martedì 12 dicembre 2017

Segnalazione - JACK di Sara Di Furia

Oggi, torna a trovarmi Sara Di Furia, in occasione dell'uscita del suo romanzo storico, dal titolo "Jack".
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!









SINOSSI: Inghilterra, 1888. Una serie di efferati omicidi paralizzano Londra gettando nel terrore il quartiere di Whitechapel, dove Damon Blake si è appena insediato, trasferendosi dall’India per sfuggire al suo passato burrascoso. I delitti portano la firma di Jack Lo Squartatore, e suo malgrado, Blake ne verrà coinvolto trovandosi nel mezzo di un vero e proprio incubo che, tra visioni notturne e donne misteriose, lo porterà a dubitare delle sue stesse facoltà mentali, fino a giungere sull’orlo della follia. Dissolvere le ombre che avvolgono Whitechapel, salvare se stesso e far luce sull’identità del misterioso serial killer, diventeranno gli obiettivi primari di Damon Blake che dovrà innanzitutto scontrarsi con il lato oscuro della sua anima.

DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Jack-Sara-Furia/dp/8885516017/









Eccovene un assaggio!







[...] La colsi alle spalle e mi avventai su di lei scaraventandola contro il muro sporco di un'abitazione. Era talmente ubriaca che non tentó nemmeno di resistermi e con il capo andò a sbattere contro la parete. Subito dopo cadde a terra, stordita. Le serrai le mani attorno al collo e strinsi fino a quando la donna spirò. Afferrai uno dei coltelli nascosti dl soprabito e lo affondai nella sua gola così in profondità che per poco non le staccai la testa dal collo. Poi infierii sul suo corpo. Mitre Square si tinse di rosso. Sangue. Sangue ovunque. [...]








 







L'AUTRICE: Sara Di Furia è nata a Brescia e ha all’attivo già diverse pubblicazioni, tra cui "La Regina Rossa", con La Corte Editore, che l’hanno fatta apprezzare da lettori e critica per la sua scrittura intensa e le atmosfere
intrise di mistero. È membro dell’associazione EWWA (European Writing Women Association) ed è insegnante nella scuola secondaria di secondo grado. Con questo romanzo la sua scrittura vira decisamente verso tinte più scure, pur mantenendo le sue qualità intatte.

lunedì 11 dicembre 2017

INTERVISTA A DIRCE SCARPELLO



Ciao Dirce, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te. 

Sono una ‘ragazza’ di 52 anni, vivo in una città di mare, Bari, ma un po’ in periferia, dove c’è ancora il sapore del borgo, con le barche e i pescatori ma anche le passeggiate sul molo per far passare la calura. Non saprei vedermi a lungo lontano dal mare. Lavoro con l’estero, importo mobili: l’azienda è a conduzione familiare sicché non stacco mai. Salgo e scendo la scala tra ufficio e casa e quindi un po’ come Brachetti, mi trasformo continuamente da imprenditrice a mamma/moglie/capo branco umana dei miei due cani, rigorosamente puri meticci, un similvolpino e un similpastore.  I figli sono grandi, dovrei avere più tempo ma in realtà continuo a riempirmi di impegni e di nuove amicizie.  Le mie passioni sono indubbiamente la lettura e la scrittura ma anche le amicizie, come dicevo sono importantissime: attraverso i social ho ritrovato tante persone del  mio passato che avevo perso di vista e adesso la mia vita è molto più piena. In realtà ho anche  incontrato nuova gente interessante  negli ultimi anni: è un po’ come se la maturità rendesse l’amicizia più selettiva e perciò stesso più solida.

La laurea in Giurisprudenza, insegnante e imprenditrice. Quando si è accesa in te la scintilla per scrivere, e dove trovi il tempo per dedicartici?

