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lunedì 9 marzo 2015
INTERVISTA A GIORGIA PENZO
Ciao Giorgia, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.
Ciao Linda, grazie per l'ospitalità!
Di me ti posso dire che sono una ragazza di 27 anni, adoro l'inverno, ho molti interessi e troppo poco tempo per seguirli tutti. Mi sono diplomata al Liceo delle Scienze Sociali a Reggio Emilia e poi ho proseguito gli studi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Parma. Ma la vita, a volte, prende pieghe inaspettate. Da tre anni infatti sono educatrice di nido d’infanzia, un lavoro che adoro.
Il mio lato nerd mi ha fatto appassionare a giochi di ruolo, cinema e serie tv oltre che alla scrittura. Appena posso frequento le rievocazioni storiche e tutte quelle occasioni in cui si possono indossare abiti d’epoca (Carnevale di Venezia in primis).
Il diploma e la laurea in Giurisprudenza, presa a pieni voti. Come si accende in te la scintilla della scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?
Già alle scuole elementari l’ora di italiano e il tema in classe erano i momenti che amavo di più. Ho iniziato a scrivere per passare il tempo e per sfogarmi nelle brutte giornate. Soltanto a partire dalle scuole superiori mi sono sentita abbastanza matura per far conoscere i miei scritti a una cerchia di lettori più ampia. Così, quasi per gioco, ho cominciato a partecipare ad alcuni concorsi letterari e da lì ha avuto inizio questa bellissima avventura.
Di solito mi dedico alla scrittura nel pomeriggio al ritorno dal lavoro, spesso anche la notte e nel weekend. Di conseguenza scrivo a letto col computer sulle gambe. Non sono mai riuscita a buttare giù una riga seduta a una scrivania.
Tra le tue passioni spicca la mitologia classica. Come nasce questa tua predilezione? C’è qualche personaggio mitologico a cui sei particolarmente affezionata?
Anche questa passione nasce sui banchi di scuola. Ricordo che non mi sarei persa per niente al mondo le due ore settimanali di epica. Gli dei e le vicende con essi protagonisti mi hanno sempre affascinato, così ho cominciato a collezionare libri sui pantheon greco, latino ed egizio.
Nei miei romanzi e racconti prendo spesso spunto dalla mitologia, e a volte la manipolo per adattarla alla storia.
Artemide, dea della caccia e della Luna, è il personaggio che preferisco. È libera, sfuggente, a volte crudele. La sua arma è la più elegante di tutte. Non nego di essermi avvicinata al bellissimo sport del tiro con l’arco anche grazie a lei.
Sei da sempre interessata al passato e ai suoi protagonisti, da qui la storia e la ricerca diventano parte integrante dei tuoi lavori. Parlacene.
Scrivo ciò che vorrei leggere e prima di buttarmi a capofitto sulla stesura penso molto a quello che vorrei raccontare. Quando mi viene in mente quello che potrebbe essere l’incipit o la trama per una nuova storia, mi lascio guidare dalle emozioni e da quello che vorrei leggere in un romanzo/racconto. Soltanto in un secondo momento entra in gioco la ricerca, che comunque è sempre fondamentale. Quando si tratta di scrittura - almeno nel mio caso - prima parla il cuore e poi il cervello.
Per le situazioni, i luoghi e soprattutto i personaggi dei romanzi prendo spesso spunto dai periodi storici che mi attirano di più. Quello che mi ha guidato durante la stesura della Duologia di "Red Carpet" è stata la massima: “Niente è come sembra”. Penso sia anche un modo per unire la fiction e il fantastico alla realtà, alla nostra vera storia. Mi piace cercare di rendere tutto il più realistico possibile.
Gestisci personalmente il tuo blog “Giorgia Penzo‘’. Di cosa ti occupi nello specifico?
Parlo delle cose che mi appassionano di più: arte, letteratura, storia, cinema, viaggi, Parigi e – quando capita – dei miei romanzi. Non ho rubriche, né tempistiche fisse di pubblicazione. Scrivo quando sento il bisogno di comunicare qualcosa e non ringrazierò mai abbastanza i miei lettori e follower per il loro supporto.
Sei autrice di diversi racconti, inseriti poi in altrettante antologie. Come nasce un tuo racconto e quale consiglio daresti agli autori che vogliono cimentarsi in questo genere letterario?
Al momento tutti i racconti che ho pubblicato sono nati per partecipare a concorsi letterari. Quindi hanno visto la luce sulla base di linee guida decise dai blog e dalle case editrici che li hanno indetti.
Il racconto è un buon esercizio di scrittura: la brevità intrinseca di questo genere permette - volendo - di scriverne molti in poco tempo, ma la stesura richiede forse più cura che quella di un romanzo. Con pochi caratteri a disposizione è difficile dare respiro ai personaggi e caratterizzare le situazioni senza deludere le aspettative del pubblico. Non ho così tanta esperienza per dare consigli. :) Mi permetto però di fare un’osservazione: non sottovalutare o snobbare mai un racconto, né da autori né da lettori. L’importante è la qualità non la quantità.
Partecipi al Concorso Letterario ‘#SEMantica 22’ con il racconto “La Stella di Seshat” e ti classifichi al terzo posto. Cosa ricordi di questa esperienza?
Nel caso de "La Stella di Seshat" avevo già in mente un racconto che strizzasse l’occhio alla mitologia egizia, ma non avevo ancora trovato il pretesto per svilupparlo. Quando ho letto il bando indetto da SEM Edizioni tutti i tasselli sono andati al loro posto: una delle regole del concorso dava come obbligatorie due frasi da inserire in modo realistico all’interno della storia, una di Esiodo e una di Hesse [http://www.semedizioni.com/component/k2/item/53-la-stella-di-seshat].
Entrambe hanno rafforzato l’idea di un’ambientazione fantasy e allora mi sono buttata. Non mi sarei mai aspettata che il mio racconto approdasse alla fase finale, né che arrivasse addirittura sul podio. La premiazione in una delle librerie Giunti Al Punto di Milano è stata una vera soddisfazione e una delle esperienze più emozionanti che io ricordi [https://giorgiapenzo.wordpress.com/2014/03/31/la-stella-di-seshat-sul-podio-del-concorso-letterario-semantica-22/].
