martedì 23 dicembre 2014

INTERVISTA A GIULIA MADONNA



Ciao Giulia, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Salve, mi chiamo Giulia Madonna, sono nata a Pescara il 31 luglio del 1963. La scrittura è stata sempre presente nella mia vita ma inconsapevolmente. Avevo come tutti un diario, però io lo utilizzavo per auto analizzarmi e ci riuscivo grazie alla parola scritta. Ho sempre amato scrivere lettere alle amiche o agli amori, perché riuscivo ad essere me stessa, senza essere interrotta, andando dritta verso la meta. Nel 2005 ho iniziato a scrivere storie, che sono diventate romanzi. Da allora la scrittura non mi ha più abbandona, presa dal turbinio della creazione: sono nati e partiti più romanzi, tra cui il primo e l’attuale AMATA TELA.

Il diploma scientifico, la laurea in Architettura, l’impiego presso studi tecnici e docente di corsi di formazione professionale. Dove trovi il tempo per scrivere?

Diciamo che lo rubo. Mi dedico il pomeriggio alla scrittura, se posso la notte, perché è magica nel suo silenzio, solo apparente,  in realtà c’è un forte turbinio interiore.

Quali sono i tuoi autori preferiti e quanto c’è di loro nei tuoi scritti?

I primi autori che mi hanno colpita  sono stati quelli studiati a scuola. Ricordo l’emozione provata di fronte alla poesia di Giuseppe Ungaretti “San Martino del Carso” ero poco più che una bambina, non ricordo bene cosa compresi, ma una forte emozione mi attraversò. Così ai tempi del liceo la poesia di Cecco Angiolieri “S’i fossi foco” ricordo quanto la sentissi mia nell’intensità di voler inondare il mondo con l’energia che sentivo dentro. E così via via nel percorso scolastico l’amore per Leopardi e quel suo pessimismo nostalgico e straziante, le opere di Pirandello, o D’Annunzio. Poi la scoperta degli autori stranieri come la penna favolosa di Oscar Wilde nel suo ritratto di Dorian Gray, o “il vecchio e il mare” di Hemingway. 
Il primo libro che lessi di mia volontà e lo divorai fu “La mia Africa” della Blixen e ne vidi anche il film, quello sì, è stato un romanzo che mi ha segnata parecchio, forse perché il primo scelto da me. Amo molto Dacia Maraini, ma anche Italo Calvino di cui prediligo Palomar, che nelle prime pagine non capivo, ma poi entrai talmente in sintonia con l’autore da sentire mie le sue scelte, le sue parole, ci fu empatia pura, tanto che ne ho scelto  una citazione da inserire nelle prime pagine di AMATA TELA. 
Non so se c’è parte di tutti loro nelle mie opere, non credo debba essere io a dirlo, certo è che, se fosse, per me sarebbe solo un grande onore. Credo che quando scrivo ci metto tutto, quello che sono, quello che vorrei essere e quello che spero diventerò, in pratica tutta la mia vita.

Quale libro riposa sul tuo comodino?

Sul mio comodino non ci sono libri perché non leggo prima di andare a letto, sono troppo stanca. I miei libri sono nel mio studio e un po’ in giro per casa, amo gli autori classici, libri di architettura, storia dell’arte , adoro quando vado in libreria andare in cerca di novità editoriali sull’arte e la storia dell’arte, vengo letteralmente fagocitata  dalle monografie di artisti, completamente assorbita dalle immagini, quello è il mio debole.

Nel 2011, esordisci con il romanzo “La stanza vuota” con cui ti aggiudichi i premi della giuria al concorso letterario “Cinque Terre – Golfo dei Poeti”, nel 2012, e  al concorso letterario “Val di Vara – Alessandra Marziale”. Cosa ricordi di queste esperienze?

All’epoca partecipai a tantissimi premi letterari perché volevo testare la mia scrittura e portarla alla conoscenza di più persone possibili e di capacità critiche. Riscossi qualche segnalazione che mi emozionò, ma poi arrivarono i due premi della giuria così andai a ritirarli. Un viaggio lungo ma piacevole fino a Portovenere, abbarbicata sul mare, con il suo clima mite e la sua gente cordiale. Fu bello, emozionante, ebbi l’ opportunità di parlare con una editrice toscana molto in gamba, da cui trassi tanti insegnamenti e poi ci fu il ritiro del premio: momento carico d’emozione.

