lunedì 22 ottobre 2018

Segnalazione - INAFFERRABILE di Federica Leva

Oggi, torna a trovarmi l'Autrice talentuosa Federica Leva, in occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo, dal titolo Inafferrabile.
Andiamo a conoscerlo da vicino!









SINOSSI: Una settimana insieme su un’isola solitaria e poi addio. È questo il patto che Nathan Kingston, ricchissimo e affascinante allevatore di purosangue, propone a Crystal Rain, giunta in California dopo essere stata lasciata dal fidanzato. È un errore e lo sa. Di solito è un uomo da una notte sola ma, nonostante la sua fama d’amante insaziabile, non l’ha ancora avuta. E lei, con la sua bellezza, la sua caparbietà e la sua dolcezza, lo ha stregato.
Quella che nasce come una focosa avventura si trasforma presto in una passione incontenibile e pericolosa, perché Nathan è vincolato al suo passato da un doppio segreto, e non può legarsi con nessuna. Nemmeno con lei.
Ma l’amore non si può incatenare e cerca sempre una via, per fare l’ultima mossa…









Eccovene un assaggio!











L'AUTRICE: Medico e psicoterapeuta. Scrive da una ventina d'anni e ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con una trentina di premi conseguiti e una dozzina di primi posti. Ha pubblicato numerosi articoli e racconti su riviste, fanzine e antologie di genere.
Il racconto "Sacrilege" (2012) è stato pubblicato in inglese dalla casa editrice Inkbeans di Los Angeles nell’antologia "The Gage Project", mentre il racconto "L’ultima notte di San Valentino" è stato tradotto in spagnolo, inglese, francese, russo e portoghese.
Il romanzo fantasy "Echi dalle Terre Sommerse", (2014, Sereture Ed.), è in commercio, oltre che in Italia, nei paesi di lingua spagnola e presto approderà anche sul mercato russo.
Il romanzo "Cantico sull’oceano – Le note del cuore" (Edito in precedenza dalla NPlibri, 2006, e dalla Sesat Ed., 2013) è disponibile anche in spagnolo.
Nel giugno 2016 ha pubblicato il romance contemporaneo "Un principe da (odiare) amare", scritto in collaborazione con Anna Grieco.
Nell’agosto 2016 ha pubblicato il romanzo "Animato con fuoco – Brucianti passioni", edito in precedenza dalla Zecchini Ed. con il titolo "Radici di sabbia" (2002).
Nel novembre 2016 ha pubblicato il romance contemporaneo "Bugiardo per amore".
Nel giugno 2017 ha pubblicato il romance contemporaneo "Brucia per me".
Nell’autunno 2017 ha pubblicato sotto pseudonimo un racconto dedicato al Ciclo Bretone e, con il suo nome, un raccontino umoristico, "La Sindrome di Amadio".
Nel marzo 2018, ha pubblicato il romance contemporaneo "Incendiami l’anima".
É stata membro di giuria e presidente di vari concorsi letterari, tra cui Artenuova (Genova), QuiEdit (Verona) e Piero Chiara (Varese). 
Gestisce un blog letterario in cui presenta romanzi self ed editi da CE di altri autori (www.iromanzisiraccontano.it) e un suo blog personale, L’Arcipelago dei Pensieri. (www.federicaleva.it)

INTERVISTA A DAVIDE ROSSI


Ciao Davide, benvenuto nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te. 

Ciao Linda!! Ho trentatré anni, vivo a Vercelli e cerco di destreggiami quotidianamente fra il mio lavoro in un'industria farmaceutica e le altre passioni che colorano la mia vita. Cinema, letteratura, pittura e fotografia occupano parte del mio tempo libero, poco purtroppo, ma anche sport, vado in palestra e amo i giochi di squadra, in particolare il calcio.

Come si è accesa la tua passione per la scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?

La passione è nata anni fa, durante l'infanzia. All'epoca la mia attenzione si incentrava sul cinema. Ho visto centinaia di lungometraggi, dai capolavori alle pellicole più infime, da lì è nato il desiderio di raccontare. Il mezzo più immediato era la scrittura, ci ho provato, mi è piaciuto e non mi sono mai fermato, salvo un breve periodo di riflessione.
Il tempo lo si trova, basta volerlo ed essere costanti. Il trucco è darsi dei limiti, che possono essere il tempo o le pagine, e rispettarli quotidianamente.

Sei appassionato di cinema. Parlacene.

È iniziato tutto guardando casualmente la TV di nascosto, attirato dai film trasmessi il martedì sera su Italia1, credo, "Notte Horror" si chiamava, iniziava dopo il Festivalbar. Film dopo film, storia dopo storia il mio sguardo si è allargato. Negli anni sono arrivati i Pasolini, i film di Rossellini e Fellini, i capolavori di Sergio Leone, i fratelli Cohen e mille altri autori. Ho cercato di captare dalle loro opere i pregi, ho cercato i difetti, qualora ce ne fossero, il loro sguardo. Tuttora cerco di farmi influenzare dal cinema e dal suo sguardo seducente.

