SINOSSI: Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789 - Il fiume
Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni
che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida
prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito.
A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza.
Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie.
Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle.
Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la
giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe
l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la
storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.
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Ariel Lawhon è un’autrice pluripremiata di romanzi storici. Le sue opere sono state tradotte in oltre trenta lingue e selezionate da Good Morning America, Library Reads e One Book, One County. Fra i suoi libri precedenti, Il mio nome era Anastasia (Piemme 2019) e Nome in codice Hélène (Piemme 2023). L’inverno della levatrice, ispirato alla vicenda reale di Martha Ballard, è stato un New York Times bestseller e libro dell’anno per NPR. Lawhon vive a Nashville, Tennessee




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