Nel 2013 partecipi ancora al concorso letterario “Cinque Terre – Golfo dei Poeti” con il racconto “Ossessione” aggiudicandoti il terzo posto. Raccontaci qualcosa di più.

Era un racconto molto intimistico, scritto in prima persona, che narrava il tormento di una donna a metà della sua vita, tormentata dai suoi ricordi, nonostante stesse vivendo un matrimonio sereno. Un viaggio all’interno di un’anima tormentata dal passato. Altro ricordo bello ed emozionate.

Hai partecipato a diversi concorsi distinguendoti per le tue opere tra cui ricordiamo il concorso  di  “Scrittura Collettiva” organizzato da ‘24letture’, la pagina letteraria del ‘Sole 24 Ore’ su Twitter. Parlacene.

E’ stata un’esperienza sorprendente. Scrivere 9 capitoli partendo da un incipit comune di stile fantasy. Un genere mai affrontato, ma che mi ha regalato molto. Io ho aggiunto l’intimità, lo scavo psicologico al protagonista, tormentato, insicuro, ma che poi trova forza in sé, grazie anche all’amore di una sua collega d’ufficio. Alla fine mi sono talmente affezionata al protagonista che quando l’esperienza è finita mi sono mancate le sue avventure, i suoi tormenti, le sue paure, mi era entrato dentro. Ma la cosa che più mi ha sorpresa e resa felice è stato l’affetto dei lettori, cercati su Twitter, per caso, per gioco, ma che mi hanno attestato la loro commozione, il loro affetto, la loro stima , incoraggiandomi ad andare avanti e a fare della scrittura la mia vita. 

Nel 2014 esce il romanzo “Amata tela”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Se lo vogliamo liquidare in due parole possiamo definirlo una grande e tormentata storia d’amore, che si staglia nel corso di più di vent’anni. In realtà io lo definirei la commedia degli equivoci, che troppo spesso fanno apparire ciò che non è, che avvelenano le nostre vite, che ci allontanano dalla felicità. Certo l’amore e tutti i suoi effetti collaterali sono presenti , ma non è un romanzo rosa, assolutamente. Anzi, gli uomini, molto più che le donne si sono emozionati fino alle lacrime, il che è mi ha meravigliata e compiaciuta. Vero è che ci sono 4 personaggi maschili e solo due personaggi femminili, e che, quindi, il mondo maschile è ben scandagliato e messo sotto la lente d’ingrandimento. Forse gli uomini hanno gradito come li ho descritti e disegnati, me lo auguro. 


http://www.amazon.it/gp/product/1500716995/





Quale tematiche affronti?

E’ affrontato il tema dell’artisticità. Tutto il percorso che lei, studentessa di architettura, e lui, artista in ascesa, fanno per raggiungere il successo, la felicità. I temi sono molteplici: la solitudine della creazione, la libertà, la strada per raggiungere il successo, chi ti tende la mano, la ricerca del padre, la scoperta della paternità, tantissime tematiche. Poi c’è un protagonista che io disegno come negativo e dirompente nella storia: i mass  media, autori della macchina del fango a discapito di due dei protagonisti che vedono distrutta la loro vita.

Quale messaggio hai voluto trasmettere?

Trasmetto la mia visione dell’amore in senso lato, non solo fra l’uomo e la donna ma anche verso al vita, verso i propri sogni e le proprie speranze, verso il mondo. Descrivo un mondo artistico in fermento pronto a lottare per vedere riconosciuta e protetta l’arte, la cultura, contro una società troppo distratta e poco consapevole del patrimonio artistico italiano, ormai allo sfacelo.

Qual è stato l’input per “Amata tela”?

I miei romanzi prendono sempre il via dalla realtà o parti di essa, storie o personaggi che mi hanno colpita e che poi ricostruisco come le tessere di un puzzle, in realtà, però, come comincio a scrivere, la storia, poi, prende corpo con i suoi personaggi e la fantasia creativa prende il sopravvento. Così i personaggi da cui sono partita non sono più quelli ma altri, che chiedono prepotentemente la ribalta, voce, spessore. Quindi la realtà è solo la scusa per partire, mi dà solo il là, poi la storia prende corpo da sé.

