lunedì 9 giugno 2014

INTERVISTA A MARIALUISA MORO



Ciao Marialuisa, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao a tutti.

Scrivo per passione, scrivo perché non posso evitarlo e sento che mi manca qualcosa quando non lo faccio. Scrivo perché la realtà, così com’è, mi va stretta e perché per me la scrittura è un mezzo per  comunicare con gli altri.

La laurea in ‘Lingue e letterature straniere’, l’impiego nel campo della pubblica istruzione e nel settore editoriale per il gruppo Rcs. Dove trovi il tempo per scrivere e qual è stata la scintilla che ti ha spinto a prendere il mano carta e penna?

La scintilla non è scoccata all’improvviso, ma, come dico nella mia biografia, ho cominciato a scrivere storie fin da bambina. Leggevo molto e scrivevo, vivendo nella fantasia. Poi, crescendo, con l’aumentare degli impegni  sia lavorativi che familiari, ho abbandonato la scrittura. Ho ripreso molto più avanti, una volta che ho smesso di insegnare e che i figli, ormai cresciuti, sono andati per la loro strada.  Sebbene mi occupi di tante altre cose, adesso ho molto più tempo a disposizione per il mio hobby preferito.
 
Sono affascinata dai segreti della mente umana, ne sondo i meandri e ne studio le reazioni agli eventi della vita, che condizionano, vicini o remoti che siano, i nostri comportamenti, creando non di rado situazioni paradossali.’ Approfondiamo questa dichiarazione.

Sono, forse, una psichiatra mancata. Al momento di scegliere la facoltà universitaria non me ne sono resa conto, o forse la passione è arrivata dopo, ma in realtà il comportamento umano nei suoi tanti risvolti é uno dei temi che mi affascinano di più. Cerco sempre di comprendere, sia me stessa che gli altri, e di trovare il perché di ogni azione e modo di essere.

Alcuni tuoi racconti sono stati inseriti nella raccolta “Un sogno per vivere”. Parlacene.

Sono di genere vario: la serata  mondana tragicomica di una donna che si sente brutta e inadeguata, il ricordo di un amore di gioventù finito male, sospeso tra realtà e sogno, la sofferenza di un ragazzino nello scoprire la sordida realtà che si cela dietro la figura dello zio prete che adora,  la serata a casa di un commissario di polizia che racconta alla moglie alcune vicende giovanili con cui ha avuto a che fare, tanto truci da riuscire a sconvolgere persino lui, che ne ha viste di ogni colore, la tragedia di un giovane padre di famiglia costretto su una sedia a rotelle a causa di uno stupido incidente d’auto.
 
Parlando sempre di racconti, il tuo edito “Zoccoli assassini” è piuttosto conosciuto nel web. Di cosa si tratta?

E’ un racconto lungo, oppure un romanzo breve, come si preferisce, di genere giallo.Un anziano pediatra viene trovato a terra esanime, nel suo orto. Pare morte naturale, ma un particolare non convince la polizia. Sarà appunto questo dettaglio a portare al colpevole, almeno così crede il commissario. Ma la verità spesso va al di là delle apparenze…


Esordisci nel 2008, con il romanzo “L’età di mezzo” che si aggiudica anche il premio letterario ‘S.Margherita ligure – Franco Delpino”. Daccene un assaggio.

E’ la storia di una famiglia borghese del duemila, con tutti gli ingredienti attuali. Figli ribelli  che inseguono le loro idee, costi quel che costi, anziani caratteriali e prepotenti. Al gruppo si aggiunge un marito complicato, dotato di poteri paranormali, che esercita la professione medica in modo assai particolare.  Fede, la protagonista, è in crisi, stanca del ruolo di cuscinetto che ha sempre avuto in quella  famiglia a cui si è dedicata rinunciando a tutto, stanca di essere sempre in mezzo  a tempeste da sedare, stanca di occuparsi sempre e solo degli altri. Reclama una vita sua. Si lancia in un’avventura sentimentale, prende in considerazione fughe in altri continenti …. Mentre nella donna si agita il germe della ribellione, le vicende dei suoi familiari si dipanano attorno a lei, ora grottesche, ora tragiche e cariche di conseguenze…

Dopo questo esordio, il tuo estro creativo non si esaurisce. Pubblichi, dal 2012, una serie di romanzi: “Questione di soldi”, “Storia di follia”, “Vite sbagliate”, “Le montagne stanno a guardare”, “L'uomo sulla panchina”, “Donne cattive muoiono”,” Premonizione”, “Il quaderno”, “Prigionieri dell'acqua” e “Dietro la tela”. E spazi in vari generi letterari: dal contemporaneo al paranormale, dal noir al romanzo psicologico. Come nasce una tua storia?