Hai autori che consideri tue Muse e quanto di loro c’è nei tuoi scritti?

Ho diversi autori di riferimento: tra gli italiani sicuramente Fenoglio, Sclavi, Pavese e Baricco mi hanno aiutato durante il mio processo di crescita creativa e con le loro opere mi hanno fatto innamorare di questa arte. Leggere altri autori, soprattutto quelli di talento, mi aiuta a crescere e a migliorarmi. Il confronto è salutare e migliorativo. Mi fa sorridere quando sento o leggo di autori che non leggono,  per tempo o eccessiva autostima. Leggere, apre la mente e la indirizza verso nuovi percorsi creativi. Dalla lettura dei romanzi di Ellis "Le regole dell'attrazione" e "Meno di zero" è nata la mia opera. L'ispirazione nasce anche così, improvvisamente, leggendo romanzi altrui.

Scrivi sceneggiature e, tra queste, ricordiamo “Benvenuti a casa Verdi”, realizzata a sei mani. Come si trasforma un romanzo in sceneggiatura? 

Sì, rimane la mia unica sceneggiatura trasformata in un lungometraggio. La scrissi insieme alla regista e all'assistente di regia. L'idea era della regista,  io l'aiutai a trasformarla in un film. Durante la scrittura si deve tenere conto della fattibilità della scena, di come strutturarla in base agli ambienti, le risorse e i personaggi. In quel caso i protagonisti non erano attori , per cui bisognava adattare il girato a loro, non il contrario. È stata una bella esperienza. Finita la scrittura il passo successivo è più immediato e tecnico: scaletta delle scene, piano di lavorazione ecc. Subentra un lavoro più artigianale, lì prende forma la magia del cinema, fatta da luci, telecamere e movimenti ripetuti fino allo sfinimento.

Hai partecipato anche a diversi concorsi letterari. Quanto aiutano l’autore a farsi conoscere?

Sono una palestra. Devi rispettare regole altrui, spesso su tematiche imposte, oppure dare sfogo alla creatività sfruttando il tema libero. Si può spaziare dal racconto alla poesia, stimolando continuamente la creatività.
A mio parere non aiutano a farsi conoscere, sono però propedeutici alla crescita.

Nel 2018, pubblichi il romanzo “E alla fine c'è la vita". Cosa troveranno i lettori al suo interno?

I lettori troveranno un romanzo differente, dall'aspetto visivo accattivante, dalla struttura visiva e narrativa originale. Il libro è scritto utilizzando la tecnica della sceneggiatura e narra le vicende di quattro ragazzi universitari che vivono un'esistenza fatta di eccessi e finta libertà. Sesso, droga e  alcol sono gli elementi con cui condiscono e colorano le loro giornate, alterando un mondo che li detesta e che li vorrebbe diversi. La vita li sorprenderà, dura e spietata, e gli farà riconsiderare la loro condotta di vita.
Il lettore sarà investito da un turbinio di emozioni, dagli eventi narrati, dall'iper realismo della narrazione.


https://www.apolloedizioni.it/epages/146609.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/146609/Products/97


Qual è stato l’input per questo libro?

Gli studenti americani, drogati e disillusi, narrati da Ellis, mi hanno creato un turbinio di emozioni e pensieri che hanno fatto nascere in me il desiderio di raccontare la realtà attuale italiana attraverso alle storie di questi quattro ragazzi.

Quali tematiche affronti?

Vorrei raccontarvi le storie di questi ragazzi che sono l'emblema di una generazione: apatica, disillusa e senza futuro. Gli stupefacenti e gli abusi sono solo un modo per prendersi una rivincita sulla società, sorda e disinteressata verso i problemi e le sorti di questi ragazzi. Ci stiamo abituando alla svalutazione del talento, alla fuga dei cervelli, questo non è un bel segnale, in tutto questo vince la mediocrità e la superficialità.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Non c'è un messaggio in particolare, vorrei fare riflettere il lettore, raccontargli un frammento di vita di questi ragazzi, i loro cambiamenti, la loro crescita.

Il tuo pensiero sul self publishing?

Un buon mezzo per pubblicare, il rischio è di oscurare, vista l'enorme mole di nuovi romanzi, chi è veramente bravo. Dovrebbe essere un po' limitato e regolato.

Hai qualche progetto in cantiere?

Sì, un nuovo romanzo, ma prima c'è da fare il tour promozionale del libro e, per ora, mi concentro su questa bella esperienza.

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

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 Booktrailer

venerdì 19 ottobre 2018

Segnalazione - CENTINAIA DI INVERNI: LA VITA E LE MORTI DI EMILY BRONTE di Sara Mazzini

Oggi, per le pubblicazioni Jo March Editore, vi presento il romanzo di Sara Mazzini, dal titolo Centinaia di inverni - La vita e le morti di Emily Bronte, della collana Christopher Columbus.
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!







