martedì 19 giugno 2018

Segnalazione - IL VOLO DELLO SCRICCIOLO di Jessica Hellskyn

Per la seconda segnalazione Delos Digital, vi presento il racconto erotico di Jessica Hellskyn, dal titolo Il volo dello scricciolo.
Andiamo a conoscerlo da vicino!









SINOSSI: Sul monte Roter la vita trascorre tranquilla, forse troppo per la giovane Lucinda che, dopo una storia d’amore durata due anni, desidera scoprire altre realtà, provare nuove emozioni. Quando il padre muore in seguito a un tragico incidente, la ragazza si trasferisce in città, dove abita la zia. Cambia scuola, conosce nuovi amici, e il cuore torna a battere per Ian, un ragazzo ribelle e attraente che usa le ragazze come fossero calzini. Lucinda sa che dovrebbe evitarlo, eppure fatica a resistergli. Una serie di pericolosi e intricati eventi segneranno le vite di Lucinda e Ian, insinuando ulteriori dubbi nei desideri di entrambi.

DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/volo-dello-scricciolo-Senza-sfumature-ebook/dp/B07DR6H7SH/









Eccovene un assaggio!


[...] Piccola ingenua, era bastato interpretare l’eroe che salva il moccioso dal bullo per convincerla. Da lì a poco avrebbe aperto le gambe per lui, accogliendolo nel suo ventre, gridando come una pazza fino all’orgasmo. Il pensiero gli creò una vertigine. A ogni movimento, lo straccetto color del peccato che fasciava il corpo di Lucinda prometteva di mostrare di più: lo avrebbe fatto a brandelli coi denti. Poi le avrebbe ricordato di assumersi le sue responsabilità; la storia di Cappuccetto Rosso avrebbe dovuto insegnarle di non attirare il lupo.
Pensieri sporchi ribollirono nel cervello; muscoli tesi, vene gonfie. Quella sera l’avrebbe fatta sua, a ogni costo. [...]





L'AUTRICE: Jessica Hellskyn non si definisce un’autrice, ma una donna che sperimenta le emozioni attraverso la scrittura. Vive in una provincia del nord Italia, lavora ed è mamma. Amante della lettura in ogni suo genere, Jessica scrive per la collana Senza Sfumature con l’obiettivo di creare il giusto equilibrio tra sentimenti ed erotismo.

Segnalazione - TREGUA CONIUGALE di Danilo Runfolo

Oggi, per le pubblicazioni Delos Digital, vi presento il racconto erotico di Danilo Runfolo, dal titolo Tregua Coniugale, terzo capitolo della serie Trame Coniugali.
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!









SINOSSI: Il tempo, per Fabio e Laura, sembra essere trascorso troppo in fretta, senza mai passare: c’è ancora un guardone dietro il finestrino di un’auto, e l’odore di rum e tabacco sul letto di una cameretta lontana. Un SMS inatteso giunto a fine tempesta sembra ora voler annunciare una nuova catastrofe che li proietterà ancora allo stesso tavolo da gioco; senza capire chi sta dando le carte e quale sia la loro reale puntata in questo giro di buio.
Francesca, la psicologa, ha deciso di affrontare il problema di Laura e risolverlo una volta per tutte, nel modo più semplice: accostandone un altro.

DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Tregua-coniugale-sfumature-Danilo-Runfolo-ebook/dp/B07DGMBDP6/








Eccovene un assaggio!







[...] Due donne, seminude, capelli legati e mascherine sul viso, già sedute ai bordi del letto, sfilarono lentamente le calze, per poi lanciarle verso il pubblico, nascosto nelle poche zone d’ombra volutamente concesse dall’orientamento delle luci.
L’oro e l’argento si sfidavano, pronte a contendersi il premio in palio: l’uomo nero. [...]