Per quanto riguarda la storia sono molto affezionata alla protagonista, Rebecca Fitzroy. Lei è uno dei classici personaggi che ne ha passate tante, e non sembra abbia intenzione di smettere. Per crearla ho pensato a una donna forte e al contempo fragile, imbrigliata in una condizione che non comprende e che tenta di affrontare attraverso il sapere. Rebecca è una studiosa e a lei invidio la grandissima cultura. Ma niente di più. L’immortalità a cui è condannata non è idilliaca come verrebbe da pensare.
Il tuo esordio come autrice di romanzi avviene nel 2013, con l’urban fantasy “Red Carpet”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?
In "Red Carpet" i vampiri non si nascondono più. Non sono più le creature del folklore che si aggirano in cerca di prede da uccidere o soggiogare, ma comuni immortali sotto gli occhi di tutti. Tuttavia solo pochissimi di essi - i più anziani - posso trasmettere il dono dell'immortalità attraverso il proprio sangue.
Ryan J. Constant è uno di loro e su questa prerogativa fonda il proprio impero economico negli Stati Uniti d’America: l'Immortality Awaits Corporation è l'unica società al mondo in grado di elargire la vita eterna a chiunque sia in grado di pagarla.
In "Red Carpet" tutto ha un prezzo: l’immortalità, l'onore, anche l'amore. Elizabeth “Lise” Scott è l'avvocato personale di Ryan e il miglior legale sulla piazza specializzato nella difesa dei vampiri. È una persona cinica, egoista e venale, e forse proprio per questo è la migliore nel suo lavoro.
Il passato però non fa sconti. Torna a galla e travolge ogni cosa alla sprovvista, come un'onda di marea.
Adam Reese, un arrogante immortale del Vecchio Mondo con un conto in sospeso con il passato, sconvolgerà il mondo di Elizabeth e tutte le sue certezze. Obbligata a prendere le sue difese in un gioco sottile di ricatto e orgoglio, scoprirà sulla sua pelle che Versailles non è soltanto un palazzo dorato. Nasconde di più, molto di più. Verrà a conoscenza di un antico tribunale segreto - la Corte di Erebo - e si renderà conto che ogni vampiro non è mai chi dice di essere. Ognuno di loro cela dentro di sé un segreto, spesso inconfessabile.
"Red Carpet" è un libro pungente, intrigante, modaiolo, alternativo, immerso nella storia, con un finale - Asphodel - che ribalterà completamente tutte le carte in tavola.
Come nasce l’idea per questo libro?
Volevo scrivere qualcosa che racchiudesse la maggior parte delle mie passioni: la storia, l’universo fantastico, la moda, le leggende. Aver frequentato Giurisprudenza ha fatto il resto.
Per quanto riguarda "Red Carpet" ho focalizzato la mia attenzione su uno dei miei periodi preferiti (l’Ancien Régime francese e la sua caduta) e da lì sono partita. La scelta di inserire i vampiri è stata quasi obbligata: mi sono innamorata di loro quando a 14 anni ho letto Carmilla di Le Fanu. Per il romanzo che avevo in mente mi servivano protagonisti longevi che potessero muoversi attraverso i secoli, e nessun’altra creatura mi sembrava adatta.
Quale messaggio hai voluto trasmettere e quali tematiche affronti al suo interno?
Esistono ideali e affetti che il tempo non potrà mai cancellare e per i quali si è disposti a sacrificare ogni cosa. Per affetti non intendo soltanto l’amore romantico ma soprattutto quello per il proprio sangue e la propria casa, valori che nel libro sono molto presenti.
La protagonista del romanzo si muove in un mondo glamour e pericoloso. Vestiti alla moda, serate di gala, borse costosissime, auto lussuose, jet privati. La sua vita è un red carpet su cui mettersi in mostra, ma anche dove si viene inesorabilmente giudicati. È un tappeto lungo, insidioso, rosso come il sangue che - volente o nolente - scandisce la vita di Lise. Ed è una passerella che in un momento ben preciso del libro segna una sorta di passaggio per la protagonista, il rischio del tutto e per tutto.
Il red carpet è l’apice dell’apparenza, l’emblema che nel romanzo simboleggia il più recondito sogno dell’uomo: vivere per sempre. È comunque un’arma a doppio taglio. Una volta attraversato, una volta avuto il proprio momento di gloria, il sorriso di circostanza svanisce e si ritorna fare i conti con i propri demoni interiori.
Segue poi, sempre nel 2013, “Asphodel”, il capitolo conclusivo della duologia iniziata con “Red Carpet”. Daccene un assaggio.
Per l’ultimo capitolo della duologia mi sono concentrata di più sulla mitologia e sull’elemento romantico che in "Red Carpet" ho scelto soltanto di accennare. In "Asphode", Ryan avrà un ruolo chiave. L’atteggiamento schivo e riservato che l’ha caratterizzato in "Red Carpet" avrà una spiegazione e il suo passato sarà svelato. Tutto questo, ovviamente, porterà con sé grossi guai a cui Elizabeth dovrà porre rimedio.
L’Elizabeth Scott di "Asphodel" è un’antieroina più matura rispetto a quella del primo romanzo. Il suo caratterino al vetriolo è immutato, ma questa volta si ritroverà a proteggere qualcosa di più importante della carriera: la sua stessa vita. E come se non bastasse dovrà vedersela con una situazione inedita: buttare finalmente la maschera e fare i conti con i suoi sentimenti.
E nel 2014 esce il saggio “I processi a Luigi XVI e Maria Antonietta – Dal trono al patibolo”. Perché un saggio?
L'epoca di Maria Antonietta è una delle mie preferite insieme a quella Tudor in Inghilterra. Tutto è iniziato guardando Lady Oscar da bambina, e da lì non mi sono più fermata!
