venerdì 17 gennaio 2014

LE STREGHE DI DOMINIQUE di Marisa Saccon

Oggi vi presento un romanzo che si è infilato in punta di piedi nel mio cuore e si è ritagliato un angolo incancellabile nella mia memoria. Sto parlando del bellissimo romanzo di Marisa Saccon "Le streghe di Dominique".


 
QUARTA: Rue Dominique, un quartiere della Marsiglia anni '60 e il fermento vitale di nuove generazioni che crescono e si affacciano al mondo. Un mondo che è una strada, un campetto da calcio improvvisato, un gruppetto di ragazzi e ragazze che cominciano a sperimentare l'ebbrezza nuova, l'intensità conflittuale, il sapore forte di passioni e sentimenti. Rue Dominique sembra improvvisamente scossa da un evento imprevisto: l'arrivo di Estebanah, la ragazza venuta da lontano, capace di ammaliare come le fate e sedurre come le streghe. Estebanah, il controaltare e l'antagonista involontaria della bellissima "strega" Rachele, la regina indiscussa del quartiere. Rue dominique non sarà più la stessa strada, così come non sarà più lo stesso nessuno dei personaggi, chiamati ad uno ad uno al difficile e drammatico cammino verso la maturità, l'identità, un posto nel mondo. Un percorso dilemmatico che, così come accade nella realtà, per alcuni sfocerà nella "scelta criminale". Le "Streghe di Dominique" è un romanzo che alterna un crudo realismo narrativo a momenti di intensità poetica, le inquietanti atmosfere del noir all'analisi psicologica più sottile. Un romanzo a tutto campo.




Il libro si apre con un condominio, il suo colore giallo canarino spicca tra le tinte pastello delle abitazioni adiacenti. Ci troviamo nella periferia di una Marsiglia del 1954, in un quartiere chiamato Rue Dominique, dove i ragazzi ingannano il tempo rincorrendo un pallone nei campi o chiacchierando appollaiati sui muretti.
Il condominio con i suoi quattro piani è il cuore pulsante del romanzo, qui si intrecciano le vite dei personaggi che andremo a conoscere e dei quali non potremo più fare a meno. Come non affezionarsi a Babet? La timida e incompresa ragazzina che vive sulle nuvole, protetta dall'involucro dei suoi sogni e dal fratello Jacques. Come non intenerirsi di fronte a Omar? Il ragazzino grassottello dal cuore buono, che sogna il mare e vive soffocato dall'egoismo della madre onnipresente. Come dimenticare i fratelli Gerard e Paul, il leader del gruppo, Pierre, che nasconde, sotto la ruvida scorza, un animo gentile ma troppo volubile? E non posso non citare Rachele, la perla del condominio, la bella e dannata, il sogno proibito del gruppo. La strega dai capelli di sole e gli occhi di ghiaccio.
Insieme, sono un gruppo eterogeneo ed equilibrato che verrà messo a soqquadro dall'arrivo della bella e sfuggente Estebanah, un nome misterioso come il suo passato, come il suo futuro, come la magia che la attornia e il potere che emana, un potere che darà del filo da torcere a Rachele e, si sa, due streghe non posso coabitare sotto lo stesso tetto.





'Sapeva che l'unica via di scampo per quelli come lei, era diventare invisibile, tornare nel suo mondo senza legami nè radici, dove avrebbe potuto dividere briciole di vita e di momenti solo con compagni di avventura di un attimo, che non le avrebbero chiesto niente e dai quali lei niente si sarebbe aspettata. Altri esseri invisibili come lei che avrebbe sfiorato e dai quali si sarebbe lasciata solo sfiorare senza lasciarsi reciprocamente vuoti, ferite, segni, parole o sguardi che incantenano, che distruggono o che rendono schiavi.'









