Ed eccovi la seconda segnalazione di oggi per Fanucci Editore.
Conosciamo meglio "La Mano di Oberon" di Roger Zelazny, quarto capitolo de "Le Cronache di Ambra", una delle saghe fantasy più acclamate.
SINOSSI: Corwin, figlio di Oberon, principe d'Ambra, ha raggiunto il suo
obiettivo e riconquistato il trono più conteso dell'universo. Conclusa
la lotta senza esclusione di colpi combattuta dall'incredibile famiglia
d'immortali che ha il potere della vita e della morte su tutti i mondi,
Corwin deve affrontare una nuova imprevedibile difficoltà.
Ambra, il
mondo perfetto, non è esattamente come i suoi stessi abitanti avevano
immaginato. C'è un mistero profondo che riguarda l’origine stessa di
questo mondo e di tutti i mondi, compresa la Terra. Un mistero che deve
essere svelato, prima che sia troppo tardi.
Chi conosce la verità
possiede la chiave stessa dell'esistenza. Ambra non è quella che sembra,
né coloro che vi abitano sono ciò che sembrano. E dietro a questo
schema, c'è qualcuno che forse, misteriosamente, muove i fili...
L'AUTORE: Nato nel 1937, Roger Zelazny ha lasciato il suo marchio più forte nella letteratura di fantascienza degli anni '60 e '70.La sua prima storia è stata pubblicata nel 1962 e ha continuato a pubblicare più di 150 racconti e 50 libri.Tra
i suoi migliori lavori si trovano romanzi "Signore della Luce" (1967),
"Questo Immortale" (1966), "Creature della Luce e dell'Oscurità" (1969) e
la serie Amber di romanzi, così come molte eccellenti racconti e
racconti.Zelazny è stato considerato il leader del movimento "New Wave" della Scienza.Ha
vinto molti premi per il suo lavoro, tra cui 6 Hugos, assegnati da fan
di fantascienza e due Nebulas, assegnati da Science Fiction Writers of
America. Zelazny muore nel 1995 presso l'ospedale St. Vincent.
Oggi, partiamo con le segnalazioni Fanucci Editore.
Conosciamo più da vicino "Il Segno dell'Unicorno" di Roger Zelazny.
Il terzo capitolo di "Le Cronache di Ambra", una delle saghe fantasy più acclamate, lo scontro
epico per la salvezza di un mondo magico e misterioso, minacciato da
forze terribili e oscure.
SINOSSI: Ambra è l'unico mondo perfetto. Attorno a esso ruotano tutti gli
Universi nei quali si muovono i mondi che sono proiezioni della realtà
e, in quanto tali, chiamati Ombre. Oltre questi piani di esistenza c’è
una regione misteriosa e dimenticata che si protende oltre il tempo e lo
spazio e dalla quale proviene un oscuro pericolo: mostruose creature
demoniache accerchiano il mondo nel quale si trovano il trono e la
Famiglia Reale di Ambra. I Principi e le Principesse di Ambra sono
costretti a stabilire una tregua nella lotta per la successione e far
fronte al pericolo comune. Domande inattese scuotono gli universi
dalle loro fondamenta. Davvero Ambra è l'unica realtà? Anche lei fa
parte di un disegno ancora più grande, che si perde nei meandri del
tempo? Qual è il significato dell'Unicorno, l'emblema che fregia la
bandiera di Ambra? Una misteriosa ragazza ha percorso il Disegno acquistando la facoltà di viaggiare di mondo in mondo, fino alle Corti del Caos. Corwin,
il più valoroso tra i Principi di Ambra, fa ritorno nel suo regno
accompagnato da Ganelon, leggendario eroe proveniente da Avalon,
un'Ombra scomparsa nella notte dei tempi…
L'AUTORE: Nato nel 1937, Roger Zelazny ha lasciato il suo marchio più forte nella letteratura di fantascienza degli anni '60 e '70.La sua prima storia è stata pubblicata nel 1962 e ha continuato a pubblicare più di 150 racconti e 50 libri.Tra i suoi migliori lavori si trovano romanzi "Signore della Luce" (1967), "Questo Immortale" (1966), "Creature della Luce e dell'Oscurità" (1969) e la serie Amber di romanzi, così come molte eccellenti racconti e racconti.Zelazny è stato considerato il leader del movimento "New Wave" della Scienza.Ha vinto molti premi per il suo lavoro, tra cui 6 Hugos, assegnati da fan di fantascienza e due Nebulas, assegnati da Science Fiction Writers of America. Zelazny muore nel 1995 presso l'ospedale St. Vincent.