 
La scintilla è sorta tardi, verso i quarant’anni. Più che altro scrivevo da ragazza ma non avevo molta consapevolezza delle reali potenzialità della cosa: dovete immaginare un mondo non social, dove il letterato, l’intellettuale era un mostro sacro inarrivabile, dove non si parlava di prodotto editoriale. La Puglia poi era periferia, e lo è tuttora. I nostri scrittori - molti e talentuosi, soprattutto negli ultimi vent’anni - sono per lo più andati a vivere fuori regione, a Roma, Milano o Torino che sono gli unici luoghi dove, forse, è possibile arrivare alle grandi case editrici. 
Scrivo nei ritagli di tempo ma cerco comunque di farlo con regolarità, se sono nel pieno di un lavoro tiro tardi la notte.

Sei stata ballerina per il Balletto del Sole di Bari. Cosa ricordi di questa esperienza? 

La danza è stata la mia vita e la mia passione molto a lungo, dai dieci fino ai 24 anni. La famiglia premeva per una laurea convenzionale, il fidanzato storico per il matrimonio. L’ho lasciata più o meno di punto in bianco, come si fa con un fidanzato. E come per un amore da dimenticare, purtroppo, ho rimosso. Ora ho ritrovato amici e compagni di strada di quel periodo, la maggior parte ha continuato a vivere e a lavorare in quell’ambiente. Un grosso rimpianto e rammarico l’aver abbandonato così, in malo modo.

Collabori con il lit-blog Logokrisia. Di cosa si occupa nello specifico?

Il blog è nato due anni fa da un’idea di Rosanna Santoro, scrittrice, poetessa anzi dovrei dire donna abitata dalla poesia. Siamo donne molto diverse le une dalle altre e il blog ci consente di esprimerci al meglio con i nostri pezzi che vanno dai racconti di donne alle recensioni, dalle riflessioni fuori dal coro alle denunce delle ingiustizie e delle prevaricazioni, anche e soprattutto di genere, quasi sempre con la modalità del racconto. Dalla poesia e dal ritratto dei poeti e dei luoghi-  i paesaggi-  della poesia,  alla messa a nudo dei nostri difetti come donne e nel rapporto con gli uomini, e degli uomini, molto spesso con una buona dose di ironia. Ma soprattutto è un luogo in cui riusciamo a fare squadra e a sostenerci le une con le altre. Ognuna con la sua competenza e sensibilità nel mondo della scrittura, lascia nel blog una parte di sé, del suo tempo, dei suoi pensieri. Siamo ripagate da un pubblico altrettanto sensibile e affezionato.

Esordisci nel 2010 con “Angulus ridet”. Di cosa si tratta?

Una storia con una buona dose di autobiografia,  soprattutto nella psicologia dei personaggi, com’è regola o quasi negli esordi, calata in una trama complessa in cui non mancano aspetti di giallo. Alla base sempre l’amore ma quello mal riposto, che affida il nostro cuore alle persone sbagliate e spesso ci fa precipitare dalla padella nella brace. Particolarmente cara l’ambientazione, una masseria della mia Puglia, nell’alto Salento. Un titolo difficile, che oggi, se dovessi riscrivere il romanzo, trasformerei in L’Amore mal riposto, appunto.  E cambierei anche alcune cose della trama, sono una perfezionista e nulla mi soddisfa mai abbastanza.

Hai partecipato a diversi concorsi con i tuoi racconti, ottenendo premi e la pubblicazioni in antologie. Servono i concorsi letterari?

In questa fase della mia produzione ti dico di no. All’inizio credi che ti servano per farti conoscere ma alla fine servono solo alle giurie per la quota d’iscrizione. I premi sono tantissimi e pochi realmente qualificanti. Quelli al top, sono pilotati. C’est la vie.

Uno dei tuoi racconti “Desirè66” è stato oggetto di rappresentazione teatrale. Parlacene.

Un concorso in cui si vinceva solo questo, che un proprio racconto diventasse un monologo teatrale. Un personaggio al limite, una grande obesa immobile nel suo letto-trono e un finale molto noir. 
Nel 2012 il progetto Black Room di Creatheater di Milano selezionò quattro racconti per serata, ispirati ognuno a un vizio capitale, nel mio caso la Gola. Peccato non aver assisto alla rappresentazione. 