L'AUTORE: Danilo Cristian Runfolo, nasce a Messina il 24 Marzo 1972. Il suo primo romanzo, dal titolo“Rewind” viene pubblicato nel 2002 (collana Orizzonti, Montag Edizioni). Con Delos Digital ha pubblicato, nella collana Senza Sfumature, il racconto erotico m/m “Cento passi” e la trilogia erotica “Trame Coniugali”, di cui il terzo in uscita a maggio 2018. Ha scritto diversi racconti brevi e un romanzo erotico autoprodotto, tra cui “Io sono Valeria – Una puttana”  (Eros Cultura, 2017), e “Lui è infinito”, genere narrativa/storie vere (GDS Editrice, febbraio 2018). 
La sua scrittura è sempre accompagnata da una nostalgica vena sentimentale figlia di quel crudo guardarsi dentro che ritiene vitale. 
Dice di sé: “scrivere è l'unico modo che ho per parlare a me stesso senza il bisogno, né il peso, di guardarmi allo specchio; ed è anche il modo migliore per dar voce ai personaggi peggiori, persino di me”.
Contatti: 
 Facebook FanPage: Danilo Cristian Runfolo 
 Twitter: @Il_Pasolino 
 E-mail: criss@riseup.net

lunedì 18 giugno 2018

INTERVISTA A ALESSANDRA GAGGIOLI


Ciao Alessandra, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.
 
Ciao, grazie per avermi ospitata nel tuo blog. Se devo descrivermi in poche parole dico che sono una persona molto socievole, tollerante, aperta alle novità e al pensiero degli altri e a cui piacciono le sfide. Infatti mi sono messa in gioco in molti campi e mi interesso un po’ di tutto. Forse è la mia formazione da architetto che mi porta a guardarmi intorno, conoscere e cercare di migliorare le cose.  In genere mi piace aiutare le persone a stare meglio, e non solo le persone ma anche gli animali. Adoro ospitare e cucinare, osservare e scrivere. Uso le storie che scrivo  per denunciare situazioni di intolleranza, o di difficoltà.

Laureata in Architettura e Restauro, sei stata architetto, direttrice d’azienda tessile, direttrice editoriale di piccola casa editrice, presidente provinciale Fismo (Federazione Italiana Moda) e tenente di Croce Rossa Italiana. Come è scoccata la scintilla della scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?

Da ragazza leggevo moltissimo e scrivevo bene ma non mi ero mai cimentata in romanzi. Quando ho allentato con il lavoro,  e in concomitanza con l’ingresso di mia figlia Dorotea De Spirito giovanissima nel complesso mondo editoriale, era il 2008, quindi dieci anni fa, ho provato a scrivere dei romanzi. Mi sono trovata bene con la tastiera e ho prodotto tante storie che perlopiù tenevo per me.  Poi ho partecipato alla prima edizione del torneo Io Scrittore di  Gems, e a molte altre, sempre arrivando tra i semifinalisti. Mi sono fatta coraggio e ho proposto un po’ i miei lavori a piccoli editori seri. Ho uno stile che piace  tanto o per niente.  Poetico e conciso. Scorrevole, dicono i miei lettori.

Gestisci il blog “Gnomosopralerighe”. Di cosa ti occupi nello specifico? 

Anche il blog è stata una sfida a me stessa. Io ho superato gli “anta” da un bel pezzo, stare in rete, avere un profilo su Fb o un blog era veramente una novità.  Mi sono appassionata ad internet sia per lavoro che per svago partecipando al torneo, e ho preso parte ad un blog non mio,Lovvy.it,  come redattrice di cucina; alla fine ne ho aperto uno mio che univa la cucina e la scrittura: Gnomosopralerighe, in cui promuovo autori attraverso interviste “culinarie” molto seguite. Parlo della mia esperienza nel mondo editoriale, e spazio anche in altri ambienti della casa, sempre con interviste a scrittori. Insomma la cuoca, architetto e scrittrice si esprime.

Con il nome Federica Gnomo Twins sei un’autrice già conosciuta. Perché uno psedonimo?