Preciso che, sebbene abbia pubblicato questi romanzi in un breve lasso di tempo, li ho scritti nel corso di anni.
Come nasce una mia storia? Dalla vita stessa. 
'Vivi e osserva la realtà che ti sta intorno, persone e cose.' Questo è il mio motto. 
E un bel momento, all’improvviso, ti zampilla in testa l’idea, improvvisa. Quello è lo spunto iniziale, poi bisogna lavorarci sopra, naturalmente, e ricamarci con tanta fantasia.In ogni caso, lo spunto nasce quasi sempre da persone che ho conosciuto e da fatti che ho vissuto o di cui ho sentito narrare.

Tra questi romanzi, “Storia di follia” e “Vite sbagliate” si aggiudicano il Premio Letterario Minerva. Cosa ricordi di queste esperienze?

E’ sempre una soddisfazione ricevere dei riconoscimenti.
“Storia di follia” è uno dei primi romanzi; infatti, chi ha letto anche gli ultimi, riscontra una notevole differenza di stile e di struttura.
E’ un noir che più”nero” di così non  può essere. L’idea mi è nata, come le altre volte, da esperienze vissute, naturalmente rielaborate e calcate parecchio.
“Vite sbagliate”, come dice il titolo, parla di persone che sbagliano tutto nella vita, soprattutto il protagonista che, vittima della sua superficialità ed erotomania, commette errori fatali che distruggeranno la sua esistenza.

Nel maggio 2014 esce il tuo ultimo romanzo “Girotondo”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Si tratta di un altro noir a sfondo psicologico, che vuole dimostrare la gravità delle conseguenze di certi traumi subiti nell’infanzia. Di più non posso aggiungere, per non togliere al lettore il piacere della scoperta.


http://www.amazon.it/Girotondo-Marialuisa-Moro-ebook/dp/B00K5QOF5K/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1402056269&sr=8-1&keywords=MARIALUISA+MORO


Qual è stato l’input per questo libro?

Lo spunto è dato da fatti di cronaca, conditi da molta fantasia.

Self-publishing o editoria tradizionale? Ebook o cartaceo? Qual è la tua opinione?

Il self publishing è una magnifica risorsa, di cui disponiamo solo da poco,  per tutti coloro che, non essendo famosi, hanno scarsissime possibilità di essere pubblicati da una casa editrice seria. Non voglio neanche considerare quelle che chiedono denaro, di cui io stessa sono stata vittima, e che consiglio a tutti di ignorare, perché promettono tanto e non fanno nulla, se non prosciugarti il portafoglio.
La cosa più difficile è l’autopromozione. Tutto è solo nelle tue mani e devi ingegnarti, studiandotele la notte. Non sempre funziona, ma almeno è uno stimolo per la mente.
Secondo me l’ebook è il libro del futuro, anche se in Italia stenta ancora a decollare. Lo é per tanti motivi: praticità, spazio, costi e… questioni ecologiche  (un gran risparmio di carta).

Hai qualche altro progetto in cantiere?

Altri libri, ovviamente. Aspetto, senza fretta, che mi venga l’idea; so che, prima o poi, succederà.

E stato un piacere ospitarti nel mio blog, in bocca al lupo per tutto.

Grazie a te per l’attenzione che mi hai dedicato e…crepi il lupo!

 Per seguire Marialuisa  I ROMANZI DI MARIALUISA MORO



venerdì 6 giugno 2014

L'artista che c'è in te - INTERVISTA A ALESSIA VALENTINA COPPOLA

Bentornati all'appuntamento mensile tutto dedicato ai grafici e alle mani silenziose che contribuiscono alla buona riuscita di un libro. 
Oggi è il turno della talentuosa Alessia Valentina Coppola ma andiamo a conoscere più da vicino quest'artista.