Hai qualche altro progetto in cantiere di cui vuoi metterci a parte?

C’è un altro romanzo, iniziato pure questo nel fatidico 2005, a cui sto ancora lavorando e da cui ho tratto il racconto “Ossessione”, con cui ho vinto il terzo  posto al premio “Cinque Terre” del 2013. E’ un progetto a cui tengo moltissimo perché è un romanzo doppio, una parte scritta in prima persona, un diario intimistico, e una seconda in terza con la voce narrante. Un sorta di dialogo dopo la morte tra moglie e marito, attraverso il diario di lei, un legame che non si spezza neppure con la scomparsa di lei. Poi c’è un sogno molto ambizioso: scrivere la storia della mia famiglia, che vanta origini nobili a partire dal lontano 1800. Il tutto sarebbe possibile grazie alla mia memoria storica, mia madre, che ha serbati in sé non solo i suoi personali ricordi di bambina, ma che conosce perfettamente la storia dei nostri avi. Spero di riuscire a mettere assieme questo romanzo, che sarà sicuramente storico, ma soprattutto corale, perché narrerà la vita di più personaggi, in più epoche e da più punti di vista. Un sono molto ardito.

E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

Grazie a te a ai tuoi lettori.

Per seguire Giulia  @GIULIAMADONNA

lunedì 22 dicembre 2014

IL TESORO DI NATALE - APRIAMO INSIEME IL FORZIERE!

Siamo giunti alla conclusione di questa bellissima caccia al tesoro!
Anche quest'anno ci auguriamo di avervi tenuto compagnia e fatto divertire, aspettando insieme il Natale.





Siete stati dei concorrenti perfetti, corretti e puntuali e abbiamo deciso di premiarvi facendovi trovare, dentro il nostro forziere, non uno ma ben cinque pacchetti libridinosi.



E FINALMENTE POSSIAMO MOSTRARVI IL VOSTRO TESORO!
SIETE PRONTI?
ECCOLO QUI!



Il Concorrente che ha scelto il pacchetto numero 1 (Rossin Giulia) riceverà i seguenti romanzi:






ROMANZO CARTACEO

FANPAGE DELL'AUTRICE: LAURA CLERICI SCRITTRICE









 ANTOLOGIA EBOOK



  







ANTOLOGIA EBOOK

  FANPAGE: LA GAZZETTA DELLO SCRITTORE





 




ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: AMORI A META'










ROMANZO CARTACEO.

FANPAGE:  COME VENTO RIBELLE









   ROMANZO EBOOK

   FANPAGE DELL'AUTRICE: LAURA BELLINI BOOKS









ROMANZO CARTACEO

FANPAGE DELL'AUTRICE: DEBORA DE LORENZI WRITER







Il Concorrente che ha scelto il pacchetto numero 2 (Piazza Michela) riceverà i seguenti romanzi:

 


 
ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELLE AUTRICI: FABIANA ANDREOZZI E VANESSA VESCERA




 






ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: 


 






ROMANZO CARTACEO

FANPAGE DELL'AUTRICE: LINDA BERTASI AUTRICE


 



    


     ROMANZO EBOOK

     FANPAGE: GIOVANNA PROFILIO - GRAPHIC LAB


 





 

ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: I COLORI CHE HO DENTRO
 








  
   ROMANZO EBOOK
 
   FANPAGE DELL'AUTRICE: LAURA BELLINI BOOKS
 








 
ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: UN QUALUNQUE RESPIRO





 

Il Concorrente che ha scelto il pacchetto numero 3 (Mognato Stefania) riceverà i seguenti romanzi:






  ROMANZO EBOOK

  FANPAGE DELL'AUTRICE: BIANCA RITA CATALDI









ANTOLOGIA EBOOK

FANPAGE: LA GAZZETTA DELLO SCRITTORE
 



  ROMANZO CARTACEO

  FANPAGE: KRILL E IL TESORO DELLA VERA CRUZ - ROBERTO MODOLO




 





ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELL'AUTRICE: LA STELLA DI GIADA - STEFANIA BERNARDO








           ROMANZO EBOOK

           FANPAGE DELL'AUTRICE: LA STELLA DI GIADA - STEFANIA BERNARDO



 

