliere la facoltà di lettere e filosofia con indirizzo critico-editoriale; quella dell'autrice esordiente, che alla seconda pubblicazione si è ritrovata con un'onnipresente "valigia in mano" e a viaggiare dal nord al sud dell'Italia, chiamata da questo o da quell'altro promoter, attore o cantautore, facendo conoscere non solo la sua pubblicazione ma conoscendo a sua volta i diversi caratteri, le problematiche e i sogni più profondi dei ticinesi e degli italiani, e non da ultimo quella della rocker scatenata, appassionata di concerti e di gruppi, fino al punto da scegliere di togliersi dagli abiti della fan per indossare di volta in volta quelli dello staff e di entrare così a diretto contatto non solo con il gruppo in quanto tale sul palco, ma anche con le persone che ne fanno parte e con i loro aspetti più umani e più nascosti, che solitamente non mostrano nemmeno ai loro fans più fedeli o durante i live.


Appassionata di musica rock, lavori a stretto contatto con alcuni gruppi musicali e nel dietro le quinte dei concerti e degli open-air. Parlaci di quest’esperienza.

Eh, eh, prima di cominciare a parlarne, mi permetto di precisare già da subito un dettaglio: lavorare a fianco dei gruppi e nel dietro le quinte dei concerti, dei festival e degli openair è meraviglioso, soddisfacente ed appagante, ma non è facile!
Innanzitutto occorre possedere una pazienza smisurata, anche perché non tutte le band sono "gradevoli" a livello umano oltre che artistico, inoltre bisogna avere una notevole empatia, sapere gestire le piccole e grandi emergenze e, non da ultimo, anche cercare di mediare e di "placare" gli animi nel caso si verifichino dei problemi. Per farvi un esempio, qualche anno fa mi è capitato che due gruppi quasi venissero alle mani perché uno dei due voleva cacciare l'altro dalla bancarella per avere più spazio...per fortuna che non ero tanto lontana dal posto e che sulla strada mi è venuto subito ad avvisare un altro membro dello staff, perché sennò non so come sarebbe finita. Ma al di là di questi episodi, che comunque accadono molto di rado, posso dire che oltre a dei bravissimi artisti, nella maggior parte dei casi ho conosciuto delle persone meravigliose e con le quali sono tuttora in contatto sia in facebook che nella vita reale. Tra l'altro, cosa che è già successa, proprio tra loro mi è anche capitato di trovare dei sostenitori, degli aiuti molto validi (esempio: ad un certo punto, mentre stavo scrivendo "Nelle mani della ribelle", ho dovuto fare una ricerca sulle principali marche dai bassi. E chi è venuto in mio soccorso? Ben tre bassisti, due dei quali professionisti già sperimentati e che hanno suonato in tournée anche al fianco di artisti come Jorn Lande, Gotthard, solo per citarne un paio) e...anche dei lettori! Sembra strano, ma a dispetto delle voci che girano, il 99% dei musicisti legge almeno tre o quattro libri alla settimana.

Hai partecipato a diversi concorsi. Finalista al concorso nazionale svizzero "Linguissimo", vincitrice del Premio di merito per la poesia "Dolce Moloch" al premio letterario "Cardinal Branda Castiglioni" e segnalazione di merito al premio "Parole sparse" per la poesia "Alma". Cosa ricordi di queste esperienze?

