lunedì 9 dicembre 2019

INTERVISTA A ALESSANDRA PAOLONI


Ciao Alessandra, bentornata nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao Linda! È sempre un piacere tornare a trovarti e scambiare quattro chiacchiere con te e con i lettori del tuo blog. Chi è Alessandra Paoloni? Me lo sono sempre chiesta anche io... ma se dovessi rispondere in poche parole, direi che sono una ragazza semplice, senza troppi grilli per la testa; abito in un paese alle porte di Roma e vivo da sola con una gatta dispettosa, ma affettuosa. Sono una zia molto impegnata, con i miei quattri nipoti che mi danno sempre da fare. Faccio la volontaria nella biblioteca del mio paese, perché credo che sia fondamentale diffondere sempre di più l'amore per la lettura. Non ho un lavoro fisso e mi barcameno tra mille impegni. Guardo parecchie serie tv e adoro passeggiare. Adoro anche mangiare... ma non so se questo può essere incluso tra le passioni.

Quando si è accesa in te la scintilla della scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?

Si è accesa molto tempo fa, quando ero soltanto una ragazzina piena di sogni che viveva in un mondo tutto suo. Di quella ragazzina, oggi, purtroppo è rimasto ben poco, se non la perseveranza di andare e avanti e provare ancora e ancora a rendere concrete le fantasie che proprio non vogliono abbandonarmi. Il tempo per scrivere si è ridotto, purtroppo. Ma il pensiero è sempre lì, alle storie che attendono di essere raccontate.

Lavori nella Biblioteca di Marcellina e sei membro della Pro Loco del paese. Raccontaci qualcosa di più su questa esperienza a contatto con i lettori.

Putroppo, quello che faccio nella biblioteca non è un vero e proprio lavoro retribuito, ma volontariato. Tuttavia, sono orgogliosa della piccola realtà che si sta costruendo piano piano. Ho la possibilità di organizzare letture animate, incontri con autori (tu ne sai qualcosa) e convegni letterari. Fare associazionismo richiede impegno e tempo, ma vorrei lasciare qualcosa nel posto in cui vivo. Tutti dovremmo farlo. Siamo soltanto di passaggio, e mi preme lasciare qualcosa di me a chi resterà quando non ci sarò più. Lo faccio per questo, soprattutto.

Nel 2012, esordisci con La stirpe di Agortos. Perché avevi scelto lo pseudonimo?

Perché il titolo "La Stirpe di Agortos" era di un libro già edito da un'altra casa editrice. Anche se, ora come ora, non rifarei questa scelta. Piuttosto, ripubblicherei con il mio nome.

I tuoi romanzi spaziano dal paranormal, al romance all’erotico. Quale ti appassiona di più e perché?

Bella domanda! Amo ogni genere, in realtà, perché questa doversità mi permette di spaziare con la fantasia, di misurarmi con i miei limiti e di poter dare voce ai miei pensieri, che sono sempre differenti a seconda del momento in cui vivo. Ma, se dovessi proprio scegliere, allora direi il fantasy. Con il fantasy puoi dire e fare di tutto. Parlare per metafore, celare i pensieri, raccontare tra le righe.

Ti sei avvicinata anche alla poesia con Gli Ardenti Deliri. Cosa ti affascina di questo genere letterario?

La musicalità delle parole. La poesia è metrica e musica, anche se "Gli Ardenti Deliri" in realtà sono dei monologhi scritti in versi. Li adoro. Resteranno, credo, il mio libro meglio riuscito.

Tra le tue tante opere ricordiamo “Le infinite probabilità dell’amore”. Di cosa si tratta?

Questo è il mio primo romance. Un libro che ho scritto per puro divertimento. Avevo voglia di leggerezza in quel periodo, ed è nata questa storia frizzante e romantica che, poi, la Newton Compton ha inserito nel suo catalogo. È una storia molto semplice, d'amore, adatta a ogni età; vorrebbe farci capire che, a volte, i viaggi e le mete migliori sono le persone e non soltanto i posti.

E, sempre per Newton, esce Non aspetterò che te. Lasciacene un assaggio.

"Non aspetterò che te" è una novella erotica che ho adorato scrivere, per la complessità dei personaggi. Soprattutto lui, Lorenzo, un tipo poco raccomandabile che ha commesso molti errori della sua vita ma che, poi, soccombe all'amore. Confesso di avere in cantiere una sorta di seguito, sempre una novella... vedremo.
Un assaggio? L'incontro di Lorenzo e Clarissa. Un incontro insolito, a una festa in maschera.