Negli ultimi tempi ho divorato molte biografie sull’ultima sovrana di Francia. A poco a poco mi sono appassionata alla sua storia e al suo sfortunato destino al punto da volerne sapere sempre di più. Durante gli anni dell’università ho potuto posare gli occhi su documenti di cui ignoravo l’esistenza e lavorare con validissimi professori di grande competenza in ambito storico. Da lì l’intenzione di laurearmi con una tesi di ricerca in Storia del Diritto e approfondire con un saggio i processi degli ultimi sovrani dell’Ancien Régime.
Hai qualche altro progetto in cantiere di cui vuoi metterci a parte?
Ognuno di noi ha un luogo del cuore in cui si sente a casa, in pace. Per me questo luogo è Parigi. Non a caso è proprio a Parigi che ho ambientato il mio prossimo romanzo. Sarà un romance contemporaneo, ma anche un viaggio nei luoghi più suggestivi della capitale francese. Vi anticipo che l’amore romantico la farà da padrone. Sarà una storia un po’ particolare, giocata sul mistero e sulla magia alla "Midnight in Paris" di Woody Allen. Una favola insomma, a cui spero vorrete credere. :)
Titolo e trama saranno svelati nei prossimi mesi mentre la cover, al momento in lavorazione, è a cura di una delle migliori grafiche in circolazione. L'uscita in ebook è prevista per giugno 2015 e sarà la mia prima esperienza di autopubblicazione. Incrocio le dita! :)
È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!
Grazie mille Linda, il piacere è stato mio! Un saluto e un abbraccio sincero a te e ai tuoi lettori. :)
Per seguire Giorgia GIORGIA PENZO - AUTRICE
venerdì 6 marzo 2015
CON UN POCO DI ZUCCHERO di Chiara Parenti
Oggi vi presento il romanzo "Con un poco di zucchero" di Chiara Parenti, autrice che prossimamente avrò l'immenso piacere di ospitare nel mio blog.
Questo è il primo libro che leggo della collana YouFeel - Rizzoli e l'ho trovato adorabile.
SINOSSI: A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 “Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)” una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.
Matteo Gallo vive in Via delle Mimose con la sorella Beatrice e i due nipoti, Gabriele e Rachele, che paragona ad autentici cicloni. Con una storia finita alle spalle e un libro da scrivere cui manca l'ispirazione, il giovane cerca di ritagliarsi una privacy che viene assiduamente minata dai piccoli abitanti di casa.
Un giorno di fine settembre Katie Baker bussa alla porta, in cerca di un impiego come Tata di Gabriele e Rachele. Un paio di occhi verdi come lo smeraldo, una curiosa borsa a forma di papera e una cascata di riccioli biondi a incorniciare un viso vivace e luminoso.
Se Matteo pensava di avere a che fare con due cicloni, si ritroverà a fare i conti con il tornado Tata Katie che travolgerà letteralmente la sua quotidianetà con una verve insolita.
Riuscirà Matteo Gallo a liberarsi di Tata Katie e tornare alla noralità o finirà addirittura per innamorarsene?
L'ambientazione rispetta perfettamente i tempi di una commedia all'americana. Al lettore parrà di stare assistendo alla visione di una pellicola, comodamente seduto in platea. L'autrice lo catapulta nella storia e introduce subito il clima goliardico che lo aspetta. Ho adorato l'entrata in scena della tata: Katie che rincorre un ombrello nel parco di Matteo e lui che resta a guardarla a bocca aperta. E come non lasciarsi deliziare dalla giornata trascorsa al luna park, sbocconcellando zucchero filato e visitando la casa degli orrori? La Parenti mi ha trasmesso e fatto ricordare le stesse sensazioni provate da bambina, non volevo più scendere da quelle giostre.

'E' pericolosa , quella ragazza, io l'ho capito subito. C'è qualcosa dentro di me che mi ha messo in guardia fin dal primo istante. Saranno quegli occhi giganti, il sorriso da squinternata o la luce che emana il suo viso che sembra quasi illuminato dall'interno ... Il fatto è che quando le sono vicino mi sento come se fossi esattamente sulla traiettoria di un tornado. Qualcosa di primordiale mi sale dalle viscere e mi dice che è meglio starle alla larga. E' come se mi mancasse l'aria.'
La caratterizzazione dei personaggi è azzeccata. Abbiamo una protagonista praticamente perfetta, come citava il famoso film della Disney: Katie pratica yoga, è vegetariana, gestisce un blog nel tempo libero, ama divertire e divertirsi, è una ragazza che sa mettersi in gioco e riesce a porsi senza fatica sullo stesso piano dei bambini che accudisce. Il suo caratterino tutto pepe spiazzerà il lettore e lo sorprenderà almeno in un paio di occasioni.
E poi abbiamo Matteo: il classico ragazzo della porta accanto, alla disperata ricerca di una privacy degna di un giovane della sua età; ama attorniarsi di persone che sanno godersi la vita, o almeno questo è ciò che loro credono. Single, in cerca di avventure, nasconde un animo generoso e, lo ammetto, alla fine mi ha conquistato.
Le analogie con il celebre libro e film della Disney "Mary Poppins" sono evidenti: da Via delle Mimose che ricorda Via dei Ciliegi, alle citazioni degli stessi personaggi, dalle nuvole, qui di zucchero filato, alla tata piombata in una famiglia scombussolata per tentare di sanarla e farle riscoprire l'immenso dono che ha proprio davanti al naso ma non riesce a vedere.
Le tematiche trattate sono: la gelosia, la famiglia, la passione, il valore della vita, la trasparenza dei bambini e la loro spontaneità che purtroppo è destinata a perdersi crescendo e, non da ultimo, l'ottimismo, importantissimo ingrediente che non dovremmo mai farci mancare. Attraverso la figura di Tata Katie l'autrice ci lancia un messaggio: abbiamo di fronte una ragazza che la vita ha messo duramente alla prova, che ha tentato di piegare, ma che ha trovato nell'ottimismo e nel sorriso la propria rinascita. Dopotutto, basta solo un po' di colore per spazzare via la malinconia. E il suo messaggio ci giunge forte e chiaro, come un monito che non bisognerebbe mai dimenticare: per quanto la salita ci appaia impervia, per quanto la nostra esistenza attraversi fasi di stallo in cui solo le ombre si specchiano sul sentiero, questa merita di essere vissuta, sempre e comunque.