         

         

        

         ROMANZO EBOOK

         FANPAGE DELL'AUTRICE: LA STELLA DI GIADA - STEFANIA BERNARDO
 








ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELL'AUTRICE: ON MY WRITING - ALESSANDRA PAOLONI AUTRICE 







Il Concorrente che ha scelto il pacchetto numero 4 (Ghezzi Alessia) riceverà i seguenti romanzi: 





ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELL'AUTRICE: NADIA FILIPPINI




ROMANZO CARTACEO

FANPAGE DELL'AUTRICE: LINDA BERTASI AUTRICE 





 

 


ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELL'AUTRICE: IL CUORE INSANGUINATO 




 





ROMANZO EBOOK

FANPAGE: GIOVANNA PROFILIO - GRAPHIC LAB

 








 ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: LA VENDETTA DI DIO










ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELLE AUTRICI: FABIANA ANDREOZZI E VANESSA VESCERA









ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: UNO SCHIAFFO E UNA CAREZZA







Il Concorrente che ha scelto il pacchetto numero 5 (Francella Dania) riceverà i seguenti romanzi:






ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELL'AUTRICE: SARA PRATESI









ROMANZO EBOOK

FANPAGE DELL'AUTRICE: I LIBRI DI PATRIZIA INES ROGGERO





 




ROMANZO CARTACEO

FANPAGE: QUANDO CALA IL BUIO










ROMANZO EBOOK

FANPAGE: TIZIANA CAZZIERO AUTRICE - I MIEI LIBRI

 








        ROMANZO EBOOK

        FANPAGE DELL'AUTRICE: LE PIETRE DEL DESTINO
 




   




    ROMANZO EBOOK

    FANPAGE: THE SECRET - UNA SCOMMESSA D'AMORE






Grazie ancora per aver trascorso questi istanti con noi, ci auguriamo di avervi fatto divertire e ora non ci resta che augurarvi BUONA LETTURA!

TANTISSIMI AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI VOI!

venerdì 19 dicembre 2014

QUANDO TUTTO PUO' CAMBIARE di Lucylla

Oggi vi presento un romanzo che mi ha molto colpito e che merita attenzione. L'autrice è Lucylla e il suo libro "Quando tutto può cambiare" conquista e offre importanti spunti di riflessione.


 



SINOSSI: Ambientato a Torino, un racconto originale e vivace che vi coinvolgerà e vi emozionerà.
La vita di Carla si sgretola. Il rapporto con Simone, il desiderio di maternità, tutto svanisce nel nulla. E allora perché amare ancora? Meglio vivere con leggerezza e divertirsi! Ma fino a quando si può fingere? Fino a dove ci si deve spingere prima di dover fare i conti con se stessi?
In un susseguirsi di eventi e colpi di scena, Carla ritroverà la sua vera essenza e la strada verso un futuro del tutto inaspettato.









L'incipit ci introduce in un ufficio dove facciamo la conoscienza di Carla, una donna attraente che convive con il compagno Simone. Carla è indipendente, generosa e innamorata, ma da un po' di tempo l'amore che nutre non basta più: Simone è assente, distratto, interessato più alla carriera che a voler esaudire i desideri di Carla, tra i quali spiccano un matrimonio e un figlio.
Sarà proprio l'ennesima assenza del fidanzato, questa volta in occasione del festeggiamento del loro anniversario, l'input che spingerà Carla a prendere una decisione destinata a mutare completamente la sua vita: un incidente automobilistico sarà il catalizzatore e le conseguenze si riveleranno migliori di quanto possano sembrare.
Sin dove può spingersi una donna umiliata e tradita? La rinascita è sempre un bene? Quali insidie si nascondono sul cammino che Carla deciderà di intraprendere e dove la condurra?





'Oggi non siamo più felici, la nostra relazione non ha più armonia, complicità. Sembra essersi depositato uno spesso velo di polvere su di noi, come accade in quelle case chiuse, dove nessuno vi è più entrato da tempo. Non c'è più energia, non c'è più colore, non c'è più passione. Cosa ci è successo? Perchè è diventato tutto così scontato?'