Il romanzo racconta la storia di questi ragazzini e delle loro famiglie attraverso il mutare delle stagioni, ci mostrerà come il tempo plasma i caratteri e, a volte, precipita i destini nel vuoto delle scelte sbagliate.
Ma "Le streghe di Dominique" non è solo un romanzo corale, è un romanzo con la R maiuscola, un noir sconvolgente che ti rapisce con l'assenza di capitoli, ti spinge a girare pagina e a non riuscire a staccartene e ti ritrovi a tifare, ora per l'uno ora per l'altro personaggio, a seguire i suoi sogni e le sue vicissitudini, a temere per la vita di questi ragazzi schiacciati da ansie e paure. E, una volta chiuso il libro, ti resta quel retrogusto dolce-amaro che profuma di nostalgia.







'A volte le catene sembrano di zucchero. Non ti lasciano per la vita. Le confondi con altre cose e non riesci a riconoscerle mai.' 








Sono tante le emozioni che questo romanzo ha risvegliato in me, prima su tutte la malinconia del tempo che scorre imperterrito, dei sogni e le speranze di una gioventù destinata a bruciarsi con il fuoco dei propri ideali.
La scrittura della Saccon è fluida, mai stancante, particolare, intervallata da riflessioni che ci fanno entrare dentro la testa dei personaggi e vivere con loro gioie e paure, trionfi e miserie.
I temi trattati nel romanzo sono innumerevoli: la solitudine, l'invidia, il delicato rapporto genitori-figli e fratelli-sorelle, il crimine, il bisogno di appartenenza , l'abbandono, l'insoddisfazione e il cambiamento.


 


'A vent'anni i giovani della saggezza non sanno che farsene. A vent'anni ti manca una donna, un sogno, una stella da catturare nelle mani sempre aperte.' 










Un romanzo che affronta e scava dentro di noi e dentro i protagonisti, mostrandoci fronte e retro di una medaglia apparentemente dorata, una cartolina agrodolce di una società che inevitabilmente ci piega se non prestiamo attezione e non poniamo dei paletti.


Un romanzo da divorare, da leggere e da rileggere. Un grande affresco con un'intensa morale, un romanzo per tutte le età e, a mio parere, interessante anche dal punto di vista didattico.

' ... perchè sei diversa, sai ammaliare come le fate e sedurre come le streghe ...'

mercoledì 15 gennaio 2014

L'artista che c'è in te - INTERVISTA A GEMMA ANNA SERGI

Per il quarto appuntamento con la rubrica mensile "L'artista che c'è in te" ho deciso di dare spazio anche a chi si dedica alle 'letture interpretative' degli estratti di un romanzo, altro punto essenziale per una buona pubblicizzazione.
Oggi è il turno di Gemma Anna Sergi che ho avuto l'occasione di conoscere grazie a una meravigliosa lettura per il mio ultimo romanzo "Il profumo del sud". Ho scoperto così un'artista eccezionale che merita senza dubbio ampio spazio e che, sono certa, vi conquisterà.
Andiamo a conoscerla meglio! 



Ciao Gemma, benvenuta nel mio blog. Tre aggettivi per definirti. 

Ciao Linda! Grazie!
Tre aggettivi? Vediamo un po’… credo che sognatrice, creativa e tremendamente testarda siano quelli che mi definiscano meglio.


La maturità scientifica, la laurea in Conservazione dei Beni Culturali e, ora, la frequentazione del corso di Archeologia alla Seconda Università di Napoli. Perchè l’archeologia?

-        Perché nutro un amore fortissimo verso tutto ciò che è antico. Devo studiarlo, devo capirlo, sono letteralmente affascinata dalla storia delle civiltà ed incantata da ciò che l’uomo ha realizzato nel corso dei secoli e che è giunto fino ai nostri giorni. E’ un “pallino” che ho sempre avuto, sin da quando ero piccola.

Sei anche un’appassionata scrittrice. Raccontaci qualcosa di questa tua attitudine.

-        Sono una persona dalle mille passioni, in verità, ognuna delle quali ruota attorno alla creatività. Quella per la scrittura è andata rafforzandosi, insieme ad altre, con gli anni; alle scuole elementari già ero solita scrivere, ma non spesso. Principalmente si trattava di piccole poesie scritte in brevi ritagli di tempo; ora, invece, non posso farne a meno: scrivo di giorno, di notte, in casa, all’università, in auto (non quando guido io!), in treno…ed in ogni momento potrei trovare l’ispirazione per una nuova storia o per un determinato  passo. Anche in sogno.