'I bimbi corrono al parapetto. Li osservo aprire le braccia e spiccare il volo dalla felicità. All'improvviso mi rendo conto che Katie ha ragione, loro davvero si godono il vento che scompiglia i capelli, l'aria pungente della sera, il meraviglioso spettacolo di luci che ci avvolge. Sono qui e ora. Non pensano al passato, non pensano al futuro. Non hanno un Piano. E se fosse davvero questo il segreto della felicità?'
Una particolare menzione ai ringraziamenti inusuali di Chiara Parenti a fine libro che ti fanno uscir di casa di corsa per correre a comprare caramelle, dolci e altre leccornie e un'altra menzione d'obbligo per i post del blog 'Nuvoletta.com': li ho trovati esilaranti.
"Con un poco di zucchero" è la storia di una famiglia che ha smarrito la bussola, è la storia di una ragazza che ha sofferto e si è rialzata, di un amore nato nel modo più improbabile ma destinato a splendere. E' un romanzo colorato, allegro, che ci ricorda i valori importanti della vita. L'autrice in questo è stata geniale a mio avviso, perchè attraverso l'ilarità e i sorrisi è riuscita a dispensare insegnamenti preziosissimi.
Se amate le storie d'amore originali, se amate ridere e divertirvi leggendo, se cercate un'erona fuori dall'ordinario ma non volete rinunciare a un pizzico di romanticismo questo è sicuramente il libro che fa per voi. Lo considero una vera e propria spremuta di buon umore.
Questo è il primo libro che leggo della collana YouFeel - Rizzoli e l'ho trovato adorabile.
SINOSSI: A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 “Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)” una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.
Matteo Gallo vive in Via delle Mimose con la sorella Beatrice e i due nipoti, Gabriele e Rachele, che paragona ad autentici cicloni. Con una storia finita alle spalle e un libro da scrivere cui manca l'ispirazione, il giovane cerca di ritagliarsi una privacy che viene assiduamente minata dai piccoli abitanti di casa.
Un giorno di fine settembre Katie Baker bussa alla porta, in cerca di un impiego come Tata di Gabriele e Rachele. Un paio di occhi verdi come lo smeraldo, una curiosa borsa a forma di papera e una cascata di riccioli biondi a incorniciare un viso vivace e luminoso.
Se Matteo pensava di avere a che fare con due cicloni, si ritroverà a fare i conti con il tornado Tata Katie che travolgerà letteralmente la sua quotidianetà con una verve insolita.
Riuscirà Matteo Gallo a liberarsi di Tata Katie e tornare alla noralità o finirà addirittura per innamorarsene?
L'ambientazione rispetta perfettamente i tempi di una commedia all'americana. Al lettore parrà di stare assistendo alla visione di una pellicola, comodamente seduto in platea. L'autrice lo catapulta nella storia e introduce subito il clima goliardico che lo aspetta. Ho adorato l'entrata in scena della tata: Katie che rincorre un ombrello nel parco di Matteo e lui che resta a guardarla a bocca aperta. E come non lasciarsi deliziare dalla giornata trascorsa al luna park, sbocconcellando zucchero filato e visitando la casa degli orrori? La Parenti mi ha trasmesso e fatto ricordare le stesse sensazioni provate da bambina, non volevo più scendere da quelle giostre.

'E' pericolosa , quella ragazza, io l'ho capito subito. C'è qualcosa dentro di me che mi ha messo in guardia fin dal primo istante. Saranno quegli occhi giganti, il sorriso da squinternata o la luce che emana il suo viso che sembra quasi illuminato dall'interno ... Il fatto è che quando le sono vicino mi sento come se fossi esattamente sulla traiettoria di un tornado. Qualcosa di primordiale mi sale dalle viscere e mi dice che è meglio starle alla larga. E' come se mi mancasse l'aria.'
La caratterizzazione dei personaggi è azzeccata. Abbiamo una protagonista praticamente perfetta, come citava il famoso film della Disney: Katie pratica yoga, è vegetariana, gestisce un blog nel tempo libero, ama divertire e divertirsi, è una ragazza che sa mettersi in gioco e riesce a porsi senza fatica sullo stesso piano dei bambini che accudisce. Il suo caratterino tutto pepe spiazzerà il lettore e lo sorprenderà almeno in un paio di occasioni.
E poi abbiamo Matteo: il classico ragazzo della porta accanto, alla disperata ricerca di una privacy degna di un giovane della sua età; ama attorniarsi di persone che sanno godersi la vita, o almeno questo è ciò che loro credono. Single, in cerca di avventure, nasconde un animo generoso e, lo ammetto, alla fine mi ha conquistato.
Le analogie con il celebre libro e film della Disney "Mary Poppins" sono evidenti: da Via delle Mimose che ricorda Via dei Ciliegi, alle citazioni degli stessi personaggi, dalle nuvole, qui di zucchero filato, alla tata piombata in una famiglia scombussolata per tentare di sanarla e farle riscoprire l'immenso dono che ha proprio davanti al naso ma non riesce a vedere.
Le tematiche trattate sono: la gelosia, la famiglia, la passione, il valore della vita, la trasparenza dei bambini e la loro spontaneità che purtroppo è destinata a perdersi crescendo e, non da ultimo, l'ottimismo, importantissimo ingrediente che non dovremmo mai farci mancare. Attraverso la figura di Tata Katie l'autrice ci lancia un messaggio: abbiamo di fronte una ragazza che la vita ha messo duramente alla prova, che ha tentato di piegare, ma che ha trovato nell'ottimismo e nel sorriso la propria rinascita. Dopotutto, basta solo un po' di colore per spazzare via la malinconia. E il suo messaggio ci giunge forte e chiaro, come un monito che non bisognerebbe mai dimenticare: per quanto la salita ci appaia impervia, per quanto la nostra esistenza attraversi fasi di stallo in cui solo le ombre si specchiano sul sentiero, questa merita di essere vissuta, sempre e comunque.