Ciao Alessia, benvenuta nel mio blog. Tre aggettivi per definirti.

Ciao Linda, credo sia sempre difficile autocelebrarsi o riuscire e scegliere degli aggettivi che possano rappresentarci. Ma senza dubbio posso dire di essere sognatrice, creativa e perseverante.

Il diploma al ‘Liceo Artistico’ e la frequentazione della ‘Facoltà di Beni Culturali’ di Lecce. Quando hai sentito scoccare in te la scintilla della Digital-Art?

Sono sempre stata una pittrice e una disegnatrice. Circa 5 anni fa ho scelto di passare al digitale per assecondare le richieste del mercato editoriale e da allora non ho più smesso.

Ti diletti in vari generi letterari ma il Fantasy è quello che prediligi, perché questa preferenza?

Credo sia il Fantasy ad aver scelto me. Fantasy in ogni sua sfumatura, certo. A sedici anni lessi "Il Signore degli Anelli" e da allora sono stata stregata da mondi di fantasia.
Sono cresciuta leggendo horror, gotici, fantasy. Credo che abbiano contribuito alla mia formazione come illustratrice e soprattutto come scrittrice.
Non so dire preferisca questo genere, credo sia il mio elemento naturale. Ecco tutto.

Attualmente collabori con autori e diverse case editrici tra cui “Il ciliegio”. Parlacene.



Attualmente collabori con autori e diverse case editrici tra cui “Il ciliegio”. Parlacene.

In quanto illustratrice, sono una free-lance. Pertanto, lavoro per chi richiede il mio servizio. Non ho committenti fissi e non mi piacerebbe averne. Siamo un po’ come il vento, noi illustratori.
Anche se devo dire di aver realizzato numerose cover per 'Il Ciliegio'. La mia collaborazione con loro non si ferma alle sole cover. Ho firmato due contratti con loro, per la pubblicazione di due libri che usciranno nel 2015. Trovo che questa casa editrice ami i suoi autori e riversi questo amore nei testi. C’è cura e attenzione in ogni libro di casa 'Il Ciliegio' e non posso non essere contenta di farne parte.

Come nasce una tua cover?

Dipende dalla cover. A volte devo attenermi alle istruzioni dell’autore o dell’editore. Talvolta capita che mi diano carta bianca. E non c’è committente migliore di quello che offre piena libertà a un illustratore.
Parto da un’idea, un concetto. Da qui alla bozza il passo è breve. La parte che preferisco è la colorazione. 


Gestisci personalmente il blog ‘Anima d’inchiostro’. Di cosa ti occupi nello specifico?

Sì, gestisco personalmente il blog “Anima d’Inchiostro”.
Principalmente era nato per divulgare i miei scritti, ma poi mi sono resa conto di quanto sia doveroso dare spazio anche ad altri emergenti e non solo.
Mi occupo di vari aspetti, tra cui la pubblicazione di recensioni, anteprime, interviste. Offro anche servizi editoriali. Tutto questo è visibile spulciando tra le pagine del blog.


Sei molto attiva nel web, oltre che con il blog, anche collaborando con case editrici e riviste, per le quali hai lavorato come articolista e illustratrice. Quale di queste esperienze ti gratifica maggiormente?

Sebbene ami scrivere, non amo particolarmente farlo mettendomi al servizio di altri. Sono stata una ghostwriter in passato e posso essere certa di non aver provato alcuna gratificazione.
In genere preferisco prestare il servizio di illustratrice. E’ un lavoro che mi appaga di più. La scrittura la riservo per me.


Ma la grafica non è la tua unica passione, sei anche un’autrice. Dacci un assaggio dei tuoi editi.