Oggi, per le pubblicazioni La Strada per Babilonia, vi presento il nuovo romanzo di Serena De Luca Bosso dal titolo "Imago". Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!
SINOSSI: Elisabeth Klemm è una scrittrice dell'orrore che nasconde da anni un segreto: è innamorata di un fantasma. Decide di abbandonare la famiglia e il fidanzato Leonard per poter fronteggiare la sua ossessione e scoprire la verità che la condanna a questo legame. Le notti scorrono funeree nella casa “maledetta” in cui si costringe a vivere per condurre le sue indagini. Allucinazioni, rivelazioni, feroci scontri allargheranno la fessura tra il mondo dei vivi e quello dei morti, lasciando emergere una comune verità, stretta tra i denti come un obolo splendente: che l’Amore redime, oltre le soglie dell’immaginabile.
L'AUTRICE: Serena De Luca Bosso nasce a Napoli il 7 luglio del 1991. Diplomata in lingue, si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia. Nota sulla piattaforma di ebook sharing “Wattpad” con il nome d’arte “La Baudelaire”, è stata selezionata dai talent scout di “La strada per Babilonia” per la sua vena gotica. “Imago” è la sua prima pubblicazione ufficiale.
Ciao Laura, bentornata
nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.
Prima di tutto, grazie
per avermi ammessa nuovamente nel tuo bel blog.
Mi chiamo Laura e vivo
in provincia di Pavia, nel meraviglioso Parco del Ticino, in mezzo a boschi,
campi, prati e tramonti bellissimi. Ho passato i quaranta da qualche anno ed è
l'età in cui, purtroppo, i doveri si mangiano quasi tutto il tuo tempo e
lasciano solo delle briciole ai piaceri. Ma l'importante è saperli cogliere.
Vivo in una carinissima casetta di campagna con mio marito e cinque gatti e il
mio hobby principale è sempre stato leggere. Amo i libri di carta, palpabili e
profumati di inchiostro. Canto anche nel coro della parrocchia in cui sono
nata, in città,e mi piace andare per
negozi a fare shopping, e anche fare escursioni in bicicletta... sono una
"ragazza" normale, che ama la natura, la cultura e i viaggi. Mi piace
anche cucinare. E scrivere, ovviamente...
Il diploma al Liceo Linguistico
e l’impiego nel settore del Turismo. Quando si è accesa in te la scintilla
della scrittura, e dove trovi il tempo per scrivere?
Mi è sempre piaciuto
scribacchiare qualcosa, anche da bambina. I miei temi sin dalle elementari
erano molto curati e completi e non ho mai smesso comunque, anche per lavoro,
di scrivere e buttare giù frasi e descrizioni.
Il tempo per scrivere
ultimamente non lo trovo... scherzi a parte, sono una scrittrice molto lenta ma
proprio perchè l'impiego nel settore turistico in una azienda mia porta via
tempo ed energie e spesso la sera, momento in cui preferisco scrivere, crollo
dal sonno non appena accendo il computer. Oppure ho del lavoro arretrato da
svolgere.Ecco dunque che lo scrivere
viene spesso messo da parte, le pagine vengono trascurate, stanno lì e mi
aspettano... certo se la giornata fosse composta da 36 ore sarebbe tutto più
semplice.
Tra le tue passioni,
spicca quella per la Natura, che si evince anche dalle descrizioni nei tuoi
romanzi. Parlacene.
La Natura
è parte della vita dell'Uomo più di quanto l'uomo stesso creda. Non riesco ad
immaginare un mondo senza fiori, senza montagne bellissime, senza animali. La
Natura mi colpisce sempre per prima durante i miei viaggi; ho scelto di venire
a vivere in campagna per essere fuori dal frastuono cittadino (in mezzo al
quale lavoro comunque ogni giorno) e per godermi il suono del fiume e delle
fronde degli alberi quando c'è vento, la tranquillità, il piacere delle cose
semplici. Comunque quando viaggio il lato naturalistico è sempre quello che mi
colpisce maggiormente. Certo, amo le belle città , i monumenti e i musei, ma
solo nella natura mi sento libera di essere me stessa e vorrei davvero che
l'uomo capisse che esserne parte è un privilegio, e che siamo tutti ospiti sul
nostro pianeta. A questo proposito, consiglio la lettura dell'enciclica Laudato
sì, scritta qualche anno fa dal nostro papa Francesco. Semplice e diretta,
tocca il cuore e spiega molto dei mali del nostro mondo.
