SINOSSI: Quattro persone qualunque – una professoressa, un disoccupato, una sommelier e un impiegato – iniziano a vivere improvvise alterazioni dei loro sensi: c’è chi legge ma non capisce, chi non vede più il proprio corpo, chi perde gusto e olfatto, chi osserva gli altri cambiare età davanti ai suoi occhi.
Nessuno di loro osa parlare.
Nessuno di loro sa che non è solo.
Quando le loro vite cominciano a sgretolarsi, un incontro imprevisto li obbliga a guardarsi davvero: le loro “sindromi” non sono malattie, ma fratture interiori che chiedono ascolto. In una Milano indifferente e velocissima, quattro esistenze precarie si sfiorano fino a incastrarsi, scoprendo che la realtà si deforma quando ignoriamo ciò che ci fa più paura: noi stessi.
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Teo Cavallo (Bari, 1952) è stato docente di Materie
letterarie nelle scuole secondarie di Ostuni e Milano, città in cui vive
con la sua famiglia da oltre trent’anni. Da sempre indaga il linguaggio
come luogo d’incontro tra pensiero, emozione e ritmo: un interesse che
lo ha portato, nel corso del tempo, a sperimentare generi diversi e a
pubblicare vari lavori in ambito saggistico, poetico e narrativo.
Appassionato di musica e profondamente affascinato dalla vicinanza tra
composizione sonora e scrittura, ha sviluppato un approccio stilistico
personale, attento all’armonia della frase e alla musicalità della
parola. Negli ultimi anni ha concentrato la sua ricerca proprio su
questo: trovare una prosa capace di “suonare”, in cui il ritmo diventi
parte integrante del significato.
Con Delrai Edizioni pubblica Gli specchi del senso perduto,
un romanzo corale che esplora le crepe dell’identità contemporanea
attraverso quattro personaggi alle prese con percezioni che si
incrinano, sensi che cedono e realtà che si deforma. Un viaggio
psicologico e insieme surreale, in cui le anomalie che sconvolgono la
vita quotidiana rivelano ciò che ciascuno tenta disperatamente di non
vedere: le proprie fragilità più profonde.
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