lunedì 4 febbraio 2019

INTERVISTA A ANTONELLA GRAMIGNA


Ciao Antonella, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Chi sono? Fondamentalmente una donna appassionata della vita, in ogni sua sfaccettatura. Vivo a Pistoia, ma sono nata a Pesaro, nelle Marche. Luogo che adoro e che ogni volta riesce a emozionarmi
Ho girato per  l’Italia molto presto, a causa di mio padre che, da poliziotto quale era, veniva trasferito a ogni avanzata di carriera, fino ad approdare qui, dove oggi sono. Anche Pistoia mi piace molto, è una città storica della Toscana, ma non c’è il mare, e per me è fondamentale respirarlo. Mi manca molto e ogni volta che posso, scappo da lui.
Le mie passioni sono da sempre legate alla creatività, un tempo amavo disegnare, fotografare e naturalmente scrivere, di tutto. Spesso mi trovavo a riempire, di pensieri,  foglietti trovati per caso, oppure più tardi di età, in block notes ancora gelosamente conservati. Non ho fatto studi umanistici, ma tecnici, come il Liceo Artistico, ma la lettura e lo studio delle parole è sempre stato al centro dei miei interessi.
La parola permette di esprimersi, e oggi più che mai occorre farlo al meglio, stando attenti a ciò che si dice. Al suo significato, intendo dire, non alle proprie idee, ci mancherebbe. Spesso, però, si adottano termini inappropriati, e questo fa travisare  il significato del pensiero che si vuole trasmettere. E crea forti dissapori.

La laurea in Comunicazione, i master in Politica e Partecipazione, Promozione e Orientamento alla salute, e l’impiego presso un Ente pubblico. Quando si è accesa in te la scintilla della scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?

La scintilla è sempre stata presente. Credo, come già detto, da sempre. E’ nata con me…. Il tempo per coltivare le proprie passioni, se si vuole,  lo si trova. E’ vero,  non è così semplice, ma le notti sono lunghe, ed anche gli attimi rubati un po’ alla famiglia, agli affetti, possono essere eterni e sufficienti.

Collabori con Affaritaliani, Stamptoscana e Gazzetta di Pistoia, e sei Presidente dell’associazione Ipazia- Coltivar Culture. Di cosa si occupa quest’ultima nello specifico?

E’ un’ Associazione culturale a tutto tondo. Da quando è nata, a settembre scorso, abbiamo già all’attivo molti eventi e tutti ben riusciti.  Mostre d’Arte, valorizzazione della nostra buona cucina italiana, musica, poesia e letteratura, oltre ad altri  temi di vario genere che sono i nostri obbiettivi.
Siamo una bella squadra, tutti con diversa provenienza professionale e anche politica, a significare che, per fare cose buone e utili in cui crediamo, si possa convivere anche nelle differenze, considerate da me una vera ricchezza. Solo con il confronto, quando è rispettoso e sano, si può progredire.

Qual è il tuo genere letterario preferito?

Preferisco la narrativa sentimentale, a quella giallistica e saggistica, perché fondamentalmente sono una chiacchierona, ma non ho preferenze particolari. Leggo di tutto, se mi appassiona. Altrimenti chiudo e ripongo.

Nel 2018, esordisci con “Il Vento e le Promesse”. Cosa  troveranno i lettori al suo interno?

[...] Questa è una storia. Forse simile a tante altre, o forse no. Ma una storia non raccontata, è morta per sempre. 

Questo è quanto dico sempre all’inizio delle presentazioni del libro. Cosa troveranno, e cosa hanno trovato coloro che hanno letto il libro? 
Molta passione, amore, avventura, un po’ di politica, per come io l’ho vissuta, credendoci da sotto la pelle, dando l’anima e  il cuore per la buona causa… salvo poi...


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Qual è stato l’input per questo libro?

Quello di raccontare un vissuto. Un frame importante della mia vita, che probabilmente (lo so già) mai più riuscirà ad accadere. Parlo di me, ovviamente, non di altri. Un dato momento storico politico di cui ho fatto parte in prima linea, che da una parte mi ha dato tanto, e allo stesso tempo tanto mi ha tolto. La speranza di poter cambiare le cose. Forse non accadrà mai più. Ma, mai dire mai.

Quali tematiche affronti?

Politica italiana e americana, a confronto, cambiamenti socio-politici,  intervallati da storie di amicizia, di amore, di ricordi personali.  La vita, insomma.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Ciò che volevo comunicare, e dalle recensioni che mi sono arrivate a oggi, moltissime davvero, penso di esserci riuscita, è che nonostante tutto, qualunque sia la fine della storia,  qualunque amarezza ti abbia lasciato, vale sempre la pensa di lottare e vivere le proprie emozioni. Anche se poi, ti fanno stare male, se senti nel cuore il dolore della delusione, ma non sarà mai rimpianto.
E come dice il grande Claudio Baglioni: “Perché non c’è mai fine al viaggio, anche se un sogno cade.”

Con questo romanzo, hai vinto diversi premi letterari. Quanto i concorsi aiutano a farsi conoscere?

I concorsi, prima di tutto, ti mettono alla prova. O meglio, ti danno la misura di quanto il tuo romanzo, la tua opera, piaccia o meno. Ho già partecipato a diversi, non tutti li ho vinti com'è giusto, perchè dipende dalla giuria e dai loro giudizi. A oggi, ne vanto due abbastanza prestigiosi perché trattasi di premi internazionali di letteratura, il  “Thesaurus- La Brunella” e “ Ti meriti un amore” , e ancora attendo risultati di ulteriori concorsi ancora aperti.
La  giuria altamente qualificata di questi concorsi, tra i cui membri ricordo Marina Pratici, Ambasciatrice della cultura nel mondo, oggi insignita di "Onoreficenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana" dal Presidente della Repubblica e anche dal Senato della Repubblica, con una medaglia e un diploma per l’impegno contro la violenza sulle donne, è fondamentale per la buona riuscita di una rassegna letteraria che sia di spessore.

Il tuo pensiero sul fenomeno del Self Publishing?

Sta nascendo sempre più questa modalità di pubblicazione. Non sono ancora molto certa possa diventare la strada giusta per tutti. Credo che per una certa letteratura si possa fare, ma per chi ambisce a maggiore rilevanza culturale, maggiore autorevolezza, vi sia ancora necessità di una Casa editrice che creda in te e in ciò che scrivi. Di per sé “dovrebbe” essere garanzia di qualità. 
Pubblicare in self non è sempre garanzia di buona opera, tutti oggi si sentono in grado di scrivere e si sentono scrittori. Credo che la selezione sia necessaria, per non sminuire il faticoso lavoro che c’è dietro alla realizzazione di un libro di qualità.

Progetti futuri?

Continuare a scrivere, perché è la mia vita. Ho già iniziato il secondo libro, diciamo il seguito de “Il vento e le promesse”. Non svelo altro, però. Per tutto il resto proseguirò con i miei innumerevoli impegni, porterò avanti le cose in cui credo, come sempre con passione e serietà. Le qualità che più mi contraddistinguono.

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!



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