Un’altra predilezione è
il canto. Raccontaci qualcosa.
Canto nel coro della chiesa da quando ho 8 anni. Non è la
parrocchia di campagna in cui vivo, ma la grande chiesa fatta di mattoni, vetro
e cemento in cui sono stata battezzata e che ho frequentato da bambina con il
catechismo e i sacramenti. Sant'Agostino diceva che chi canta prega due volte e
per me è davvero così. Cantare durante la messa o una funzione importante è
comunque un modo per dialogare con Dio. La fede è sempre stata una parte
fondamentale della mia esistenza e il canto riesce a supplire alla solita
mancanza di tempo che mi impedisce di fermarmi in silenzio ad ascoltare l'anima
e a dire una preghiera. Il coro di cui faccio parte prende anche parte a
rassegne importanti di canto, concerti a tema che fanno come delle tournèe in
città e nella provincia e tutto questo è molto bello; un'altra attività che
richiede del tempo, ovviamente e spesso delle scelte. Non sempre riesco a
prendere parte a tutte le iniziative, ma loro mi accettano anche così. Per
fortuna.
Dove prendi l’ispirazione?
La mia ispirazione arriva
sempre dal luogo. Prima cerco il posto in cui il romanzo andrà ambientato (che
era il luogo in cui vivo e la Grecia nel primo romanzo, la bellissima Camargue
francese in "Mistral" e la vivace Barcellona in contrapposizione al cammino
spirituale di Santiago in quello che sto ultimando). Da lì, arriva poi l'idea
dei personaggi e della storia, poco alla volta. Non ho mai in mente tutta la
storia prima di scrivere e raramente uso delle scalette. Continuo poco alla
volta.
Tra le tue mete preferite
c’è la Grecia. Perché?
La Grecia è la mia
seconda patria. Amo il suo mare e i suoi cieli azzurri, i profumi del suo cibo
e del mirto o della liquirizia che crescono ai lati della strada, quella
ineguagliabile sensazione di libertà che ti trasmette ogni suo angolo battuto
dal vento. E poi adoro i suoi abitanti, sempre così tranquilli e pacati, senza
ansie e tormenti, sorridenti e ospitali. Non esiste in realtà un motivo
preciso... quello che ho elencato sopra si trova in altre parti del
mediterraneo o della nostra bellissima Italia... la Grecia per me ha qualcosa
in più, mi ha stregata e conquistata senza via d'uscita.
La propongo spesso come
meta di vacanza anche ai miei clienti, ma non tutti ne escono affascinati come
succede a me.
Nel 2014, esce “Acque –
Torbidi segreti”. Di cosa si tratta?
"Acque – Torbidi segreti" è
il mio primo romanzo, pubblicato da Butterfly Edizioni. Una bella sorpresa
quando non ci speravo davvero più. È una storia che amo, intrisa di mistero e
con un po' di passione, ed è ambientata proprio nei luoghi in cui vivo, e in
Grecia. Questo perchè trattandosi del mio primo romanzo ho ritenuto opportuno
descrivere qualcosa che conoscevo bene.
In realtà ora non è più
in commercio a causa di una scelta editoriale. Ma presto, con i miei tempi,
uscirà in una veste nuova e sarà ancora più entusiasmante.
E nel 2015 pubblichi
“Mistral”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?
"Mistral" è un'intensa
storia di caduta e rinascita, una storia familiare, di ricerca delle origini.
Oltre a tutto questo, non manca un po' di mistero e di suspence, fondamentali
per me in ciò che leggo e che scrivo. Troveranno bellissime descrizioni di
paesaggi incantati, quelli del sud della Francia e anche qui, una storia
d'amore. Anzi, in realtà più di una.
Quali tematiche affronti?
La ricerca di se stessi,
il modo per affrontare il dolore fisico e spirituale, l'importanza della fede.
La capacità di ognuno di tornare a vivere, nonostante le frustate della vita.
Quale messaggio vuoi
trasmettere?