Per quanto riguarda il "Parole Sparse" mi è arrivata la segnalazione di merito a casa, quindi non c'è stata una premiazione pubblica ma a me andava bene così, anche perché ero molto più timida rispetto ad ora e l'apparizione in pubblico mi imbarazzava a dir poco.
 Del premio di poesia "Cardinal Branda Castiglioni" ho un bel ricordo, in quanto oltre ad essere con i miei ventun anni l'autrice più giovane ad essere premiata, il mio piccolo lavoro letterario venne associato pubblicamente per stile e per contenuti ad una poesia di Dante Alighieri...provate ad immaginare il mio imbarazzo e la mia vergogna quando una giuria di letterati e di gente comunque di cultura mi ha letteralmente messa a paragone con un maestro della lingua, della letteratura e che ha fatto anche la letteratura e la lingua italiana, insomma, un grandissimo che ancora adesso rispetto come un cattolico rispetta la Bibbia! Volevo a dir poco sotterrarmi! Certo, da una parte ero felice del risultato e ancora adesso conservo la pergamena con riportate quelle parole testuali e che mi hanno fatto guadagnare il premio di merito, ma dall'altra...non ricordo di essere mai arrossita così tanto come quella volta!
Il "Linguissimo" invece è stato il primo premio nazionale svizzero a cui ho partecipato: il premio consisteva nel trascorrere un weekend con dei cantautori ed altri ragazzi provenienti dalla Svizzera, e durante lo stesso sarebbero stati scelti i sei vincitori che avrebbero trascorso una settimana in una località europea a scelta. Dovevamo scrivere una composizione nella nostra lingua d'origine (nel mio caso l'italiano) e che centrava con l'argomento scelto del weekend, che quell'anno era la musica e il nostro rapporto con essa, e una presentazione di noi e dei nostri interessi in un'altra lingua nazionale (io scelsi il francese, mentre altri partecipanti scelsero il tedesco e uno solo il romancio). Passai la prima selezione e andai con altri otto ragazzi ticinesi a Lenzburg, dove trascorremmo un bellissimo weekend con altri otto finalisti provenienti sia dalla parte francese sia dalla parte tedesca della Svizzera, ed oltretutto entrammo in contatto con il cantautore Marco Zappa, il "rappresentante" della musica ticinese, e altri due musicisti molto conosciuti di cui però al momento mi sfuggono i nomi. Essendo stonatissima a livello di voce però non passai la fase successiva, ma ancora adesso per me l'aver trascorso quel weekend insieme a questi cantautori e a questi ragazzi così diversi tra di loro e con ognuno un proprio background musicale, linguistico, lavorativo, scolastico, rappresenta una bellissima vittoria e una bellissima esperienza.

Nel 2012 pubblichi il tuo primo romanzo, "Nelle mani della ribelle". Qual è stato l’input per questo nuovo libro?

Ad essere sincera non c'è stato un vero e proprio imput, quanto piuttosto un'idea: volevo provare a scrivere un romanzo rosa che fosse diverso dagli altri non solo per contenuti, ma anche per i personaggi che vi si muovevano all'interno.
Ero stufa di leggere di uomini perfetti, milionari e fin troppo sicuri di sé, come anche di vedere le solite eroine deboli, bisognose di aiuto e incapaci di fare qualsiasi cosa o di prendere una decisione in totale indipendenza! Così ho creato Leo, uomo sì di successo, sì bello e talentuoso, ma anche maschilista fino all'eccesso e disgustato dal genere femminile in sé, ed Ambra, una donna tutta d'un pezzo, vulcanica, passionale e dotata di una grinta a dir poco esplosiva.
Ad essere sincera all'inizio pensavo che litigassero ogni nove per dieci, ma a dispetto delle mie previsioni ed anche dei miei progetti in merito a questo nuovo lavoro, è capitato che il mio bassista si innamorasse alla follia della sua addetta alla strumentazione già poco prima di arrivare a metà libro...altra cosa, nel progetto originale era prevista solo una scena "a luci rosse" verso la fine del romanzo, ma a quanto pare il "mio" musicista ha trovato talmente attraente Ambra che non ha saputo resistere a...e qui non dico altro!


 


Cosa troveranno i lettori al suo interno e perché dovrebbero acquistare il tuo romanzo?