Nel tempo libero ti dedichi anche al disegno  e sul sito ‘Deviantart’ curi la tua pagina personale: http://ethlyn.deviantart.com/ dove si possono ammirare le tue creazioni. Cosa significa per te ‘disegnare’ e cosa innesca in te l’ispirazione?

-        Ho riscoperto l’amore per il disegno di recente, dopo averlo trascurato durante gli ultimi anni di liceo e dell’università. Disegnare per me significa trascorrere del tempo con me stessa, immersa nella quiete e lontana dalla frenesia quotidiana; è come se il mondo intero si fermasse e mi permettesse di ritrovare un mio equilibrio. Seguire il tratto della matita sul foglio, le sfumature che si creano man mano che il disegno va definendosi, ha il potere di rilassarmi più di ogni altra cosa. Sarei capace di trascorrere ore intere con una matita in mano! E anche in questo settore l’ispirazione può giungere all’improvviso: un paesaggio, una particolare situazione, persone... anzi, personaggi! Personaggi di film o telefilm, principalmente. In questo caso sono gli sguardi di un determinato personaggio in un determinato momento a colpirmi maggiormente. E’ qualcosa di istantaneo: lo vedo, ne resto colpita, devo riprodurlo. E non importa quanto tempo occorrerà per farlo.

L’amore per la letteratura  ti ha condotta verso l’affascinante mondo del doppiaggio. Quando si è accesa la scintilla? 

-        La scintilla si è accesa con il primo film seguito  in lingua originale, ovvero “La Compagnia dell’Anello”, primo capitolo della trilogia “Il Signore degli Anelli”. E’ stato il mio primo dvd (prima c’erano le videocassette…) e grazie ad esso, dal momento che conteneva anche la versione in lingua originale del film, ho cominciato ad interessarmi al doppiaggio. La prima cosa che mi ha colpita di quel mondo è stata la capacità dei doppiatori di rendere perfettamente e trasmettere al pubblico certe emozioni e sensazioni attraverso la voce. Un attore si prepara ad interpretare un personaggio, lo studia, ci convive per mesi…e ha l’ausilio del corpo, che non è un dettaglio da poco. Un doppiatore ha come strumento semplicemente la propria voce ed è questo che mi affascina più di ogni altra cosa.

Questa tua passione ti ha portata a studiare dizione presso il Centro Studi ‘Help!’, dove ti sei approcciata alla ‘lettura interpretativa’. Raccontaci qualcosa di più su questa disciplina e su quest’esperienza.

-         Esatto. Con il tempo ho imparato ad apprezzare sempre di più i “lavori di voce” (doppiaggio e canto soprattutto) e ho cominciato a cimentarmi anche io, in modo amatoriale, in qualche doppiaggio o canzone. Presto, però, mi sono resa conto che per questo genere di cose un corso di dizione è indispensabile! Così, quando un’amica mi ha parlato del Centro Studi “Help!” ho colto l’occasione e mi sono iscritta al corso. Lì sono entrata in contatto anche con un altro tipo di lavoro con la voce, la lettura interpretativa. Inizialmente…non riuscivo a capirla, lo ammetto: non capivo come dovessi leggere i vari brani che mi venivano sottoposti ed ogni volta che provavo a leggere qualcosa…per quanto mi sforzassi, ne veniva fuori sempre una lettura piatta. Questo finché non mi sono imbattuta, su YouTube, nella registrazione di alcune letture delle Lettere di Ted Hughes interpretate dall’attore britannico Richard Armitage. Ricordo di essermi commossa, ad un certo punto, e di aver capito in quel preciso istante il vero significato e lo scopo di una “Lettura interpretativa”: vivere e far vivere quel determinato momento e rendere reali, per chi ascolta, precise emozioni o stati d’animo. Sembra una sciocchezza, eppure metterlo in pratica non è affatto facile! Ma, come ho detto prima, quando voglio so essere incredibilmente testarda e passo dopo passo, lettura dopo lettura, grazie anche alla pazienza e alla competenza del mio insegnante…mi sono appassionata anche a quel settore.