Quello di non disperare
mai, e di saper trovare il meglio nelle persone che il destino ci mette
accanto. E di viaggiare... ci sono luoghi bellissimi, come la Camargue
francese, che in pochi conoscono.
Nel tuo libro si
ripresentano i toni del rosso, del vento e del flamenco. Perché?
Si parla di rose e di
tramonti bellissimi, il colore rosso è fondamentale come si evince anche dalla
copertina, a mio parere un capolavoro. Il vento è proprio il maestrale, il
Mistral, ed è il cardine della storia, è lui a guidare gli eventi. Infine,
quando si parla di questa zona della Francia che subisce chiaramente
l'influenza della Spagna non si può dimenticare il flamenco. Un ballo
meraviglioso, a mio avviso, denso di mistero e sensualità.
Qual è stato l’input per
questo romanzo?
Un viaggio in moto con
mio marito in Camargue. Luoghi che mi hanno toccata profondamente.
Sei stata anche premiata
dalla Proloco con una Targa d’Onore. Raccontaci questa esperienza.
La Proloco del paese in
cui vivo, oltre a presentarmi e promuovermi in continuazione, ha pensatodi donarmi questa targa nella quale vengo
ringraziata per aver descritto i nostri luoghi nei miei libri (in "Acque",
soprattutto – ma anche in "Mistral", all'inizio e alla fine del romanzo, siamo in
Italia “nei pressi del fiume”). È stata una sorpresa bellissima che mi ha
davvero commossa. La targa ora fa bella mostra nella mia sala, in una vetrina,
al riparo dalle zampate dei gatti e dalla polvere. Ogni volta in cui la guardo
è come se ricevessi una motivazione in più per andare avanti a scrivere.
Hai qualche progetto in
cantiere?
Sto terminando la stesura
del mio terzo romanzo. Volevo riuscire a pubblicare entro l'autunno ma alcuni
eventi famigliari mi hanno occupato mentalmente l'intera estate. Ora sto
valutando l'uscita per l'inverno, purtroppo per Natale sarà molto difficile. Ma
credo che sia giusto così, preferisco pubblicare qualcosa di bello, vero,
sentito e nuovo piuttosto che buttarmi in pubblicazioni veloci e prive di
pareri di un editor che si prende comunque tutto il tempo necessario.
Poi passerà alla
ri-stesura di "Acque".
È stato un piacere
grandissimo ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per tutto!
Il piacere è stato il
mio. Grazie a te per aver ospitato i miei pensieri e le mie piccole opere.
Oggi, torna a trovarmi la traduttrice Jessica Ravera, in occasione dell'uscita del romanzo "Un carlino, tre umini e infiniti disastri" di Tina VoB.
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!
SINOSSI: Kay, giovane impiegata, ingenua e pasticciona, trascorre la vita insieme al suo compagno Johannes, ragazzo super inquadrato, fanatico maratoneta e vegano estremo. La sua amica Klara deve trascorrere un anno all’estero per lavoro ed è alla ricerca di una persona fidata che si occupi della sua magnifica casa, ma soprattutto del suo tanto amato, quanto capriccioso, carlino Bernd. Kay, non più felice della sua vita e tantomeno del suo soffocante e noioso rapporto, decide di piantare tutto e tutti per andare a vivere da Klara e occuparsi di Bernd. All’inizio tutto sembra andare splendidamente: può lavorare da casa a un nuovo progetto e il carlino si dimostra affettuoso e simpatico. Ma poi ogni cosa va a rotoli, soprattutto l’educazione e la gestione di Bernd. Ci penserà Ludger, un focoso e colto veterinario, a ridare il sorriso a Kay, peccato che il carlino non lo possa nemmeno vedere… Un romanzo divertente, pieno di situazioni vivaci ed esilaranti (per noi) e disastrose e imbarazzanti (per la povera Kay!) ma che racconta anche una bella storia d’amore e di riscatto. Se amate gli animali e le commedie “disastroamorose” in stile Bridget Jones non potete perdervi questo libro!
[...] A un
certo punto spuntò fuori da una porta di servizio un’assistente bellissima
dalla pelle scura e stretta in un camice azzurro. Mi consegnò un modulo di
registrazione. Era talmente bella e perfetta, anche nei modi, che sembrava
interpretare l’assistente del veterinario in una serie televisiva sui
veterinari! O forse erano davvero tutte così? Non ne avevo idea, dato che era
la prima visita veterinaria della mia vita!