'I bimbi corrono al parapetto. Li osservo aprire le braccia e spiccare il volo dalla felicità. All'improvviso mi rendo conto che Katie ha ragione, loro davvero si godono il vento che scompiglia i capelli, l'aria pungente della sera, il meraviglioso spettacolo di luci che ci avvolge. Sono qui e ora. Non pensano al passato, non pensano al futuro. Non hanno un Piano. E se fosse davvero questo il segreto della felicità?'
Una particolare menzione ai ringraziamenti inusuali di Chiara Parenti a fine libro che ti fanno uscir di casa di corsa per correre a comprare caramelle, dolci e altre leccornie e un'altra menzione d'obbligo per i post del blog 'Nuvoletta.com': li ho trovati esilaranti.
"Con un poco di zucchero" è la storia di una famiglia che ha smarrito la bussola, è la storia di una ragazza che ha sofferto e si è rialzata, di un amore nato nel modo più improbabile ma destinato a splendere. E' un romanzo colorato, allegro, che ci ricorda i valori importanti della vita. L'autrice in questo è stata geniale a mio avviso, perchè attraverso l'ilarità e i sorrisi è riuscita a dispensare insegnamenti preziosissimi.
Se amate le storie d'amore originali, se amate ridere e divertirvi leggendo, se cercate un'erona fuori dall'ordinario ma non volete rinunciare a un pizzico di romanticismo questo è sicuramente il libro che fa per voi. Lo considero una vera e propria spremuta di buon umore.
'Basta solo saper trovare il lato bello che è in ogni cosa e la vita è molto più piacevole.'
giovedì 5 marzo 2015
Segnalazione - IL BELLO DELLA DIRETTA di Cinzia Giorgio
Oggi vi segnalo un'altra uscita della collana YouFeel - Rizzoli.
Oggi conosciamo più da vicino il romanzo "Il bello della diretta" di Cinzia Giorgio.
Il libro si ispira a “Persuasione” di Jane Austen: dopo “Prime catastrofiche impressioni” e “Cosa farebbe Jane?”, un altro romantico appuntamento con la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”.
SINOSSI: Ognuno di noi ha uno scheletro nell’armadio. Quello di Valentina, coautrice del talk show di punta di Canale Uno, è alto circa un metro e ottanta, ha gli occhi grigio-blu e i capelli castani. È il suo ex Fulvio Valenti. E gli ex, si sa, a volte ritornano. Il guaio è come ritornano. Fulvio non è più il ragazzo bello, povero e semplice che lavorava con il padre, idraulico di fiducia della famiglia di Valentina. Ora è ricco, famoso ed è uno degli anchorman più apprezzati della CNN. I problemi arrivano nel momento in cui Canale Uno decide di assumerlo e di affidargli la conduzione del programma. Sono passati dodici anni da quando Valentina e Fulvio si sono lasciati, e molte cose sono cambiate nelle loro vite. Lei non lo ha mai dimenticato, ma Fulvio come reagirà?
L'AUTRICE: Cinzia Giorgio è dottore di ricerca in Letterature Comparate, con specializzazione in Women’s Studies e in Storia dell’Arte. Scrive recensioni, saggi e romanzi; organizza i salotti letterari dell’Associazione di Studi Umanistici Leussô di Roma e insegna Storia delle Donne all’Uni.Spe.D. Ha anche un sito internet: www.cinziagiorgio.com. Nella collana Youfeel ha pubblicato anche "Prime catastrofiche impressioni" e "Cosa farebbe Jane?"
Oggi conosciamo più da vicino il romanzo "Il bello della diretta" di Cinzia Giorgio.
Il libro si ispira a “Persuasione” di Jane Austen: dopo “Prime catastrofiche impressioni” e “Cosa farebbe Jane?”, un altro romantico appuntamento con la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”.
SINOSSI: Ognuno di noi ha uno scheletro nell’armadio. Quello di Valentina, coautrice del talk show di punta di Canale Uno, è alto circa un metro e ottanta, ha gli occhi grigio-blu e i capelli castani. È il suo ex Fulvio Valenti. E gli ex, si sa, a volte ritornano. Il guaio è come ritornano. Fulvio non è più il ragazzo bello, povero e semplice che lavorava con il padre, idraulico di fiducia della famiglia di Valentina. Ora è ricco, famoso ed è uno degli anchorman più apprezzati della CNN. I problemi arrivano nel momento in cui Canale Uno decide di assumerlo e di affidargli la conduzione del programma. Sono passati dodici anni da quando Valentina e Fulvio si sono lasciati, e molte cose sono cambiate nelle loro vite. Lei non lo ha mai dimenticato, ma Fulvio come reagirà?
Eccovene un assaggio!
[...] Ho uno scheletro nell’armadio. È alto circa uno e ottanta, centimetro più, centimetro meno, ha gli occhi grigio-blu e i capelli castani che incorniciano il viso con vaporose onde. È piuttosto ben messo per essere uno scheletro, è il mio scheletro personale, in poche parole è il mio ex. E gli ex, si sa, a volte ritornano.
Il guaio è come ritornano. Se un giorno si presentasse alla porta di casa un grassone pelato e pieno di tic, giurando di essere stato il nostro ex dodici anni prima, be’, non avremmo grandi rimpianti. Anzi, la sensazione di averla scampata bella ci renderebbe quasi euforiche. Il problema, invece, si pone quando l’ex in questione arriva dopo dodici anni più bello e affascinante che mai. Ora che divoro con gli occhi le foto sul suo sito, ho una morsa allo stomaco. Proprio non mi rassegno che sia diventato una bomba sexy. E pensare che dodici anni fa stavo per fuggire con lui. Era stupendo – purtroppo in questo non è cambiato per niente, anzi forse è persino meglio di prima – ed era il figlio del nostro idraulico. Aveva ventisette anni e lavorava con il padre. Era venuto nella nostra villa sull’Appia perché dovevamo rifare tutto l’impianto idrico. Un lavoro lungo. Era estate e vedere quel pezzo di ragazzo a torso nudo nel mio bagno… be’, mi aveva fatto un certo effetto. [...]