  



La caratterizzazione dei personaggi è perfetta. Niente è lasciato al caso: conosciamo l'animo, le paure e le insicurezze di tutti i protagonisti e antagonisti, persino dei 'cattivi' che acquistano una loro umanità grazie alla penna di Lucylla. Ho amato particolarmene il personaggio di Giorgia, amica unica e invidiabile, e quello di Suor Ines che incarna alla perfezione un vero e proprio angelo quotidiano.
I personaggi maschili del libro riproducono i vari stereotipi degli uomini che si possono incontrare nella vita: dal prepotente, arrogante ed egocentrico, al passionale e trasgressivo, al generoso e onorevole che ha fatto della propria professione uno stile di vita.

L'ambientazione è mutevole. Partiamo dalla città di Torino, insieme a Carla, conosciamo luci e ombre di questa cittadina, e finiamo con il restare incantati di fronte alla bellezza del Kenya con la sua terra rossa, i paesaggi naturali e il clima che si respira laggiù.

Un altro aspetto interessante del romanzo è l'imprevedibilità. Questo è un libro che muta continuamente registro e che sorprende ininterrottamente il lettore. Iniziamo da una storia d'amore condita con il tradimento, ci aspettiamo un percorso di rinascita da parte della protagonista e ci ritroviamo ad affondare le mani tra bische clandestine e incontri bollenti, per poi venire catapultati in una terra lontana, estranea, che ha tanto da insegnare sulla vita e sulla crescita personale o collettiva.
Il libro miscela molti elementi tra loro e non manca una buona dose di trasgressività e sensualità, narrate con delicatezza e sensibilità dall'autrice che non scade mai nel volgare.
  


 

'Ora che sono qui, mi sono resa conto che ho sempre dato tutto per scontato. Ho capito di essere stata davvero fortunata a nascere e vivere nel mondo da cui provengo. Eppure proprio qui, in questo posto così povero, fra persone provate, ho trovato la vera ricchezza.'





I temi trattati sono: la maternità, il tradimento, l'amore, la trasgressione, le bugie, la generosità, l'adozione, la rinascita, l'amicizia e la religione. Proprio su quest'ultimo tema vorrei focalizzare l'attenzione, l'autrice introduce questa importante tematica attraverso la figura di suor Ines a ricordarci che esiste sempre una rinascita, una scappatoia per ricominciare a sperare, per disintossicarsi e spesso sono le coincidenze fortuite a offrircene il mezzo. Anche il tema dell'adozione è molto sentito, Carla è un'anti-eroina in un certo qual modo, la conosciamo delusa e spaesata all'indomani di un tradimento, perduta e annaspante tra alcool e sesso e, infine, dotata di una generosità e di un amore troppo grandi da tenere rinchiusi. 
Voglio focalizzare l'attenzione anche sul tema della maternità che si presenta sin nella dedica a inizio libro e serpeggia come un fantasma silente tra le pagine. S'intuisce un grande valore che l'autrice atttribuisce al rapporto madre-figlio.

"Quando tutto può cambiare" affronta il tema della rinascita per mezzo dell'umanità, è un libro che suggerisce molti insegnamenti: primo fra tutti che l'amore è Amore a venti come a settant'anni. E non dimentichiamo l'importanza del volontariato che viene ampiamente affrontato in questo libro, che offre uno spunto di riflessione importantissimo, che ci mostra una realtà diversa dalla nostra dove si può essere felici con poco, dove la condivisione, il cameratismo e l'impegno possono sconfiggere qualsiasi battaglia.
 
 


'Si guardarono negli occhi e, nonostante il buio della notte, dentro vi trovarono un universo di amore sincero nel quale tuffarsi, per perdersi insieme.'




Un incidente come punto di svolta per una vita giunta  a un bivio, un destino infausto e la salvezza che aspetta dietro l'angolo. La storia di due anime perse che si ritrovano.
Se cercate un romanzo che è anche insegnamento, se amate le storie introspettive, capaci di sorprendere, questo è senza dubbio il libro che fa per voi. 