Nel 2016, pubblichi “L’attrazione dei talenti”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Troveranno la storia di due donne molto diverse, Albana una giovane prostituta albanese che proviene da un paesino molto povero dell’Albania faticosamente avviata verso la democrazia e l’Occidente, e  Gioia, una fotografa salentina.  Entrambe hanno un debito verso il loro talento - l’albanese è una disegnatrice bravissima pressoché autodidatta – che per motivi molto diversi hanno dovuto accantonare. Entrambe hanno subito una violenza. Entrambe hanno bisogno di credere in se stesse senza l’intervento di un principe azzurro.


http://www.lesflaneursedizioni.it/negozio/narrativa/bohemien/lattrazione-dei-talenti



Quale messaggio vuoi trasmettere e quali tematiche affronti?

Le tematiche sono la ricerca del proprio talento come senso della vita, la sofferenza delle donne rispetto alla violenza maschile che è trasversale a tutte le culture, il riscatto dalla propria condizione con l’aiuto delle altre donne, nel desiderio che ci possa essere tra noi davvero un senso di sorellanza. Parlo anche della  crisi della famiglia, dei problemi degli adolescenti che spesso hanno materialmente tutto ma non un adulto che sia in grado di ascoltarli veramente e che li aiuti a trovare il loro, di talento.  Per me, però,  il talento non è da intendersi necessariamente come la predisposizione geniale per un’arte, ma come quella disposizione verso questa o quella attività umana, che sia un’arte o una professione, un mestiere che ci da singolarmente l’intima sensazione di esserci dedicati a quello per cui siamo nati nella vita. Che sia la musica o la cucina, il disegno o, come dice Gioia di suo marito Giacomo che è un ginecologo, far nascere i bambini. 
L’altro messaggio, parlando di Albania e di migrazioni, è anche il nuovo senso che dobbiamo dare alle nostre radici. Dobbiamo essere disposti a far pace con le nostre radici, col nostro passato e a trovare, se necessario la radice in noi stessi, in quello che siamo diventati nel corso della nostra vita, per dare nuovi frutti, come l’innesto di una nuova varietà in un vecchio albero. 

Qual è stato l’input per questo romanzo?

L’aver conosciuto in Albania nel 2005 una bambina albanese che viveva davvero in condizioni di estrema arretratezza eppure in una qualche sintonia con la sua vita di campagna. Però pensare che non avesse il bagno, o l’acqua corrente, che la sua famiglia facesse il bucato con la cenere in grandi tinozze nell’aia o che per andare a scuola dovesse affidarsi a un pulmino scalcagnato o alla mula del nonno,  mi ha fatto porre questa domanda: se quella bambina avesse avuto in sé il germe di un qualche talento, uno qualsiasi, avrebbe mai potuto coltivarlo? Quanti talenti o addirittura geni in potenza non hanno mai visto la luce? Quale la ribellione possibile a una vita patriarcale? Naturalmente, come si vede dalle pagine del romanzo, io amo l’Albania, ne ho studiato la storia, i costumi del passato e ho raccolto storie e testimonianze del passato più recente. Ho studiato le tematiche delle migrazioni, l’Albanese è la prima grande migrazione in Italia, nel periodo in cui sono cadute le dittature comuniste , penso alla Polonia, alla Romania come alla caduta del muro di Berlino. Non dimentichiamo che a Bari il 7 agosto  1991 arrivarono, stremati, affamati e disperati circa 20.000 albanesi. Eravamo tutti stupefatti. Venivano dalla spiaggia di fronte, a poche ore di navigazione. Noi non avevamo idea di quelle che fossero le loro condizioni in Albania. Loro ci avevano guardato di nascosto attraverso la TV, ed eravamo la loro Terra Promessa.  Il romanzo si chiude così, con questo ricordo.

Nel 2017 esce “La Saponificatrice” con Delos Digitale e, sempre con questa CE, pubblichi sotto pseudonimo racconti erotici. Perché lo pseudonimo?