L'AUTRICE: Cinzia Giorgio è dottore di ricerca in Letterature Comparate, con specializzazione in Women’s Studies e in Storia dell’Arte. Scrive recensioni, saggi e romanzi; organizza i salotti letterari dell’Associazione di Studi Umanistici Leussô di Roma e insegna Storia delle Donne all’Uni.Spe.D. Ha anche un sito internet: www.cinziagiorgio.com. Nella collana Youfeel ha pubblicato anche "Prime catastrofiche impressioni" e "Cosa farebbe Jane?"
mercoledì 4 marzo 2015
Segnalazione - VILLA EDEN di Emiliana De Vico
Oggi vi segnalo un'altra uscita della collana YouFeel - Rizzoli.
[...] «La signora Artemisia la aspetta nel salone principale.»
Mi volto da una parte all’altra a cercare il benedetto salone. Potrei seguire le voci ma non ne sento.
«Venga, la accompagno.»
Mi affilo e decido di schiacciare i nodi del tappeto che qualche mano ha stretto con maestria. Sorpassiamo un salotto, piccole alcove arredate con divanetti, statue di granito e mezzi busti. Tende pensanti di broccato alle finestre. In fondo, una porta a doppio battente lascia percepire un certo chiacchiericcio. Il cameriere, che deve avere l’anima da maggiordomo, bussa e apre entrambe le ante, neanche fossi un tir che deve attraversare l’inferno. La luce delicata di mille plafoniere si riversa all’esterno. «Buonasera.» Non so se l’ho pensato o detto. «Scusate, ho dimenticato a casa la maschera. Se qualcuno può prestarmene una sarei…» Una ventina di uomini mi guarda, vestiti di tutto punto, con i completi di sartoria. Li riconosco dalle linee perfette, dai gemelli ai polsini delle camice. Quello che non capisco sono le maschere delle più diverse fatture che velano i volti dei signori. Cerco disperata un volto femminile, ma l’unico che mi trovo dinanzi è quello di Alex… Artemisia. Bello da mozzare il fiato. E quasi nuda tra i veli di chiffon e seta.
«Ecco la nostra invitata speciale. Mi raccomando, signori, lasciatela respirare, è alquanto timida.»
Il mondo si chiude intorno a me e, come una minuscola pietra, mi trovo accerchiata da uno sthonange di uomini. Percepisco il loro movimenti cauti e permetto alle loro labbra di posare un bacio sulla mia mano. A fine serata sarò piena di microbi, penso, sospesa tra l’ilarità e la paura. [...]

L'AUTRICE: Emiliana De Vico vive in un paesino dell’entroterra abruzzese insieme al marito e ai due figli. È laureata in Scienze sociali e lavora presso i Servizi sociali di zona. Appassionata di romance fin dall'adolescenza, ha partecipato a numerosi premi letterari nei quali si è distinta e ha pubblicato sia per l’editore digitale Delos sia in self-publishing, scalando la classifica Amazon.
Oggi conosciamo più da vicino "Villa Eden" di Emiliana De Vico.
Un romanzo che vi ecciterà pagina dopo pagina in un mix esplosivo di
trasgressione, sensualità e amore.
Leggere per credere!
SINOSSI: Nicoletta
è una giovane donna a cui la vita ha tolto l'amore. Per questo o forse per sfida
accetta quell'invito a Villa Eden, luogo di incontri segreti e giochi senza
regole. E scopre di essere la protagonista assoluta della serata, l'oggetto del
desiderio di molti uomini nascosti dietro una maschera e pronti a tutto per
conquistarla. Nicoletta è convinta di non desiderare un simile potere
sull’altro sesso, e di non essere ancora pronta per lasciarsi alle spalle il
dolore del suo passato. Vuole un uomo che la faccia sentire una regina e che
sia disposto a essere soltanto suo. Per sempre. Ma una sensualità prepotente si
risveglia in lei sotto le carezze delicate e virili di un’enigmatica maschera
d’argento… Chi riuscirà a rubarle il cuore e a farle provare ancora le
sensazioni che ha dimenticato da troppo tempo?
Eccovene un assaggio!
[...] «La signora Artemisia la aspetta nel salone principale.»
Mi volto da una parte all’altra a cercare il benedetto salone. Potrei seguire le voci ma non ne sento.
«Venga, la accompagno.»
Mi affilo e decido di schiacciare i nodi del tappeto che qualche mano ha stretto con maestria. Sorpassiamo un salotto, piccole alcove arredate con divanetti, statue di granito e mezzi busti. Tende pensanti di broccato alle finestre. In fondo, una porta a doppio battente lascia percepire un certo chiacchiericcio. Il cameriere, che deve avere l’anima da maggiordomo, bussa e apre entrambe le ante, neanche fossi un tir che deve attraversare l’inferno. La luce delicata di mille plafoniere si riversa all’esterno. «Buonasera.» Non so se l’ho pensato o detto. «Scusate, ho dimenticato a casa la maschera. Se qualcuno può prestarmene una sarei…» Una ventina di uomini mi guarda, vestiti di tutto punto, con i completi di sartoria. Li riconosco dalle linee perfette, dai gemelli ai polsini delle camice. Quello che non capisco sono le maschere delle più diverse fatture che velano i volti dei signori. Cerco disperata un volto femminile, ma l’unico che mi trovo dinanzi è quello di Alex… Artemisia. Bello da mozzare il fiato. E quasi nuda tra i veli di chiffon e seta.
«Ecco la nostra invitata speciale. Mi raccomando, signori, lasciatela respirare, è alquanto timida.»
Il mondo si chiude intorno a me e, come una minuscola pietra, mi trovo accerchiata da uno sthonange di uomini. Percepisco il loro movimenti cauti e permetto alle loro labbra di posare un bacio sulla mia mano. A fine serata sarò piena di microbi, penso, sospesa tra l’ilarità e la paura. [...]

L'AUTRICE: Emiliana De Vico vive in un paesino dell’entroterra abruzzese insieme al marito e ai due figli. È laureata in Scienze sociali e lavora presso i Servizi sociali di zona. Appassionata di romance fin dall'adolescenza, ha partecipato a numerosi premi letterari nei quali si è distinta e ha pubblicato sia per l’editore digitale Delos sia in self-publishing, scalando la classifica Amazon.
martedì 3 marzo 2015
Segnalazione - TE' NERO, VANIGLIA E BACI ALLO ZENZERO di Elisabetta Motta
Oggi vi segnalo un'altra uscita della collana YouFeel - Rizzoli.