 



SINOSSI: In un potente romanzo, la vita dell'immortale Autrice di "Cime tempestose", come non era mai stata scritta. Per sfiorare l'insondabile profondità dell'essere attraverso la voce indomita della brughiera.











SUL LIBRO:


[...] La scrittrice Sara Mazzini ripercorre, in un potente romanzo, la vita dell'immortale autrice di "Cime tempestose", ricostruendo con grande maestria il mondo interiore e tempestoso della grande Emily, l'urgenza della letteratura, le intricate vicende familiari, il rapporto viscerale con la brughiera, «con un linguaggio nudo fatto di parole ruvide, scomode, di una sincerità che disarma e al contempo coinvolge attraverso un processo narrativo aderente alla vita della  Brontë ma mai sovrapponibile». Un lavoro scrupoloso e intenso quello di Sara Mazzini, che ha ripercorso la genesi dell'opera letteraria delle tre sorelle Brontë strettamente connaturata alla vita reale, cruda e spietata, toccata loro in sorte. «L’autrice segue lo  stream of shirtyness della Brontë e lo sviluppa con uno stile personale e accurato, costruendo un dispositivo linguistico articolato e peculiare, odoroso di neve, gravido di suoni, atmosferico. Ci rende partecipi della stratificazione glassata degli inverni che annullano le altre stagioni con un paesaggio linguistico e sonoro desolato, multidirezionale e sensoriale. Questo romanzo è un viaggio sulla carta e nel tempo che gualcisce la deriva romantica, ponendoci in un’ambientazione meta-gotica, scarna, essenziale con una donna fragile come l’acciaio, impossibile da immaginare accanto ad un uomo. Un misto di innocenza e perdita, di intemperanza e dolore anestetizzato concentrati in trent’anni di vita.»
(Continua QUI)




L'AUTRICE: Sara Mazzini (Poggibonsi, 1980) ha vissuto due anni a Milano, sei a Monaco di Baviera e il resto a Firenze. Ha studiato correzione di bozze presso Oblique Studio. Ha collaborato con J. Walter Thompson Italia e con diverse riviste online sotto lo pseudonimo di Judith Cavalera. È membro della Brontë Society di Haworth e co-direttore del lit-blog CrapulaClub.

giovedì 18 ottobre 2018

Segnalazione - VERSO UN FORSE di Stefano Di Ubaldo

Oggi, vi presento la silloge di Stefano Di Ubaldo, dal titolo Verso un forse.
Andiamo a scoprirla nel dettaglio!

 






SINOSSI: "Verso un forse" raccoglie componimenti che cercano uno spazio tra posti già occupati e libertà incerte, secondo un percorso di riflessioni in tre parti. Ciascuna sezione è introdotta da un elenco di “posti riservati” e sviluppa un tema di ricerca: la fragile solitudine, la fatica del cambiamento, il riscatto della consapevolezza. Con giochi di parole, persone e personaggi e alcuni riferimenti, più o meno espliciti, a opere cinematografiche e letterarie, la strada intrapresa da queste poesie si articola attraverso un intreccio di incontri, motore e senso della complessa e unica molteplicità che realizziamo e portiamo dentro.
Un piccolo (o grande) viaggio tra possibili categorie per sentirsi al proprio posto e altrettanti gradi di libertà per sfumare l'impellenza di una collocazione.


DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Verso-forse-Stefano-Ubaldo/dp/8899751358








Eccovene un assaggio!



NESSUNA AMBIZIONE

Vorrei spogliare
il manichino che sono
dalle ambizioni che non ho
e che occorre esibisca in vetrina
come sperassi
le avessero tutti.
Potrei attendere
di passare di moda
o sfilare indifferente
su passerelle di nicchia,
dove l'eco dei gargoyle
rammenta l'umiltà.
Intanto l'acqua scorre
e non torna dov'era,
ma capita che ricordi
da dove è passata.




LUCE PASSIVA

Certi giorni
mi piacerebbe uscire di casa
con un pacco di candele in tasca,
di quelle da chiesa,
che proteggono le preghiere.
E alla pausa sigaretta
di una qualunque serata tra amici,
avere anch'io un motivo
per chiedere nel bisogno:
“Scusa, ce l'hai un accendino?”
Procedere all'innesco,
ringraziare con sorriso
e godermi un momento di libertà,
mentre fornisco il mio contributo
di luce passiva
all'aria che respiro,
tra una chiacchiera e l'altra.







L'AUTORE: Stefano Di Ubaldo nasce a Lecco il 17/05/1993. Dopo il Liceo Scientifico, intraprende un percorso di studi dapprima all'Università Bicocca di Milano, dove si laurea nel 2015 in Scienze e Tecniche Psicologiche, quindi all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna, dove sta ultimando il Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Cognitiva Applicata.
Attivo nel volontariato sociale da diversi anni, si occupa di ragazzi, forme di disabilità, cure palliative e carcere.
Scrive in forma poetica dal 2012, a partire da un'assidua attività di lettura. Tra i suoi autori preferiti, Dostoevskij, Bolaño e Cortázar.