"La Saponificatrice" mi ha tenuto sveglia per circa due anni. Il racconto non è molto lungo ma ho davvero letto e visto di tutto sulla Cianciulli per arrivare a scriverne da un punto di vista che credo sia originale. La mia anima noir si è voluta cimentare con una storia vera, una serial killer, il primo processo mediatico della storia, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Ho cercato di pensare, parlare, ragionare come lei. E di descrivere quel rapporto costante che lei aveva con la Morte che le aveva tolto ben 13 figli, che lei aveva cercato anche per se stessa e che aveva così freddamente e con lucido (folle?) calcolo procurato a tre donne sole, totalmente in preda alla sua rozza ma efficace capacità manipolatoria.
Per i racconti erotici lo pseudonimo mi rende più libera di lasciarmi andare alla fantasia: l’eros per me è intrigante e affascinante come un noir. Entrambi parlano alla parte più viscerale di noi e suscitano emozioni forti, di entrambi mi interessano le sfumature psicologiche non il mero atto sessuale o omicidiario. A ben vedere riguardano entrambi il corpo e si consumano sul corpo. Gli omicidi hanno molto spesso una motivazione sessuale, oppure di dominio e di controllo. Anche quelli commessi per denaro hanno come fine ultimo il senso di piacere che il possederlo procura. Quindi, a ben vedere, i due mondi hanno abbastanza in comune. Lo pseudonimo mi è sembrato necessario anche per altri due motivi: le lettrici di erotico spesso prediligono i nomi esteri e poi  le case editrici tendono ad etichettarti con quella produzione, sicché quando  vuoi tentare altri generi,  si unisce anche questa difficoltà alle innumerevoli altre che si incontrano quando si vuol  pubblicare.

Ti sei addentrata anche nella poesia con la silloge “E non m’ami più è invece. Perché la poesia?

Perché è più immediata e musicale ma al tempo stesso più essenziale. Perché mi piace pensare che siamo immersi nella poesia e dobbiamo solo fare un po’ di sforzo per ritracciarla nelle giornate difficili, in quelle solitarie, quando scrivere un verso significa parlare a quella parte di te che vuol essere compresa e consolata ma anche creare un ponte con tutti coloro che chissà come e quando, leggendo i tuoi versi si riconosceranno. 

Sempre nel 2017, esce anche “Aloe Vera” in self-publishing. Qual è il tuo pensiero sul self?

Davvero è stato un piccolo esperimento. Per la mia esperienza di lettrice è indubbiamente vero che orientarsi nella giungla del self è difficile. Molte cose sono scritte male ma vanno avanti perché c’è una claque di lettrici e followers dell’autrice. Però è anche altrettanto vero che non tutto ciò che esce con una casa editrice è esente da errori , a volte davvero troppo evidenti e poco professionali. Sebbene dia molta libertà, non credo però che il self sarà mai la mia scelta preferita. Per il cartaceo poi trovo fondamentale collaborare con l’editore che ti aiuta a farti conoscere, ti organizza parecchie presentazioni, ti presenta librai e altri autori con cui fare squadra e magari crescere insieme.  Questa è la ‘famiglia’ Les Flaneurs, il mio editore. 

Progetti in cantiere?

Un lavoro a quattro mani, con un’altra autrice Les Flaneurs, appunto, su storie di DCA. Dovrebbe intitolarsi "Piume in gabbia". E il mio racconto "Il primo pensiero del mattino".  Sto per consegnarlo all’editore. Il tema dei disturbi alimentari mi riguarda personalmente e riguarda tutte le diverse donne che sono stata nella mia vita in relazione al peso e al rapporto col cibo e con me stessa. Anita (l’anoressica) e Tania( l’obesa con episodi binge) sono due sorelle, “due opposti paradigmi Anita e Tania, un anagramma della stessa materia, il dolore.”. Spero di riuscire a portarlo nelle scuole, a parlarne con gli adolescenti. Abbiamo questo dovere, loro sono figli che ci hanno visto oscillare tra gli opposti, noi, forse, non siamo mai guarite.