'Le nostre anime si rincontreranno, in un tempo e in un luogo che non conosco. Perchè due anime che si cercano disperatamente non possono stare lontane per sempre.'





mercoledì 17 dicembre 2014

Le autrici EWWA - INTERVISTA A FRANCESCA FRANCA BALDACCI



Ciao Francesca, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao, grazie per l’accoglienza!
Qualcosa di me? Ho cinquantasei anni, sono felicemente sposata da quasi trentadue. Ho due figli: Angelo, ventitré anni, e Giorgia, quasi quattordici. Ho sempre svolto il mio mestiere di scrittrice – anche di giornalista, per un certo tempo – lavorando da casa, con la macchina per scrivere prima, con il computer poi. Una “piacevole faticaccia”! Ma sono contenta, perché ciò che faccio mi piace molto e mi ha permesso di conciliare la mia famiglia con un lavoro-passione.

Giornalista, scrittrice e madre di due figli. Ti definisci ‘ nata con la penna in mano’. Approfondiamo questa definizione.

Avevo solo quattro-cinque anni quando mia sorella, maggiore di me di sette, mi ha insegnato a leggere e a scrivere: ma prima ancora di riuscire a metter su carta i miei pensieri, ho dettato a lei una storia a puntate, la vicenda di due bambini che si perdono insieme al Luna Park.  Ho ancora il quadernetto con il mio “mini-romanzo”. Quando ho incominciato la scuola, poi… trascorrevo il mio tempo libero sui quaderni, a scrivere storielle, poesie, perfino commedie, e a illustrarle. Inventavo anche dei giornaletti.

Il tuo percorso letterario inizia da giovanissima con pubblicazioni di romanzi,  brevi racconti, soggetti per fotoromanzi e rubriche sui magazine “Bolero”, “Dolly” “Bella” e “ Confidenze”. Parlacene.

Una mia insegnante delle medie, conoscendo la mia passione, mi spronava a inviare i miei racconti alle riviste, ma ci ho messo molto tempo prima di convincermi. Quando l’ho fatto, a ventun anni, ho trovato una redattrice straordinaria, Cristina Maza, che mi ha risposto a casa, dicendomi che il racconto spedito non era adatto alla loro rivista, ma apprezzava il mio modo di scrivere, voleva che le mandassi qualcos’altro. Ho inviato una storia che avevo scritto a diciotto anni, ed è stata pubblicata. La prima di una lunga serie…  Eravamo nel lontano agosto 1979, la rivista era "Bolero Teletutto", ai tempi vendeva tantissimo. Poi è stata la volta di "Dolly", rivista per adolescenti, con cui ho collaborato parecchio, vista anche la mia giovane età. Con "Confidenze" ho avuto un rapporto più breve, invece: qui, al contrario, il fatto che fossi giovane era considerato una sorta di handicap. 

Hai collaborato anche con le  riviste per ragazzi “Poochie” e “Il Giornale di Barbie”, hai scritto sceneggiature per “Sirenetta” e “Minni” e hai seguito anche un corso di scrittura creativa con la Disney. Cosa ricordi di queste esperienze?

È stata una palestra di lavoro straordinaria. Io non amo i corsi di scrittura creativa, non ci credo molto, ma in questo caso devo ammettere che mi è stato utile per un approccio al mondo dell’editoria un po’ diverso da quello che avevo vissuto sino a quel momento. E poi ho conosciuto persone eccezionali, che hanno “fatto la storia” del mondo dei ragazzi per tanti anni, come Elisa Penna, Gaudenzio Capelli, Betta Gnone, il nostro insegnante Alessandro Sisti, autori di storie indimenticabili rimaste nel cuore di tutti quelli che sono cresciuti a “pane e Disney”!

Attualmente curi la posta dei lettori di “Topolino”. Di cosa si tratta nello specifico?

I ragazzi scrivono a “Topolino” per chiedere di tutto: consigli, amicizia, per conoscere le storie dei personaggi che amano. E io rispondo a casa. Ma non ci sono solo i ragazzi. Ci sono… quelli cresciuti. Genitori, zii, perfino nonni. Chi non lascia dentro di sé una parte della propria infanzia, del resto, è una persona infelice… Molti chiedono particolari delle storie che amano, vogliono sapere qualcosa di più di questo mondo pieno di fantasia.

E scrivi narrativa per i magazine “Intimità” e “Love Story”. Come nasce una tua storia?