Dai pareri sentiti negli ultimi mesi, alcuni dei quali provenienti anche da critici letterari, altri editori e lettori, posso affermare che troveranno una storia coinvolgente, piena di ritmo e una love story decisamente contro corrente e che piacerà molto anche ai ragazzi oltre che alle ragazze. Difatti, cosa già strana per un rosa, l'ultima volta che sono andata a visitare la pagina facebook del mio editore c'erano ben tre nuovi "mi piace" maschili sotto la copertina del libro, inoltre alla fiera di Milano è capitato che un ragazzo, tra i dodici esposti, ha scelto proprio il segnalibro di "Nelle mani della ribelle"! Senza poi contare che ho anche ricevuto due pareri molto positivi anche da parte di due grandi nomi della musica ticinese conosciuti anche a livello internazionale, ed entrambi uomini...insomma, da quello che sto vedendo, sia Ambra che Leo si stanno creando un bel pubblico di affezionati.                                       
Mamma mia, "dovrebbero" non mi piace molto come espressione, mi dà molto l'idea di un obbligo! Diciamo che sostanzialmente, come autrice, consiglio l'acquisto del mio romanzo alle persone che vogliono leggere qualcosa di leggero, fresco, divertente e non troppo "zuccheroso", e a quei lettori che desiderano, o sono curiosi, di vedere quello che succede dietro le quinte di un concerto...non per vantarmene, ma avendo ormai alle spalle diverse esperienze in materia, ne ho veramente viste di tutti i colori, sia come fan che come membro dello staff! Tra l'altro alcune di quelle esperienze, anche se debitamente "schermate", le ho anche inserite in "Nelle mani della ribelle".
Per chi invece non è un grande amante della musica rock e delle storie d'amore, troverà comunque una parte molto abbondante dedicata ai viaggi e alla cultura di ogni luogo che visitano i BlackShark, oltre che gli atteggiamenti (reali, che quando non li ho visti io, li ha visti l'amica o l'amico di turno che è andato in quel posto e che, su mia richiesta, mi ha raccontato un po' com'è) delle persone che incontrano, e l'aspetto non meno importante del romanzo di denuncia sociale, in cui spazio molto sull'argomento della violenza sulle donne, e mandando nel contempo un messaggio molto forte, messaggio che mi ha creato non pochi problemi visto che mi sono arrivate anche delle minacce piuttosto pesanti sul blog, sulla realtà disastrosa che si nasconde dietro al mito della "ricca Svizzera", sugli abusi lavorativi e sociali che si perpetuano sul nostro territorio sia ai danni dei lavoratori italiani che di quelli ticinesi, fino ad arrivare ad altri temi ancora più scottanti e che usciranno durante il proseguo della lettura.

Durante il tour di presentazioni del tuo libro, hai vissuto delle esperienze molto interessanti. A Trieste, durante un importante festival artistico, sei salita sul palco con Alisei Apollonio(premio Campiello 2009). Raccontaci di questa esperienza.

Quella al teatro Miela di Trieste è stata un'esperienza bellissima anche se molto faticosa!
Io ed Alisei Apollonio siamo state invitate dall'artista Paolo Fusi a presentare i nostri rispettivi libri al festival indipendente "TriesteRIParte", organizzato dall'associazione "Roma RIParte".
Alisei era arrivata da Londra, io invece da Milano (un viaggio di sei ore e passa di treno, tra ritardi vari!): dato che lei è originaria di Trieste, il giorno del mio arrivo ne ho approfittato per farmi guidare da lei attraverso le vie di questa città, che non solo è affacciata su un bellissimo mare e su tre confini, ma ha avuto anche il grande onore di vedere camminare sulle sue strade scrittori del calibro di Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce (tra l'altro ci sono ancora le loro statue di bronzo).
La presentazione invece è avvenuta il secondo giorno, o meglio, la seconda sera! Eravamo in tantissimi tra artisti, attori, autori e via discorrendo...all'inizio eravamo previste per le undici meno dieci, ma poi alla fine abbiamo finito con il presentare alle undici e un quarto di sera! La sala bar era pienissima, ci saranno state circa cinquanta persone, e nonostante la calma apparente eravamo entrambe molto agitate!
Alla fine abbiamo realizzato comunque un bel successo e calamitato a dir poco l'attenzione, anche se al termine della presentazione ci siamo beccate un rimprovero non da poco da parte di un'attrice a causa della nostra dizione!

Il giorno seguente eri ospite nella biblioteca di Terni accanto al cantautore Carlo Ruggiero e hai fatto un incontro a dir poco ‘interessante’. Lo sveliamo ai lettori?

Eh, di incontri interessanti negli ultimi mesi ne ho fatti veramente tanti, ma la data a Terni mi ha riservato non poche sorprese!
Il bello è che quel giorno c'era uno sciopero dei treni, pertanto c'è stato un rischio molto elevato che andasse tutto all'aria! Però non mi sono scoraggiata, e così, dopo nemmeno quattro ore di sonno, mi sono svegliata alle cinque e un quarto di mattina per andare a prendere il primo (e l'unico sicuro) treno della giornata! Stento ancora a crederci di aver fatto quasi nove di viaggio, da Trieste ad Orte, poi a Terni...mamma mia, quando sono arrivata non ne potevo davvero più! Ma nonostante la stanchezza, non ho avuto il tempo di riposarmi perché la presentazione, dove oltre che da Carlo Ruggiero sono stata affiancata dal chitarrista Paolo Brunelli, iniziava un'ora e mezza dopo! Siamo andati quindi alla biblioteca di Terni...e proprio quel giorno, oltre a me, nella stessa biblioteca e alla stessa ora presentava nientemeno che Mogol, il paroliere di Lucio Battisti!
Inutile dire che l'ho incontrato anche di persona e che più di una fan di Lucio Battisti, vedendo le foto su facebook e la firma su una delle guide che mi hanno regalato alla presentazione, è diventata verde acido per l'invidia! Il giorno successivo invece ho partecipato ad una diretta su radio TNA insieme alla pianista ternana Ilaria Macedonio, bravissima e molto ma molto talentuosa.
Che spettacolo doversi dividere una singola cuffia e un unico microfono, ci siamo proprio divertite da matti! Peccato solo che tra una cosa e l'altra Francesco Franceschini, lo speaker nonché autore di un libro molto interessante e che sto leggendo, non si sia ricordato di registrare la diretta su nastro!