All’inizio si è trattato di ‘fandub’ amatoriali, visibili sulla piattaforma di Youtube(http://www.youtube.com/user/MirielArwenHelyanwe) e su quella di Vimeo (http://vimeo.com/miriel) ma, dal settembre 2013, questa passione si è trasformata in una vera e propria collaborazione con la Butterfly Edizioni, per la quale realizzi letture molto suggestive e particolari. Come ti trovi in questa nuova realtà?

-        Innanzitutto, ti ringrazio! E’ una realtà nuova per me, una realtà che mi piace ogni giorno di più ed in cui ho trovato un mio spazio. Non sarò mai abbastanza grata ad Argeta Brozi, direttrice della Butterfly Edizioni, per aver riposto tanta fiducia in me e nelle mie letture. Certo, sono ancora agli inizi e c’è ancora molto da migliorare, ma sapere che c’è gente che già da ora apprezza questi miei lavori mi dà un’enorme soddisfazione e spero che questa collaborazione continui a lungo.

Come ti prepari a una lettura? Come la approcci per renderla al meglio?

-        Come prima cosa mi informo sulla trama del libro da cui il brano è tratto, per capire bene che tipo di brano è; lo leggo una prima volta e, in base alle emozioni che mi trasmette, mi metto alla ricerca di una traccia musicale da utilizzare come sottofondo per la lettura. Non è sempre semplice trovarne uno adatto, perché deve essere un brano in grado di suscitare in me le stesse sensazioni del testo scritto. Successivamente, tenendo conto anche dei tempi della traccia musicale, proseguo con la definizione della lettura: intonazione, pause, velocità…anche parola per parola. Infine, dopo aver provato diverse volte, accendo il microfono e procedo con la registrazione della lettura e con il montaggio sulla base musicale.

Vuoi lasciare qualche tuo recapito per chiunque voglia contattarti?

-        Con piacere! 
      L’indirizzo di posta elettronica: morea.giove@hotmail.it 
      Il mio account su Facebook: https://www.facebook.com/gemmamiriel.sergi


Hai qualche progetto in cantiere di cui vuoi parlarci?

-        Parlando di scrittura, c’è un progetto che ho in cantiere da anni: un romanzo fantasy al quale sto lavorando da Ottobre 2009 e che ho intenzione di proporre, un giorno, quando sarà ultimato, per la pubblicazione.
Se parliamo di letture, invece…restate sintonizzati sulla pagina e sul canale Youtube della Butterfly Edizioni! Potrebbe essere in arrivo qualche novità..

E’ stato un vero piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per tutto!

-        Ma grazie a te, Linda! Il piacere è stato mio!


      Ti auguro davvero il meglio, per salutarti lascio ai lettori del blog alcune delle tue letture confezionate per la Butterfly Edizioni, ma non saranno le uniche perciò continuate a seguire Gemma, ne vale la pena, ma lascio a voi il giudizio finale!
      Buon ascolto!



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domenica 12 gennaio 2014

INTERVISTA A ROBERTO BALDINI




Ciao Roberto, benvenuto nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.
 Che dire? Odio le domande aperte… :P Scherzi a parte, ho circa una trentina d’anni, amo scrivere e leggere, occupano grandissima parte della mia giornata! Da buon modenese adoro i motori, leggo manga e ascolto musica sempre! A parte quando dormo… Leggere e scrivere senza musica? No way!