Tutto mi può dare l’ispirazione giusta. Una frase ascoltata per caso, una bella fotografia, una situazione. Ben difficilmente tratto qualcosa di totalmente autobiografico. Devo sempre filtrare, altrimenti non avrei il giusto distacco dai miei personaggi, e non sarei imparziale: anche se a volte, lo confesso, c’è molta immedesimazione, e magari piango davvero, raccontando una storia triste…

Per quattordici anni hai fatto la giornalista sportiva. Hai collaborato con diverse riviste sportive per giovanissimi; intervistato personaggi della Tv e dello sport, incontrando campioni del calibro di Gullit, Van Basten, Matthaeus, Bergomi, Baggio e Vialli. Raccontaci quest’esperienza.

È stata un’esperienza esaltante, anche perché ho sempre avuto una grande passione per il calcio. Al contrario di quanto si pensi, ho trovato una grande spontaneità nei giocatori, e una disponibilità impensabile. Io non ho mai conosciuto “divi del pallone”. A parte qualche rara eccezione, ho avuto a che fare con ragazzi semplici, e molto più intelligenti di quanto vogliano farci credere in genere. Ho un bellissimo ricordo di questi anni. C’è da aggiungere comunque che, lavorando per un mensile, non cercavo mai dai calciatori la cronaca della partita, ma puntavo sempre più sul personaggio lontano dai campi di gioco, per dare un risvolto più psicologico che tecnico. Il fatto di non parlare solo di calcio mi agevolava il compito, i giocatori si prestavano molto volentieri a parlare di qualcosa di diverso.

Nel 1981 pubblichi il romanzo “Una casa per Sissi”(Mondadori). Daccene un assaggio.

Volentieri! Questo l’incipit: 

“Il giorno che andai ad abitare assieme a mio fratello mi sentivo ancora una ragazzina. Il tutto era nato da un impulso che ci aveva costretti a separarci dai nostri genitori per incompatibilità di idee. Né lui né io riuscivamo a trovarci d’accordo con gli schemi che l’ambiente in cui eravamo nati ci imponeva. E così ce ne eravamo andati, io col mio entusiasmo di diciottenne inesperta, lui con qualche anno in più e il lavoro in fabbrica che ci aveva costretti all’esilio…” [...]

Esiste anche un ebook dal titolo “Come eravamo” che contiene i primissimi racconti pubblicati, tra il 1979 e il 1980. Quali temi affronti in questa raccolta?

Sono temi di attualità dell’epoca: non solo amore, ma anche rapporti tra genitori e figli, condizione della donna (eravamo ancora nel pieno del femminismo, anche se io non sono mai stata troppo “arrabbiata” in questo senso). C’è anche un racconto a cui sono molto affezionata, si intitola “Granelli di sabbia negli occhi” e il personaggio del nonno è ispirato a Sandro Pertini, indimenticato Presidente della Repubblica di allora.

Con Chichili Agency esce il breve chicklit, “Nuvole a colazione” e un romanzo in quattro parti “Ciao Luca”. Parlacene.

Non è stata un’esperienza delle più felici, ma mi ha permesso di prendere familiarità con gli ebook, sul nascere. “Nuvole a colazione” è un chicklit abbastanza classico, ma molto personalizzato. Non potevo tradire me stessa, cioè. E l’ho reso abbastanza “mio”.
“Ciao Luca” è un romanzo che ho scritto a diciassette anni, prendendo spunto da personaggi che stavo studiando a scuola, in seconda liceo classico: infatti i protagonisti sono Lucrezio, Catullo, Machiavelli, Cicerone, Cartesio, tutti rigorosamente attualizzati. 
È una storia rosa e non rosa, parte dalla fine, ed è una fine tragica, visto che parla del suicidio di Luca e ne racconta la vicenda, raccontata in prima persona dalla donna che lo ha amato.

Nel dicembre del 2012, pubblichi come co-autrice “La macchina del tempo” , biografia di Gabriele Lorenzi,  celebre tastierista della Formula 3. Raccontaci qualcosa di questo edito.