[...] Emma sparì nel laboratorio per tornare qualche minuto più tardi con un vassoio sul
quale aveva disposto una teiera fumante, due tazze, una per il tè e l’altra più piccola con la panna cotta. Sul piattino di quest’ultima c’erano gli immancabili petali di rose. Posò il vassoio sul tavolino, guardò il cliente e sorrise con aria compiaciuta. Lui allungò la mano verso la teiera bollente.
«Attento! Può scottarsi!» lo mise in guardia. Fu in quel momento che Emma realizzò di avere davanti una persona non vedente. Quel bel ragazzo era cieco! Scosse la testa, incredula. «Oh, mio Dio! Mi scusi» mormorò. «Aspetti, faccio io.»
«Tranquilla. Non si preoccupi. Sento il calore della teiera.» Lui le regalò un altro dolce sorriso.
Emma fu pervasa da un improvviso senso di colpa per essere stata impaziente e avere espresso un giudizio affrettato su quell’uomo. [...]
Questa settimana conosciamo più da vicino "Tè nero, vaniglia e baci allo zenzero" di Elisabetta Motta, di cui prossimamente posterò anche la recensione.
Una storia d'amore intensa come una miscela di tè nero e dolce come una
mousse alla vaniglia.
Cosa aspettate a regalarvelo?
SINOSSI: “Pannacotta Dreaming” non è una sala da tè come ce ne sono tante a Roma. È
un luogo intimo e curato dove i clienti possono sorseggiare infusi pregiati in
tazze di porcellana, gustare i dolci più deliziosi e acquistare meravigliosi
bouquet di fiori. L’intraprendente Emma ha infatti saputo unire le sue abilità
di pasticciera alla passione per i fiori, dando vita a un bistrot unico e
indimenticabile per chi vi trascorre qualche ora di relax. Tra i tanti clienti
che iniziano a frequentare il locale c’è Alex Giordani, un compositore di
musica lirica a cui la vita ha donato di vedere con il cuore laddove i suoi
occhi non riescono a farlo. Per Emma innamorarsi di lui è inevitabile, per Alex
pensare a un futuro con lei è complicato. Forse è più semplice restare nei
confini sicuri di ciò che si conosce già molto bene. Ma il cuore ha le sue
ragioni che la ragione non conosce…
Eccovene un assaggio!
[...] Emma sparì nel laboratorio per tornare qualche minuto più tardi con un vassoio sul
quale aveva disposto una teiera fumante, due tazze, una per il tè e l’altra più piccola con la panna cotta. Sul piattino di quest’ultima c’erano gli immancabili petali di rose. Posò il vassoio sul tavolino, guardò il cliente e sorrise con aria compiaciuta. Lui allungò la mano verso la teiera bollente.
«Attento! Può scottarsi!» lo mise in guardia. Fu in quel momento che Emma realizzò di avere davanti una persona non vedente. Quel bel ragazzo era cieco! Scosse la testa, incredula. «Oh, mio Dio! Mi scusi» mormorò. «Aspetti, faccio io.»
«Tranquilla. Non si preoccupi. Sento il calore della teiera.» Lui le regalò un altro dolce sorriso.
Emma fu pervasa da un improvviso senso di colpa per essere stata impaziente e avere espresso un giudizio affrettato su quell’uomo. [...]
L'AUTRICE: Sono nata a Catanzaro ma vivo a
Roma da molti anni. Subito dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere
Moderne, conseguita nel 1990, ho incominciato a lavorare come traduttrice
letteraria per Abramo Editore e successivamente è iniziata la mia lunga
collaborazione con le riviste Intimità e Love Story, un’esperienza che continua
ancora oggi, affiancata di recente da quella di autrice di racconti pubblicati dai
due settimanali. Dal 2008 è iniziato il mio rapporto professionale con
Harlequin Mondadori per cui ho tradotto parecchi romanzi, in particolare della
collana Jolly.
Sono sposata, ho due figli e amo
viaggiare. Sono proprio i luoghi che visito e le persone che conosco a ispirare
i personaggi e le storie che scrivo.
lunedì 2 marzo 2015
INTERVISTA A ALEXIA BIANCHINI
Grazie della gentile accoglienza. Sono mamma di tre pargoli,
amante del mondo fantastico in tutte le sue sfaccettature, dai libri, ai film,
ai fumetti, all’arte… interessata a esplorare ogni sottogenere, sia come
autrice che come lettrice.
Scrivo da molti anni e ho partecipato a molti concorsi per
racconti.
Ho lavorato come editor, curatore editoriale e sono un
grafico.
Mamma di tre
bellissimi bambini, l’impiego come insegnante di scrittura creativa presso la
biblioteca comunale, sei anche Editor e Curatrice di collana. Come si è accesa
in te la scintilla della scrittura e dove trovi il tempo per dedicarti a essa?
Ammetto che ultimamente il mio tempo si è ridotto
drasticamente perché sono molto impegnata con il lavoro, ma cerco di
ritagliarmi almeno 4 ore settimanali per la scrittura.
Credo che il mio bisogno di scrivere sia una necessità
scaturita dalla mia troppa fantasia, che esplode con qualsiasi pretesto. Però
sono timorosa e ho sempre paura che i miei racconti non siano all’altezza di
essere divulgati, ed è per questo che ho cercato in questi anni di mettermi
alla prova, di scrivere diversi generi.
Attualmente gestisci
una rubrica dedicata ai telefilm all’interno del web-magazine ‘True Fantasy’ e
sei anche grafico e co-ordinatore del marketing in una multinazionale. Come
nasce una tua cover?
Un’immagine vale più di mille parole, e quando ne trovo una
accattivante, la elaboro, la modifico, cercando il taglio giusto. Poi lavoro
sul lettering, che regala spessore allo sfondo… anche perché è più importante
di quello che si pensa… se si sceglie il font sbagliato si rovina la cover.