Al torneo Gems dovevamo mantenete l’anonimato anche sul gruppo aperto su FB, fu allora che scelsi questo pseudonimo buffo Federica Gnomo Twins.  Gnomo era l’entrata secondaria dell’università in cui si era iscritta mia figlia, un po’ gnoma mi sento anche io per via dell’altezza, e allora ho unito le cose: entrare da una via secondaria nel mondo della scrittura. Alla fine Federica  su FB era più conosciuta di Alessandra e allora ho firmato così i primi racconti e romanzi pubblicati. Poi fu Cristina Lattaro, direttrice di Amarganta che mi spronò a firmare "Darkside" con il mio vero nome.  

Hai all’attivo parecchi racconti e romanzi. Quale preferisci tra i due generi? 

Essendo concisa, essenziale e diretta il racconto mi si adatta meglio, ma poi mi rendo conto di amare molto i romanzi brevi. Diciamo che la mia specialità sono le storie autoconclusive in meno di 240 pagine. Non mi piace trascinare il lettore in brodi allungati tanto per…

Nel 2016, partecipi all’antologia “Oltre l’arcobaleno” con il racconto “Il fantasma del suo amore. Perché il genere m/m?  

Perché io scrivo m/m dal 2009, quando in Italia era difficile farsi pubblicare. Mandavo le storie alle case editrici e mi rispondevano che la storia era bella e ben scritta ma era un genere difficile,  che non avrebbe venduto, non   sapevano dove posizionare in libreria questi libri. Io sono sempre stata convinta che il romantico ben scritto e con valori di fondo che vadano oltre la storiella d’amore  e quindi l’m/m  che permette di sondare amori difficili,  avrebbero trovato molto seguito. E così è stato, ma dovevano aprire la pista gli stranieri, a noi italiani non crede mai nessuno.  Ora l’m/m è un genere in piena crescita, soprattutto se ben scritto e non volgare.  

Nel  2013 pubblichi “Il ragazzo alla pari” sotto pseudonimo. Di cosa si tratta?  

"Il ragazzo alla pari" è una commedia romantica che affronta la nascita di un amore tra una quarantenne e un ragazzo di ventitre anni.
Una storia spiritosa, piena di spunti per riflettere ma anche piccante. L’ho scritta nel 2010, è arrivata semifinalista a Io Scrittore, e poi la proposi a Gremese che la pubblicò. Era l’epoca dei primi romanzi romantici  hot. Io naturalmente ne ho fatto un libro per sorridere e denunciare il diverso trattamento che viene fatto ad un uomo maturo se si innamora di una ventenne rispetto a una donna matura che perde la testa per un ragazzo. Ora li chiamano toy boy,all’epoca erano rari i casi di donne che sceglievano queste relazioni.

Nel  2015, esce “Darkside”, dove affronti il tema dell’incesto. Come è stato accolto dal pubblico?  

Bene, diciamo che è un incesto presunto, accennato, quindi … ma non posso svelare il finale. "Darkside" è la zona oscura di tutti noi, il pianeta degli scarti. Anche in questa storia c’è l’amore che redime. 

Nel 2016 pubblichi poi il romanzo storico “Ritratto di un preziosissimo amore indecente” sotto pseudonimo, attualmente in procinto di essere ripubblicato con il tuo vero nome. Perché lo storico? 

Questo romanzo ha  una genesi strana, da architetto  adoro Vienna e la Secessione viennese, ad un tratto, vedendo un quadro di Egon Schiele ho pensato di scrivere una storia ambientata nella Vienna imperiale dei primi del  ‘900, una storia m/m, una storia di forte passione sia artistica che amorosa tra un pittore e il suo modello. L’ho scritto in pochi giorni come in trance, come se un pittore mi narrasse la sua vera vita e l’ incontro con questo modello. Anche il linguaggio è dell’epoca, è il mio romanzo più bello. Ora, è stato ritirato dal mercato, ma molti mi chiedono di ripubblicarlo e vorrei farlo a mio nome. Sono stanca dello pseudonimo.