Tutto è nato per merito di Facebook!
Muovevo i primi passi nel social network e la mia curiosità mi ha spinto a cercarvi i miei vecchi idoli di un tempo, e cioè i componenti del gruppo della 'Formula 3', che ha accompagnato Lucio Battisti, e fra i primi esponenti della musica prog in Italia. Vi ho trovato il tastierista, Gabriele Lorenzi, appunto, ho chiesto l’amicizia e… siamo diventati davvero amici virtuali. Ci scambiavamo simpatici messaggi. Lui voleva scrivere la storia della sua vita: sapendo che ero una scrittrice, mi ha proposto un lavoro a due. 
Così è nata “La macchina del tempo”, cioè… cinquant’anni di musica! Gabriele è davvero “un ragazzo di settant’anni”, con una grandissima carica, ancora oggi.

Più recenti  sono il mystery chicklit “Il Principe della Notte”, il romance “L’amica americana” e la raccolta di racconti “W l’estate”. Come riesci a coniugare stili letterari diametralmente opposti tra loro? 

Mi piace variare. Io scrivo, scrivo sempre e mi diverto di più cambiando genere. I detrattori dei miei chick sostengono che scrivo come una ragazzina. Beh, per me è un complimento! Ma so scrivere anche in altro modo, e cioè storie drammatiche. Dunque, sono una scrittrice “per tutti i gusti”. Forse per questa qualità viene in mio aiuto anche l’esperienza, dovuta ad anni e anni di lavoro.

Ed, ora, è la volta di “Colazione da Tiffany” edito da Sperling e Kupfer. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

È un romanzo particolare, una commedia romantica e brillante: Angela, detta Angy, non ha un carattere facile, anche se per amore è disposta a scendere a patti, a sciogliersi un po’. Si dispera perché è stata lasciata a due mesi dalle nozze e… dopo essersi tolta, a modo suo, qualche sassolino dalle scarpe, decide di voltare pagina. E lo farà scegliendo una vacanza tutta speciale: all’hotel Tiffany, appunto. Un luogo magico, che come la gioielleria nel mitico film “Colazione da Tiffany” a cui è dedicato, sa restituire la gioia, la voglia di vivere, la serenità. L’hotel è gestito dalle zie di Angy, Camilla e Gisella, sorelle della mamma, che adorano “Colazione da Tiffany” e gli anni Sessanta. Angy pensa di starsene in questo periodo con il cuore in stand-by, studiare e dare una mano alle zie in albergo. Ma non ci riuscirà. Leggere per credere!


http://www.sperling.it/vacanze-da-tiffany-francesca-baldacci/


  
Qual è stato l’input per questo romanzo e quali le tematiche che affronti?

L’input per questo romanzo è stato proprio il bisogno di scrivere qualcosa su questo film, che ho sempre amato. Gli altri romanzi in circolazione che parlano di Tiffany, infatti, malgrado la loro ingannevole copertina, si riferiscono solamente alla gioielleria e non alla pellicola che ha fatto sognare milioni di persone. Ci tenevo molto.
Le tematiche che affronto? L’amore, anzitutto, ma con il sorriso sulle labbra. E poi c’è un messaggio trasversale che mi piace: la comunicazione tra generazioni è possibile. Miti ed evergreen ce lo permettono: come “Colazione da Tiffany”, appunto, che piace proprio a tutti!

Sei membro dell'associazione EWWA. Di cosa si tratta nello specifico e la consiglieresti alle tue colleghe?

Sono una delle "new entry" di questa associazione, ma mi trovo bene. Conoscevo già, virtualmente e non, molte autrici e trovo che sia bellissimo poter scambiare le proprie esperienze, discuterne.
Se la consiglierei alle colleghe? Naturalmente sì. Penso che un'associazione come questa, che si occupa di tutto quello che riguarda il mondo della scrittura e il mondo dell'editoria al femminile, sia importantissima per tutte noi. Il confronto reciproco arricchisce sia da un punto di vista professionale che umano. Non ho ancora avuto occasione di partecipare agli incontri organizzati dalle EWWA, ma spero di farlo presto!

Hai qualche altro progetto di cui vuoi metterci a parte?

Per il momento è ancora tutto molto nebuloso. Ho mille progetti in mente, ma molto dipenderà da “Vacanze da Tiffany”, appunto.

E’ stato un grande piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per tutto!


Per seguire Francesca   VACANZE DA TIFFANY