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

Per seguire Dirce Scarpello  DIRCE SCARPELLO



venerdì 8 dicembre 2017

Recensione - NEMMENO IN CAPO AL MONDO di Giulia De Santis

Oggi, recensisco il romanzo di Giulia De Santis dal titolo "Nemmeno in capo al mondo", edito da Delos Digital.
Andiamo subito a conoscere da vicino questo libro particolare.










SINOSSI: Luca vive a Londra da due anni. È stata la paura per il futuro a spingerlo a scappare da Milano? Questo non lo sa e quando decide di ritornare per cercare Martina, la ragazza che ha lasciato, parte all’improvviso con tanti dubbi nella testa e senza sapere che fine abbia fatto. Quella che trova è una ragazza molto diversa dalla Martina che ricorda: è inquietante, irresistibile e… con uno scheletro nell’armadio. Accade tutto in poche ore sullo sfondo di una Milano romantica e preziosa, tanto amata e odiata allo stesso tempo.












MILANO - Luca sta tornando in città, dopo un periodo di lontananza, per rivedere Martina. I due stavano insieme, ma poi la loro storia si è interrotta, perchè il giovane ha scelto di partire per Londra.
Rivederla lo destabilizzerà. La ritroverà più magra, esile, sciupata; capirà di amarla ancora, forse più di prima, ma il passato e il rancore li dividono.
Cosa ha in serbo il futuro per loro?

L'ambientazione contemporanea è molto particolare; i riferimenti e le descrizioni di scorci caratteristici, ricordano il passato e la storia del Paese, invogliano quasi a partire per visitare la città di Milano. Anche il clima, qui, gioca un ruolo importante; indimenticabile per me la scena sulla neve, da leggere e assaporare.
Molto interessanti anche i capitoli che riportano titoli di film; ognuno con un suo perché.
La caratterizzazione dei personaggi è azzeccata.
Martina è la protagonista femminile. Dolce, tenera, quasi anoressica; è descritta come una ragazza della porta accanto, ancora molto innamorata di Luca, ma toccata dal profondo dolore dell'abbandono. In lei domina la fragilità e la dipendenza dal giovane.
Luca è il protagonista maschile; ho apprezzato particolarmente il suo POV, ben fatto e realistico.
Ama Martina, ma è partito, lasciandola sola: non è innocente del tutto.
Suo malgrado, torna per lei, la desidera e affronterà un viaggio introspettivo sulle proprie emozioni e sui sentimenti.
Nonostante i personaggi che si avvicendano siano esigui, il libro rimarca una struttura che tiene incollati e che lascia col fiato sospeso; è un romanzo interessante proprio per il realismo di cui è intriso, non ci sono particolari colpi di scena, ma è vero proprio per le situazioni comuni, non infarcite di fantasie. 







'Il resto del mondo non esiste più, tutto quello che è stato e tutto quello che sarà. Ora siamo io e lei, soli. Non ci importa più di niente.'








L'erotismo è pazzesco, dotato di un pathos accattivante e intenso.
Le scena di sesso arrivano al lettore e intrigano; indimenticabile la scena del ballo, molto sexy, per non parlare dell'amplesso sulla strada, al riparo da occhi indiscreti. Luca sa essere dolce e rude al punto giusto.
I temi affrontati sono: l'abbandono, il soffrire per amore, la lontananza, il rapporto di coppia, il sesso che può unire due anime, l'amore a distanza che lega e separa.
Il messaggio è relativo alle seconde occasioni per essere felici, al sacrificio per amore e all'assenza, per rendersi conto di chi davverò è indispensabile nella nostra vita.

"Nemmeno in capo al mondo" è la storia di un amore più forte delle barriere del tempo e della distanza.
Un uomo che non riesce a dimenticare la sua ex, una donna incapace di ricominciare a vivere senza di lui, un amore interrotto e, sullo sfondo, la città di Milano con le sue magiche serate.
Un desiderio che tutto muove, come un direttore d'orchestra, per eseguire un'ode al sentimento e indicarci la via da seguire.
Consigliato agli amanti del romance e dell'erotico, alle vicende che parlano di sentimenti e rapporti difficili, a chi vuole staccare la spina per un paio d'ore con una storia che parla di abbandono e seconde occasioni.