Sì, sono un’autrice. Soprattutto.
Ho iniziato col pubblicare poesie. La prima raccolta risale al 2005, “Pensieri nel vento” edita da Kimerik, la seconda nel 2009, dal titolo “Canto di te”. Inoltre, ho pubblicato alcune poesie in numerose antologie di autori contemporanee.
Nel 2013 è venuta alla luce una favola illustrata per bambini “Le Avventure di Billino lo Stregatto”, edita da Wip Edizioni.
Come anticipato, nel 2015 verranno pubblicati per conto di edizioni Il Ciliegio “Oltre lo Specchio”, una raccolta di racconti gotici – steampunk – horror; e “Eleanor e il principe delle Ninfee”, un romanzo breve per ragazzi.
Nel frattempo mi sto dedicando alla stesura di tre romanzi.
Uno lo concluderò a giorni, gli altri due spero di concluderli entro l’estate.


Vuoi lasciare qualche recapito agli autori interessati a una possibile collaborazione?

Lascio il mio blog: http://erelneah.blogspot.it/
Qui potete trovare il mio portfolio, i miei recapiti e quanto possa risultare di interesse.


E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per il tuo lavoro!

È stato un vero piacere anche per me. A prestissimo, Linda e grazie. 


Concludo quest'intervista mostrandovi le cover realizzate da Alessia.






E altre in arrivo! Sono splendide, non trovate?


martedì 3 giugno 2014

INTERVISTA A MICHELE FRABETTI



Ciao Michele, benvenuto nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Sono un ferrarese che per motivi di lavoro è stato prima romano e ora milanese. Ci tengo a dirlo perché a chi non ha lasciato mai ferrara questa può apparire dall’interno claustrobofica e difettata, ma vissuta così come la vedo io, riappropriandomi dei suoi luoghi con il distacco del tempo e delle prospettive, mantiene un fascino ineguagliabile, seppur portatore anche della sua fragile provincialità. La qualità della vita e del pensiero ferrarese è alta, molto di più di quello che si crede dall’interno. 

Una laurea in pedagogia e il lavoro di impiegato. Qual è stato l’input che ti ha fatto impugnare carta e penna e dove trovi il tempo per scrivere?

Non ho infatti molto tempo per scrivere, ho tanti pizzini pieni di spunti, varianti di trame ma poi la capacità di tradurli in testo si scontra con i miei tempi, però ora mi sto ristabilizzando a Milano e dovrei riuscire anche a concludere il secondo romanzo, che è un sequel del primo.

Tra le tue passioni c’è anche la musica e proprio una tua dichiarazione che riguarda quest’ambito mi ha colpito: ‘amo la musica basta che sia conosciuta da pochi’. Approfondiamola.

E’ una battuta che però rappresenta uno stato d’animo vero… spero che, almeno, mettendoci la faccia nella mia sincerità non sia preso come uno snob o insopportabile ometto di tendenza. Il cosidetto mainstream non mi piace, non mi interessa la televisione, i successi di uno scrittore o programma di massa li lascio volentieri alla massa, così vale anche per la musica. Ma, ripeto, non è una questione di snobismo, semplicemente rispetto a un presunto piacere preconfezionato condiviso con tanti preferisco quello che condivido con pochi.

Alcuni tuoi racconti sono stati inseriti in antologie. Come nasce un tuo racconto?

I racconti sono una intuizione momentanea di uno stato d’animo associato a colori, suoni, necessità di reinterpretarli in un brandello di vista immaginaria, dando a queste sensazione una loro formale permanenza.

Nel 2013 esordisci con il tuo primo romanzo in ebook “La teoria del grigio”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Troveranno un romanzo ambientato nel natale del 1922, pochi mesi dopo la marcia su Roma, troveranno fotografata la Ferrara così come io sono riuscito a immaginarla, senza però mai scriverne il nome..


http://www.ibs.it/ebook/Frabetti-Michele/La-teoria-del/9788898147083.html





Quali tematiche affronti nel tuo libro?