La tua passione per la letteratura ha radici profonde. Parlacene. Com’è stato il primo approccio, quando hai sentito in te il desiderio irresistibile di prendere in mano la penna e scrivere?
Molto profonde. Sono sempre stato un ragazzo creativo, mi piaceva disegnare, dipingere, assemblare robot e auto, scrivere… Le prime cose le ho abbozzate verso i quindici anni, racconti del terrore, libri di fantascienza, persino una canzone… Poi, un giorno, deluso da una storia d’amore che mi aveva coinvolto, ho deciso di scrivere un breve racconto d’amore. Quel racconto è diventato "Chapter Love", il mio primo romanzo, un totale di 77 capitoli e 477 pagine… Da lì in poi, chi si è più fermato? A oggi ho scritto circa 730 capitoli e ideato circa 200 personaggi… Senza contare le 500 recensioni e il centinaio d’interviste sul mio blog…

Ti diletti in racconti sin dall’ adolescenza, spaziando tra horror, fantascienza e amore. Quale il genere che più ti caratterizza?
Amore, sempre e comunque. Lo sfondo può essere di vario genere: una storia tra i banchi di scuola, un amore più maturo, una storia di spionaggio, un fantasy, un noir… Però il sentimento deve esserci, altrimenti non so davvero che scrivere…

Curi personalmente il blog ‘Il giornale di Roberto Baldini’. Quali servizi offri nello specifico?
Sì, sono l’unico admin e scrivo io personalmente ogni post. Mi occupo di recensioni, racconti di presentazioni e reading, interviste agli autori e interviste speciali. Cosa sono? Semplice, intervisto i protagonisti dei romanzi. E faccio anche interviste doppie tra protagonisti oppure tra protagonista e autore, sono divertentissime! Tutto questo al modico prezzo di … nulla! Non ho mai chiesto alcun compenso e mai lo farò.

Hai creato anche numerosi gruppi sul social network Facebook: che vantano un rilevante numero di iscritti. Parlacene.
Vero,  “La biblioteca di Roberto B.” e “Le recensioni di Roberto B.” contengono i link delle recensioni ai libri che ho letto e comprato.
“Le interviste di Roberto B.” e “Le interviste speciali di Roberto B.” radunano le interviste agli autori che leggo e ai loro personaggi.
“Amici & Scrittori” e “Il salotto letterario di Roberto B.” sono due spazi in cui conoscersi, confronatsri, pubblicizzarsi, parlare della nostra grande passione!
Chiunque voglia partecipare a queste pagine è e sarà sempre il benvenuto!

E ti occupi anche di recensioni sul sito Sololibri.net. Com’è nata questa iniziativa?
Come tutte le cose più belle (incluso l’averti conosciuta) per caso! Sono capitato sul sito e ho letto che si potevano inviare recensioni. Ho scritto la mia PRIMA, Dune di Frank Herbert. L’hanno accettata e ho continuato, e continuato… Attualmente è stata pubblicata la mia recensione numero 408.

Assieme alla direttrice della Butterfly, Argeta Brozi, dirigi il programma radiofonico su C-You Tv “Carezze d’inchiostro”. Raccontaci di questo progetto dedicato agli autori.
Un progetto meraviglioso! Ho conosciuto Argeta per caso (appunto…) al Buk di Modena. C’erano lei e un’altra splendida persona, Nadia Boccacci. Ho iniziato a leggere i libri della Butterfly, quindi Argeta mi ha intervistato (stupendo!) e da cosa nasce cosa, siamo arrivati alla proposta di farle da regista. E ho accettato con entusiasmo! Abbiamo iniziato da poco la nuova stagione e spero finisca il più tardi possibile!

Nel 2009, pubblichi il tuo primo romanzo “Chapter Love”. Daccene un assaggio.
Volentieri! Si tratta di una storia d’amore tra i banchi di scuola. Ecco a voi l’inizio.
'La camera era ordinata, o meglio era un po’ meno in disordine del solito. V’era un’atmosfera così tesa che si poteva tagliare col coltello. Lei era seduta sul piumone, con le mani sulle gambe e lo sguardo timido. Lui era in piedi, un blocco unico quasi incollato alla moquette della stanza. Lei cominciò a spogliarsi..lentamente. Il primo bottone della camicetta di seta azzurra si sfilò dolcemente dall’asola, e così il secondo ed il terzo, il quarto.. Il reggiseno di pizzo lasciava intravedere le curve acerbe della ragazza. Keith si avvicinò a lei, aveva un dolore fortissimo al petto....Un momento...ora era la testa a far male..la testa?!
“Ahia! Che botta.”
Keith era tornato alla realtà, in un modo un po’ brusco forse. L’avanzare del sogno lo aveva fatto avanzare anche nella realtà, solo che invece del morbido corpo di Venus aveva trovato il duro ripiano del comodino.
“Cominciamo bene”.
L’estate era  appena finita, un’estate piena di buoni propositi e di avventure, ma se erano andati male i primi, delle seconde ve n’era soltanto qualche traccia, e per di più non proprio da ricordare. Di solito gli studenti sono tristissimi il primo giorno di scuola, ma Keith aveva un motivo per avere quel sorriso in volto: poteva rivedere Venus.' [...]