'Ferma il tempo. Fermalo adesso perché come andrà, andrà. Ma non potrà mai essere così bello.'

giovedì 7 dicembre 2017

Segnalazione - L'AMORE CHE NON SEI di Cristina Origone

Oggi, torna a trovarmi una cara Amica e Collega che stimo molto.
Oggi, conosciamo il nuovo romanzo di Cristina Origone, dal titolo "L'amore che non sei".
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!

 







SINOSSI: La storia di Greta inizia da amori sbagliati e scoperte tipiche dell'adolescenza: punti di riferimento che svaniscono e legami che credeva indissolubili che vengono meno causano un dolore che sembra insopportabile. Quando tutto sembra perso e autodistruggersi appare l'unica soluzione, gli incontri con una serie di persone speciali e in particolare con Federico, che diventa il suo angelo custode, riaccendono la sua immaginazione e quella capacità di sognare che credeva perduta. Una storia d'amore che è anche una storia familiare intensa e travolgente su temi delicati e difficili come la malattia, il rapporto con la famiglia, il corpo, l’amicizia.










Eccovene un assaggio!









 
L'AUTRICE: Cristina Origone è nata a Genova, dove vive e lavora insieme al marito. Scrittrice versatile, si è cimentata in vari generi, passando dal saggio semiserio "Come portarsi a letto una donna in 10 mosse", al thriller “Avrò i tuoi occhi” con Fratelli Frilli Editori. Nel 2010 ha vinto la XXI edizione del premio Writers Magazine Italia. Nel 2016 ha esordito nel self publishing con “Tutto brucia tranne te” e ha pubblicato con Delos Digital “Alice a testa in giù”. Nella collana Youfeel Rizzoli ha pubblicato “Chocolate Olivia” e “Due fratelli per Giulia”.

mercoledì 6 dicembre 2017

Segnalazione - A. D. 1324 - LA STREGA DI KILKENNY di Lorena Marcelli

Oggi, torna a trovarmi una bravissima Autrice.
Oggi ospito Lorena Marcelli, in occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo storico "A.D. 1324 - La strega di Kilkenny", che non mancherò di recensire.
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!




 


SINOSSI: Richard de Ledrede, vescovo di Kilkenny, accusa la prima nobildonna della storia, Dame Alice Kyteler, di essere a capo di una setta eretica dedita alla stregoneria e alla magia nera. Dame Alice Kyteler, doveva essere una donna bella e avvenente, e questa supposizione è avvalorata dal fatto che si sposò per ben quattro volte e, ogni volta, con uomini ricchissimi e importanti, oltre che nobili. All’inizio del 1300 Alice decide di trasformare l’ostello di famiglia, il Kyteler’s Inn, in un punto di ritrovo per uomini e donne dediti all’Antica Religione. Presto si comincia vociferare che nella locanda si svolgessero riti satanici e che all’interno della stessa fossero nascosti oggetti “molto importanti e pericolosi”. Quando l’anziano quarto marito della nobildonna inizia a perdere peli e unghie, una serva lo convince a denunciarla al vescovo, che già dal suo arrivo in Irlanda sta raccogliendo prove contro di lei, e, soprattutto, sta cercando di entrare in possesso di un importante segreto che la donna conserva. Una storia mozzafiato, tratta dagli atti originali del processo redatti personalmente dal vescovo de Ledrede.

DOVE TROVARLO:  https://www.amazon.it/D-1324-Kyteler-strega-Kilkenny-ebook/dp/B077BBVFC6/










Eccovene un assaggio!