Sei autrice di
romanzi horror, fantasy e weird. Come nasce questa predisposizione per questi
generi letterari?
Il genere fantastico ti permette tramite la metafora di
connetterti al lettore attraverso una dimensione diversa, aprendo canali
inimmaginabili.
Il fantasy ti permettere di viaggiare con la fantasia, ma
non è solo un genere di evasione, poiché celate fra le righe ci sono molti
messaggi intrinsechi.
L’horror invece è capace, anche se molti non ci credono, di
combattere le proprie paure. Un po’ come facevano le fiabe anni fa, storie
inventate per gli adulti, utili ad affrontare le ansie.
La sci-fi mi ha sempre affascinato perché più di altri
generi abbina cultura e fantasia, e in molti dei suoi sottogeneri sbircia al
futuro.
Il weird è un genere in continua evoluzione, il più seguito,
sebbene il lettore non se ne renda conto, perché vincolato al mistero, a ciò
che non comprendiamo, e che quindi ci affascina. E se fino a qualche anno fa il
weird raccoglieva storie di creature soprannaturali, oggi è più legato a storie
sulla mente umana, una delle poche cose di cui si ignora ancora moltissimo.
Sei stata direttore
del web-magazine ‘Fantasy Planet’, curatrice editoriale per le case editrici
Ciesse e Lite Edition. Fai anche parte della squadra che compone ST-Books,
nuovo marchio editoriale della GDS nato dal sito di Scrittevolmente.com. E sei
stata direttrice editoriale della casa editrice La Mela Avvelenata. Quale di
queste esperienze ti ha più stimolato?
Di sicuro il curatore editoriale. Gestire le antologie con
più racconti, mi ha dato moltissimo, a livello umano e anche come autrice.
Lavorare in squadra lo trovo appagante. Quando un progetto nasce da più menti è
un successo assicurato.
Hai pubblicato
racconti e poesie, poi inserite in antologie di varie case editrici, tra cui
ricordiamo anche Delos e GDS. Quale di questi due generi senti più nelle tue
corde e perché?
Per me la poesia è legata a un’istante, un pensiero… L’emozione
prende forma e necessita di essere ricordata. Ma difficilmente ne sento
l’appartenetenza… le poesie sono come foglie al vento.
Invece per me i racconti sono la massima espressione della
scrittura.
Il tuo esordio
avviene con il romanzo “Scarn, la nuova era dei vampiri” (Linee Infinite), poi
revisionato e pubblicato in e-book con il titolo “Ambra, i sospiri dei
mezzosangue”. Di cosa si tratta?
È un romanzo urban, ma con un’ambientazione
post-apocalittica.
In un futuro non molto lontano, un gruppo ristretto di
vampiri ha deciso di rivendicare la supremazia della razza, e ha attaccato
l’uomo, sterminando quasi tutta la specie umana.
Gli Anziani, vampiri che hanno salvaguardato l’equilibrio
fino a quel momento, riescono a intervenire, creando rifugi, ma l’uomo
abbandona per sempre la vita di un tempo.Mentre i sopravvissuti vivono in rifugi sotterranei, la
Natura riprende possesso del mondo… i vampiri non sono in grado di gestire la
situazione. A distanza di anni una coppia di vampiri concepisce una bambina
umana e forse questa creatura sarà la risposta per evitare la distruzione di
entrambe le specie.
Seguono romanzi come
“L’Ordine delle sette spade” , “A.Z.A.B. alla zombie are bastard”,
“Reanimator”, “Eventi Bizzarri” e “Il Mondo dei Soffi Ardenti”. Alcuni di
questi sono scritti a quattro mani. Quale consiglio daresti agli esordienti che
vogliono cimentarsi in questo tipo di stesura?
Umiltà, pazienza. Scrivere a più mani non è semplice dal
punto di vista psicologico, perché bisogna condividere un sogno. Dal punto di
vista pratico può essere un vantaggio, ma va studiato il progetto e va
alternata la stesura del romanzo.
Nel 2011 pubblichi il
romanzo dark-fantasy per ragazzi “Minon”
(Ciesse Edizioni) in collaborazione con Fiorella Rigoni e, nel 2012, il romanzo
distopico “Io vedo dentro te”. Daccene un assaggio.
"Minon" è un dark fantasy per ragazzi. A detta di chi lo ha
letto ricorda un po’ Buffy, che io ho seguito, e che invece non è mai stato
visto da Fiorella.
Una ragazza, molto particolare e asociale, passa la sua vita
fra banchi di scuola e a caccia di spettri.
"Io vedo dentro te" è un romanzo distopico dove, in un futuro non
molto lontano, sono nati dei giovani con il potere di vedere nei ricordi delle
persone e quindi tutto il sistema giudiziario viene modificato.
Loro vedono: loro giudicano.
E, nel 2014, esce
“Cronache infernali” con Dunwich Edizioni. Cosa troveranno i lettori al suo
interno?
Un gotico, un rosa, un urban, un romanzo storico, un horror…
insomma, devo dire di aver contaminato oltre ogni limite, ma ne è valsa la
pena.
Avete mai pensato al futuro dopo la nostra dipartita? E se
dopo la Morte i buoni non venissero premiati come ci hanno raccontato? E se
finissimo all’Inferno?
Come nasce l’idea per
questo romanzo?
L’Inferno è per me un mondo parallelo, così saturo di angoli
oscuri da potermi sbizzarrire. E molte domande emergono al solo pensiero di
cosa ci sia nell’Aldilà.
Quale tematiche
affronti in “Cronache infernali” e quale messaggio vuoi lanciare?
Le tematiche della discriminazione, dell’odio,
dell’ingiustizia, della rivincita, dell’importanza di combattere per le proprie
ideologie. La vendetta trascina la protagonista attraverso lo spazio e il
tempo, ma sarà il tempo a sanare la sua anima ferita.
Hai qualche progetto
in cantiere di cui vuoi metterci a parte?
Il seguito di "Cronache Infernali" e un romanzo cyberpunk
horror postapocalittico.
E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo.
E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo.
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