E un altro pezzo, un po’ più avanti nella storia.

'“A proposito com’é andata la finale?”
“Benissimo! Abbiamo vinto 3 - 0! Se fossi stato più in forma avremmo vinto prima e non mi sarei perso una nota del tuo concerto.”
“Vuoi dire che hai giocato con la febbre? E dopo sei corso da me sotto la pioggia?”
“Beh mi dispiaceva deludere gli altri ma avrei dato la vita per non deludere te.”
Gli occhi di Venus si stavano inumidendo. S’alzò di scatto dalla sedia, prese il viso di Keith tra le calde mani e lo baciò. Non tra la guancia e la bocca come la prima volta. Questa volte le labbra si toccarono e si chiusero in un bacio d’amore. No, Venus non aveva avuto l’istinto della crocerossina. Quando le labbra si staccarono il viso di Venus era inondato di lacrime.
“Stupido. Mi hai fatto preoccupare. Temevo di perderti.”'  [...]

Nel 2013, i tuoi racconti sono inseriti in un numerose antologie:  “Impronte d’amore”, “Ops, che figura!” “Condividi un’emozione”, “8 Note d’Amore” e “Qui dove camminano gli angeli”. Come nascono i tuoi racconti?
Wow, non m’ero accorto d’esser stato così prolifico! Scherzi a parte, amo le sfide e mi cimento in qualsiasi tipo di racconto, che sia divertente oppure tratti una tematica seria. Mi metto alla prova, è uno stimolo immenso per me e non smetterei mai.
L’idea nasce come se dovessi scrivere un libro, solo mi fermo prima, tutto qui. Per il resto la passione e la voglia sono le medesime.

E nel 2013, pubblichi il tuo secondo romanzo “A proposito di noi”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?
La mia gioia per esser riuscito a pubblicare un libro a cui tengo molto. “A proposito di noi” parla d’amore ma non si ferma al “vissero felici e contenti…” Parla dei problemi dell’amore, delle gelosie, della convivenza, la mancanza di soldi, le tentazioni. La storia parte dagli anni del liceo e si protrae sino alla soglia dei trent’anni, passa dai compiti in classe delle superiori agli esami universitari fino a giungere nel mondo del lavoro. 


http://www.ibs.it/code/9788898410644/baldini-roberto/a-proposito-di-noi.html

  

Com’è nata l’idea per “A proposito di noi”?
Mi ero stancato di leggere storie di centinaia di pagine che si chiudevano con un bacio e via… Ho voluto parlare d’amore attraverso le meravigliose sensazioni, il primo bacio, la prima volta, le prime palpitazioni. Ma ho voluto affrontare i problemi che affrontiamo nel quotidiano. Problemi che devono essere affrontati perché fuggire non porta a nulla. Mai…

Hai qualche progetto futuro di cui vuoi metterci al corrente?
Voglio scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere!
Questa passione deve diventare il mio lavoro. Anzi, il mio gioco, perché quando fai ciò che ami non lavori, ma giochi! E continuerò a leggere, non potrei mai smettere…

E’ stato un piacere immenso ospitarti nel mio blog e mi auguro di conoscerti molto presto anche di persona. In bocca al lupo per il tuo lavoro!
Il piacere è stato mio, Linda, sei stata fantastica! E spero di poterti conoscere prestissimo di persona, sei una ragazza formidabile! Ciao a tutti!

Per seguire Roberto  ROBERTO BALDINI SCRITTORE

http://www.youtube.com/user/keithmurray79