Sempre restando in tema di presentazioni, ti recherai in Polonia prossimamente per illustrare il tuo romanzo. Ti và di anticiparci qualcosa?

Sì, dunque, per quanto riguarda il minitour polacco, che si svolgerà dal 21 al 31 luglio, mi recherò a fare tre date in tre posti diversi. Il primo giorno sarò in un caffè letterario di Danzica, poi successivamente mi sposterò a Varsavia, infine la sera del 29 sarò a Cracovia.
Posso già dire da subito che sono molto emozionata e che non vedo l'ora di partire, non solo per farmi conoscere come autrice ed intavolare una discussione sugli argomenti di attualità presenti in "Nelle mani della ribelle", ma anche per toccare con entrambe le mani la realtà del posto, e chissà, magari come per Praga mi verrà anche qui qualche ispirazione o descrizione da infilare in un mio futuro lavoro letterario.

Ti sei cimentata sia nei romanzi che nei racconti. Quale stile senti più tuo?

Ora come ora prediligo il genere del romanzo, anche perché a differenza di un racconto, pur essendo di più difficile gestione ti permette di spaziare tra molti argomenti, oltre che naturalmente di scrivere una storia più complessa e con personaggi che si animano letteralmente sotto i tuoi occhi!
Certo, di strada per arrivare ad un livello ancora più alto ne devo fare, ma per me è già una bella soddisfazione essere riuscita a gestire un "mini romanzo" di centoquaranta pagine. Spero di riuscire a migliorare poco per volta, e sempre di più, per offrire al lettore ancora di più!

Ami viaggiare per trarre ispirazione dai tuoi scritti. Ricordi un viaggio che ti resterà sempre nel cuore?

Per quanto riguarda l'Italia, sono certa che i viaggi che mi resteranno sempre nel cuore sono quelli fatti a Chiari, dove ho incontrato una donna piena ancora d'amore e di tristezza per il marito scomparso, ma che nonostante ciò non si è lasciata abbattere ed ha avuto il coraggio di portare avanti una vecchia osteria, malgrado la stessa sia piena dei suoi ricordi e dei suoi anni felici; poi quello in Toscana, dove oltre che la terra e il calore della gente, ho apprezzato molto l'aria che vi si respirava quando calava la notte...quando se ne andavano via i turisti, Piazza dei Miracoli era a dir poco magica e a momenti mi sembrava quasi di sentire il battistero, la cattedrale e la celebre torre animarsi di vita propria...ed anche respirare; infine quello in Umbria, perché, senza andare nei dettagli che sono piuttosto "privati", in un certo senso mi ha resa una persona "nuova".
Quando sono tornata infatti non solo avevo recuperato la gioia e il desiderio di tornare ad amare, ma in più, anche se questa caratteristica mi è saltata all'occhio solo in seguito, mi ha resa meno "preoccupata" di fronte alle noie economiche, che adesso affronto con maggiore serenità, inoltre mi ha anche reso grata di quello che ho e di quello che sono. Diciamo che se prima certi dettagli mi sfuggivano o me li facevo passare sotto in un lampo, adesso ho la tendenza a godermi di più ogni aspetto della vita, anche il più piccolo ed insignificante.

Progetti futuri?

La continuazione della serie di cui fa parte "Nelle mani della ribelle", gli esami universitari e...un altro importante esordio, ma di più non svelo!

E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

Figurati, il piacere è stato mio. Grazie ancora di cuore e un bacio a tutti i lettori che ci hanno seguite!

Per seguire Francesca    FRANCESCA ORELLI