Alla
voce motivo della visita scrissi: il
carlino squittisce dall’interno.
La
porta si aprì e la copia di Beyoncé accompagnò fuori una signora anziana con un
pappagallo grigio nella borsa. “Berlino! Andremo a Berlino! Olè olè olèèè…“
gracchiò l’animale. Bernd piegò la testa da un lato e si mise a fissare quella
cosa svolazzante. Io feci lo stesso.
“Netzer
stai zitto una buona volta!“ sibilò la donna visibilmente infastidita al
pappagallo.
(Netzer
è un ex calciatore, dirigente sportivo e commentatore televisivo tedesco)
L’uccello
non le prestò la minima attenzione e si mise a fissarci.
“Mio
figlio è fanatico del calcio e gli insegna solo stupidaggini” ci spiegò la
signora alzando le spalle.
“Ehi,
arbitro cornuto, sappiamo dov’è la tua auto!” gracchiò il pappagallo.
“Prego,
volete entrare” ci disse l’assistente tenendoci aperta la porta con sopra
scritto Ambulatorio.
“Coppaaaaaaeuropaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
Questo
fu troppo anche per Bernd. Si mise ad abbaiare furiosamente all’uccello. La
donna si affrettò a uscire. Il carlino voleva correre dietro al pappagallo
invasato e si mise a tirare al guinzaglio.
Beyoncé
mi sorrise. “Vede, il pappagallo sta di nuovo bene. Anche lui aveva inghiottito
qualcosa.”
“Un
pallone da calcio?” mi scappò.
“Ah.
Come fa a saperlo? Non proprio, piuttosto un pezzo di pallone.”
Be’,
era ovvio. Annuii con scioltezza. “Bernd! Vieni! Che qui si fa lunga.” Lo presi
in braccio. Squittì.
Beyoncé
alzò un sopracciglio e mi fissò. Io portai il carlino riluttante
nell’ambulatorio e lo appoggiai sopra a una specie di tavolo operatorio. Bernd
si guardò intorno, emise un verso soffocato e subito fece per saltare giù dal
tavolo.
“Meglio
che lo lasci giù” disse una tranquilla voce profonda, il cui proprietario si
stava lavando le mani in un lavandino.
Mi
cadde la mandibola!
Un
bel biondo abbronzato, con la barbetta, dalle spalle large, mi stava
sorridendo.
Che
tipo selvaggio e meraviglioso!
Era
uno di quelli che avrebbe potuto accendere un fuoco con due pietre, che amava
dormire all’addiaccio e che sarebbe stato in grado di schiacciare un patata con
un pugno. E intendevo una patata cruda.
Qualcuno
mi ricordi perché non ero mai stata da un veterinario prima d’ora!? [...]
L'AUTRICE:Tina VoB nasce nel 1969 a
Seesen/Harz nella Bassa Sassonia, in Germania.
Dopo aver vissuto per
un po’ a Berlino e un po’ a Goslar, negli anni ’90 si traferisce
definitivamente ad Hannover dove vive tuttora. Con alle spalle una formazione
in economia aziendale e molta esperienza nel campo, oggi gestisce con passione
e successo una propria agenzia per la mediazione lavorativa.
LE TRADUTTRICI:
Jessica
Ravera è nata fra le montagne innevate dell’Alto Adige, si è laureata in
Filologia Germanica e ora la sua vita si divide tra Bolzano e Milano, dove
lavora come docente di Lingua e Letteratura Inglese e Tedesca.
Scrive
romanzi per adulti e per bambini e ha tradotto libri per Rizzoli, DeAgostini e
Armenia.
Adora
passeggiare con il suo cane e i temporali, ma possibilmente non insieme.
Roberta
Giampetruzzi vive a Bari, sospesa tra il mare e la gente. Bambina cresciuta a
pane e swahili (la madre ha trascorso l’infanzia in Africa) col tempo non
poteva che appassionarsi allo studio delle lingue straniere (moderne, antiche,
artificiali) fino a diventare traduttrice ed insegnante per lavoro e per
passione. Amante della precisione, ma anche della bellezza eco sostenibile,
gestisce vari gruppi su Facebook sull’argomento e scrive (in due lingue!) sul suo seguitissimo blog: http://beautyroconsigli.blogspot.it/