Inizialmente il romanzo voleva essere un solo racconto di guerra nel quale volevo descrivere le impressioni di un ragazzo qualsiasi al fronte, nel momento prima di uscire dalla trincea,  il suo stato d’animo legato all’incertezza della vita e del tempo, il suo fluttuare tra le sfumature che possono determinarne la continuità o meno. 
Il libro nasce da una vecchia idea di annodare all’interno della storia di un individuo appartenente comune i drammi della guerra e le sue vicende personali. Durante la scrittura è aumentata la voglia di dare spessore a questo protagonista e inserirlo nel suo territorio e nella storia, sia la sua che quella del suo tempo. Meno di un secolo fa era normale confrontarsi con la guerra e con l’impossibilità delle famiglie di pianificare un futuro a lungo termine, era necessario interrogarsi al significato stesso di vita, quella terrena. Questa memoria è stata cancellata completamente dalla nostra cultura, la teoria del grigio è proprio quella di togliere tutti i colori tipici della pubblicità dei nostri tecnologici caroselli e rivedere le sfumature della normalità, tra il bianco e il nero, tra gli opposti, dove non sono esistite e celebrate notorietà ma l’anonimato di tante esistenze macinate dalla storia che pure l’hanno, nel loro piccolo, determinata.

Com’è nata l’idea per “La teoria del grigio”?

Mi ha sempre attratto l’idea di reintepretare la mia città attraverso lo stato d’animo, narrativo, di un personaggio che vivea il dramma della grande guerra, della quale tra l’altro quest’anno si celebra ( o per meglio dire commemora) il centenario. In più avevo diverse idee rimaste per anni inespresse che provenivano da alcuni racconti, vecchi racconti di guerra narrati da nonni e zii. Ciò che spaventa affascina.

Sull’ambientazione del tuo romanzo che ritrae la città di Ferrara tu dichiari ‘E’ la città degli anonimi, degli scantinati, delle vie medioevali e dei loro odori e non colori.’ Cos’hai voluto intendere con questa definizione?

Ferrara è una città perfetta ancor oggi per reinterpretare i chiaroscuri rinascimentali (così ben cristallizzati nella metafisica di de chirico), ma anche i vicoli della città medievale che non si fa mai completamente svelare, è un palcoscenico perfetto per ogni rappresentazione delle stagioni con la varietà di nascita e decomposizione che è legata al ciclo vitale di tutto ciò che la ha abitata in questi secoli. La nebbia nei vicoli cancella i colori, lascia intuire gli spazi. Ferrara va percepita, è una ex capitale tra le più esaltanti dell’umanesimo italiano che improvvisamente si è trovata ai margini del suo mondo, da allora vive nell’ombra di chi si difende ricordando però, in fondo, di quanto grande è stata. Un po’ come la Spal.. 

Il tuo, somiglia a un vero e proprio romanzo d’autore. Ti sei ispirato a qualche scrittore durante la stesura?

Ti ringrazio davvero, è un testo pensato come cosa a sé stante, quasi privata, la lentezza della parte iniziale si scontra in effetti con la accelerazione che solleva e scuote poi tutti i personaggi. In effetti non ho autori ai quali mi sono ispirato, associandomi a quelli che comunque mi vengono in mente farei loro una grande ingiustizia.

Il grigio domina il tuo scritto e riecheggia di poesia. Perché proprio questo colore?

Il grigio è quella terra di mezzo tra i carnefici e gli eroi, tra i condottieri e i martiri celebrati., il grigio sono colori il cui nome non verrà mai ricordato perché macinato dalla storia, sono concetti che Walter Benjamin ha reso, passami il termine, ‘immortali’. 
Il tentativo di ribellione del protagonista conserva in sé le premesse di una riflessione sui ‘vinti’ di ogni periodo storico, di una società agli arbori del ventennio dove i ‘telefoni bianchi’ non sarebbero mai arrivati e si sarebbe sempre dibattuti nell’inerzia della storia dei senza nome, in una teoria del grigio appunto, quel colore che  descrive il non descrivibile tra gli opposti del bianco e nero, senza la comoda antitesi del bianco opposto al nero.

Hai qualche progetto in cantiere di cui vuoi metterci al corrente?

Continuerò a scrivere, sto lavorando come dicevo al sequel del romanzo, scrivo ogni tanto qualche poesia, ma questo lo facciamo un po’ tutti..

E’ stato un vero piacere ospitarti nel mio blog. Ho molto apprezzato il tuo romanzo e aspetto con trepidazione il seguito. In bocca al lupo per tutto!

Ti ringrazio davvero per le belle parole e per il tuo interesse nel mio romanzo, ci riaggiorniamo appena ho pronto il proseguimento!

Per seguire Michele    MICHELE FRABETTI