E, nel 2018, esce “Due cuori e una zampa”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Troveranno me, e il mio amore per le storie vere. Questo romanzo nasce  dal racconto di una ragazza, dall’amore per il suo cane, e dalla forza di volontà e dignità di voler condurre una vita normale.  E’ una vera storia d’amore con cui torno alla mia amata commedia romantica, Max il cane è  un simpatico ruffiano che fa battute a raffica.
I proventi di questo libro, come quelli di tutti gli altri vanno ad aiutare delle associazioni, stavolta aiuteranno “mifidodifido” che provvede ai cuccioli abbandonati e trova loro sistemazioni in famiglie.


https://www.amazon.it/Due-cuori-zampa-Alessandra-Gaggioli/dp/1986028364/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1524693392&sr=1-3



Quali tematiche affronti e quale messaggio vuoi trasmettere? 

Stavolta affronto l’amore che va oltre le apparenze, va oltre i sensi, e trasforma due esseri imperfetti  in persone migliori. Due diversità a confronto, un bel romanzo per sorridere e riflettere, leggero e profondo.

Qual è stato l’input per questo libro? 

Un incidente mi portò in ospedale e da lì, osservando e ascoltando, è nata questa storia.

Il tuo pensiero sul self publishing? 

All’estero è la scelta di molti big, in Italia ci sono ancora tanti pregiudizi. Io ho fatto anni fa una esperienza  con Youcanprint, e proprio con un m/m, più che altro per imparare le fasi tecniche della composizione di un libro. Oggi ci sono tante piattaforme, e tutti possono pubblicare, è facile; alla fine  come diffusione del romanzo la differenza con le piccole case editrici  è poca, ma manca il confronto diretto con un vero editor che si ha solo con le buone case editrici.

Progetti futuri? 

Visto che già suggerisco titoli,  vorrei imparare a progettare copertine valide.  Come scrittrice ho alcuni  romanzi pronti a cui lavorare,  ma mi chiedo spesso se ne valga la pena,  i tempi sono cambiati, i nuovi lettori cercano altro  e io, come Marcello Marchesi, sono una “signora di mezza età”.  

Per seguire Alessandra GNOMO SOPRALERIGHE

venerdì 15 giugno 2018

PASSI D'AUTORE - Recensione - NOMI DI DONNA di Gianluca Pirozzi


Oggi, per la rubrica Passi d'Autore, vi presento il libro di Gianluca Pirozzi, dal titolo Nomi di donna.
Andiamo a scoprirlo nel dettaglio!













SINOSSI: Ogni nome cela un destino e dunque una storia. restituite agli occhi di chi legge sfilano le vite di Stella, Clara, Edda, Diana e altre ancora. Nomi di donna, involucri vuoti dalla forma definita che vengono riempiti da desideri, voglia di libertà, aneliti creativi ma anche istinti distruttivi, dolore e menzogna. ogni racconto consegna un ritratto. Sembra quasi di poterle incontrare da un momento all'altro queste donne: Monica alle prime luci dell'alba di ritorno dalla corsa dove Carlo le sembra ancora vicino; Nadia che, come ogni mattina, percorre il marciapiede illuminato dalle vetrine per raggiungere l'hotel in cui lavora; Aristea vestita di verde, seduta davanti alla sua roulotte.

 







Francesca Ghiribelli l'ha recensito per noi!



Un libro singolare, dal titolo quasi anonimo, ma l’inventiva dell’autore sta nel racchiudere, nei nomi delle protagoniste del libro, il significato di storie essenziali dal punto di vista psicologico e caratteriale. 
La narrazione ha come denominatore comune i vari momenti della giornata; alcuni si svolgono all’alba, o di giorno, altri al tramonto, o di notte.
Ogni racconto è ambientato in luoghi diversi, a partire dall’Italia fino ad arrivare a Parigi e in India. In altri, invece, non viene neanche specificato.