[...] Kilkenny, 24 giugno 1296
La giovane emerse dall’acqua ormai tiepida e scostò i lunghi capelli bagnati dal suo corpo acerbo, scoprendo il seno florido e sodo che Rose, la balia che l’accudiva da quando era nata, la costringeva a stringere il più possibile con una lunga e scomoda fascia di lino che le toglieva il respiro e le impediva di muoversi liberamente.
«In questa città di folli una ragazza bella come te deve nascondere ciò che la Dea Madre le ha donato con generosità», le ripeteva di continuo, trattandola nello stesso modo in cui avrebbe trattato una figlia. In fondo era come se lo fosse davvero.
Sua madre, la sua bellissima e nobile madre fiamminga, Lady Liadan, era morta dandola alla luce sedici anni prima lasciando in eredità a Rose, la fedele Rose, il compito di prendersi cura di lei e di crescerla nella lealtà e nella giustizia. L’adorata balia le parlava di Liadan tutti i giorni e Alice aveva l’impressione che sua madre fosse accanto a lei, al di là del sottile velo che divideva il mondo terreno dal Tir na Mbeo, il luogo in cui finivano le persone che abbandonavano la terra dei vivi. L’unico rimpianto che l’accompagnava lungo il cammino che si apprestava a compiere era quello di non avere accanto l’unica persona che, forse, avrebbe potuto convincere suo padre a desistere dalle sue intenzioni. Rose le aveva raccontato che il matrimonio dei suoi genitori era stato un matrimonio d’amore, così diverso da quello che si prospettava per lei... ma sua madre non c’era più e non poteva aiutarla. Passò delicatamente le dita sul medaglione che portava al collo e si soffermò su ognuna delle pietre che lo adornavano. Quel giorno avrebbe avuto bisogno del potere che possedevano e degli influssi benefici che emanavano. [...]







L'AUTRICE: Lorena Marcelli, nata nel 1965,  vive in Abruzzo e lavora in un Ente pubblico. Laureata in Giurisprudenza, scrive dal 2011 e ha vinto diversi concorsi nazionali, anche con importanti Case Editrici:
- MG Editore “Intramontabili inquietudini quotidiane”- Raccolta di racconti, 2010;
- MG Editore “Le figlie della Terra” - Romanzo, 2010
Entra anche tu in Sperling Privè – Casa Editrice Sperling & Kupfer - 2011
Dal marzo 2014 a oggi pubblicati i seguenti titoli nella collana “Sperling Privè” con  pseudonimo:
Uno strano scherzo del destino” – 2014 (tradotto  in inglese e tedesco)
Per averti” – 2014
Avrò cura di te” – 2015
Nel 2014 partecipa al Concorso nazionale 50° Marcelli Editore di Ancona (omonimia puramente casuale)
Primo posto assoluto con il thriller storico L’enigma del Battista” Pubblicato nel mese di dicembre 2014 e seconda edizione nell’aprile 2015
- “La Collina dei Girasoli”, 2015 – Casa Editrice EEE –
- Un’altra direzione”, 2016 - Casa Editrice EEE -
- Ideatrice e curatrice del progetto Eva non è sola” - Un’antologia contro la Violenza di Genere-
- Terzo posto al Premio Letterario Amarganta II Edizione, con il romanzo La collina dei girasoli”
- Ideatrice e curatrice del progetto Mi corazòn y tu corazòn”, un’antologia per aiutare il popolo venezuelano.
Socia EWWA, (European Woman Association), ha partecipato con due racconti alle raccolte : “Italia, Terra d’amore, arti e sapori” e “E dopo Carosello tutte a nanna”.
-  Casa Editrice Amarganta : prossima uscita romanzo romantico/erotico  “Ho scelto me” con pseudonimo Laura Fioretti, 2017.
-  Casa Editrice Emma Book - Romanzo rosa  “Un battito di ciglia”, 2017 - con pseudonimo Laura Fioretti
-  Casa Editrice Rizzoli collana YouFeel - “Silver Rose”, 2017  romance/erotico.
-  Nuovo contratto firmato con Rizzoli nell’ottobre 2017
- Vincitrice sezione narrativa Premio Internazionale di Letteratura “Lucius  Annaeus Seneca”
- Finalista Concorso letterario nazionale “Terra di Guido Cavani” con il romanzo “Un’altra direzione”
3) Finalista Concorso letterario nazionale/internazionale Amarganta- Rieti, con il romanzo “L’enigma del Battista”