[...] «Siete molto bella questa sera, mia signora».
Clarissa, a quelle parole, scoppiò a ridere. «Dài, piantala. Chi diamine sei? Non ti ho mica riconosciuto, sai?»
«Sono il Fantasma dell'Opera. Per servirvi».
Lo sconosciuto la lasciò andare ma solo per fare un inchino, a causa del quale il suo mantello scuro svolazzò. 
Clarissa alzò un sopracciglio. Sapeva che altri due magazzinieri erano entrati in azienda, lavorando part time, ragazzi che aveva visto di rado. Magari, quel tizio poteva essere uno di loro. Oppure, il Fantasma non era nient'altro che un amico eccentrico del suo eccentrico capo. 
Clarissa decise di stare al gioco. «Servirmi, eh? E quali servizi vorresti offrirmi, questa notte?». Si accorse troppo tardi della frase fraintendibile. 
Il Fantasma dell'Opera sghignazzò e le si avvicinò. 
Clarissa sentì il proprio cuore accelerare i battiti, senza una ragione. Su quella terrazza non erano soli, c'erano altre persone mascherate che chiacchieravano o flirtavano, quindi non aveva motivo di avere paura. Eppure, le ginocchia iniziarono a tremarle. Non riuscì a frenare la mano, mentre si sollevava per strappare via la maschera e scoprire chi vi si celasse sotto. Ma le sue dita non arrivarono mai a destinazione perché lui le bloccò, imprigionandole tra le proprie. 
Clarissa si ritrovò a fissare prima quegli occhi verdi e profondi, nei quali perdersi, poi il volto coperto per metà e irriconoscibile.

Nel 2016 esce Descendes. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

"Descendens" è una storia di magia e di forti legami familiari. Al suo interno, i lettori troveranno la storia di una ragazza che deve cambiare, maturare, crescere. A causa di stegonerie attuate da una nonna mai conosciuta, la protagonista dovrà tagliare i ponti con il suo passato e costruire una nuova se stessa. C'è amicizia, amore, colpi di scena... un calderone di situazioni. Un romanzo rivolto a qualsiasi età, perché non si smette mai di crescere. 


https://www.amazon.it/Descendens-Alessandra-Paoloni/dp/889996050X/ref=sr_1_5?qid=1575887284&refinements=p_27%3AAlessandra+Paoloni&s=books&sr=1-5


Quali tematiche affronti e quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che vorrei trasmettere ai lettori è quello di non perdere la speranza, anche se la vita ci mette di fronte dure scelte e dure prove. I problemi ci plasmano e ci fanno cambiare. È il corso naturale delle cose. Dunque, mai perdersi d'animo di fronte alle difficoltà, ma continuare a combattere la propria battaglia personale.

Qual è stato l’input per questo libro?

Volevo scrivere un urban fantasy italiano. Con ambientazione italiana e nomi italiani. Un fantasy quasi reale, dove i personaggi si possono toccare con mano. E, poi, volevo ambientare il tutto in un piccolo paese, somigliante e quello dove abito io. Uno spiraglio della mia realtà che, comunque, mi ha formato e continua a farlo.

Il tuo ultimo progetto è Cose Strane. Descrivicelo.

"Cose strane" è un progetto che vede racchiusi al suo interno una serie di racconti gotici. Brevi e non di semplice comprensione. La sfida che rivolgo al lettore è proprio quella di leggerli e parlare del loro significato. Il tema centrale è soprattutto l'ignoto, accompagnato molto spesso dalla morte. Una parola tabù per molti che, però, fa parte di noi. È un progetto che ho caro, che conto di riprendere in futuro, proprio per la sua singolarità e il coraggio che ho messo nel raccontare cose... strane. Appunto.

Il tuo habitat, a mio dire, è il paranormal. Cosa ti intriga di questo mondo e delle sue molteplici sfumature?

Direi che concordo con te. Il paranormale mi affascina, perché accompagna alcune tematiche come la morte o l'aldilà che, nella vita, comunque siamo costretti ad affrontare. Ci sono forze che non possiamo spiegare con la razionalità, come l'attrazione verso l'ignoto. Siamo fatti per cercare, scoprire, senza fermarci a ciò che ci circonda. Poi, parlare di fantasmi o mostri, è un modo per esorcizzare la paura di essi, un altro modo di rappresentare la realtà dove i mostri esistono per davvero e sono impersonificati dalla cattiveria e invidia umana.

Cosa ne pensi del self publishing?

Se, da una parte, il self publishing aiuta gli autori ad arrivare prima e subito ai lettori, in totale indipendenza e autonomia, dall'altra ha creato una babele di opere e libri senza alcun filtro o giudizio. Non ci si può improvvisare autori e scrittori. La scrittura è un'arte, va rispettata e amata. E questo lo dovremmo tenere a mente sempre.

Progetti futuri?

Tanti. Troppi. Ma, per primo, vorrei ritrovare l'entusiamo di un tempo, andato perduto a causa di problemi personali. Ci sono tante cose che vorrei fare, scrivere, pubblicare. Mi impegnerò almeno a rendere giustizia a quelle storie che attendono ancora di essere lette e che riposano nella mia testa o nel mio PC.

È stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per tutto!

Il piacere è stato mio, Linda. Come sempre. 

Per seguire Alessandra  ALESSANDRA PAOLONI AUTRICE


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