Ho trovato struggente la storia di Monica, rimasta vedova da poco; l’aurora è l’unico momento in cui percepisce e rivede la presenza affettuosa del marito Carlo.
Agata, invece, riprende un tema attuale, quello della violenza sulle donne. La protagonista subisce la furia del marito sulla propria pelle, e la fine del racconto lascia l'amaro in bocca.
La storia di Fabiana racconta di una donna che si sente racchiusa in un corpo femminile che non le appartiene, si sente inadeguata e vorrebbe essere un uomo. Si ritroverà a combattere contro la società, ma soprattutto contro quell’angoscioso alternarsi di personalità. Chi vincerà alla fine?
Un racconto che, a mio parere, prevale sugli altri, è quello di Bianca. Un viaggio dall’Africa e una fuga dalla povertà della sua terra di origine; una fuga, questa, che non si arresta e che interessa anche la vita stessa della protagonista. 
Una storia singolare, a partire dal nome della progonista, in netto contrasto con il colore nero della sua pelle; singolare anche per la sua vita dolorosa, narrata come una novella che cerca di cogliere il lato positivo, nonostante il destino l’abbia tradita. 


[…] Dopo un po’, poiché Agata s’era azzittita, mi sono alzato e sono andato in cucina per vedere che stesse facendo. Ero sicuro che stesse di là, perché non avevo sentito sbatter la porta di casa. L’ho trovata in piedi, ferma lì davanti al frigorifero: Agata sembrava ipnotizzata e ci stava guardando dentro. È stato allora che ho deciso: mi sono avvicinato, ho aperto il cassetto del tavolo. 
Agata si è voltata un istante verso di me, ha lasciato la porta del frigo spalancata e mi ha guardato con la bocca appena dischiusa per capire che cosa stessi facendo. «Ma che fai? Ezio. Ezio – ha ripetuto – Ma sei scemo?» mi ha ridetto, mentre io avevo già preso il coltello più grosso del cassetto. Io sono stato più rapido di lei. Una, due, tre, quattro, cinque… fino a trenta sono arrivato. A trenta coltellate, signor commissario, mi sono fermato.[…]


Tredici storie dedicate alle donne, un omaggio dell'autore all'universo femminile, ma anche a coloro che hanno fatto parte della sua vita, rendendola preziosa e speciale.
Ho trovato magica l’idea di questo libro, nella sua cruda realtà, e doverosa nella sua utilità, inserendo una sorta di “denuncia” verso una società apparentemente indifferente.
I temi trattati sono: la violenza sulle donne, l'integrazione, il lutto e i suoi demoni, la non accettazione del proprio sesso.
Il messaggio arriva tutto: La donna è madre della vita e tu, uomo, devi rispettarla; se la uccidi o la violenti, farai del male anche a te stesso.
Consigliato agli amanti dei racconti con protagoniste al femminile, a chi cerca temi sociali difficili e scabrosi, a chi cerca un testo che faccia riflettere, a chi vuole conoscere una penna diversa e molto interessante.
Francesca Ghiribelli
(Editing a cura di Linda Bertasi)



IL VOTO DI FRANCESCA 





Francesca Ghiribelli coltiva la passione per la lettura e per la poesia sin dalla tenera età. Gestisce il suo Lit - Blog , dove espone le sue opere e recensisce libri.

Ha ricevuto molti premi a livello nazionale tra cui ricordiamo quello per la silloge "Un'altalena di emozioni" (Bancarella Editrice 2009).
La giovane poetessa è stata nominata Scudiero Guardiano dell'Unione Mondiale dei Poeti per il suo impegno nella letteratura. 


Pubblicazioni:


- Twins Obsession -  Il Diario di una Gemella Ossessione


- Cuore zingaro


- Amore a prima vista