venerdì 20 febbraio 2015

THE ROLLING SEA - LA CACCIA di Stefania Bernardo

Oggi torno a parlarvi della bravissima Stefania Bernardo, che ho già avuto il piacere di ospitare nel mio blog.
Ho finalmente letto e apprezzato "The Rolling Sea - La caccia", il seguito di "The Rolling Sea - La stella di giada", fortunato primo volume che narra le avventure di Scarlett, giovane donna indomita e passionale.







SINOSSI: Caraibi 1722.
Un ritornello senza senso si è infilato nella mente di Scarlett come un tarlo. Una vera e propria ossessione per cui è disposta anche a rinunciare alla ciurma e all’amore. Rime ripetute all’infinito nelle taverne, fra rum e baldracche, che sembrano nascondere un segreto. Governatori eccentrici, ricchi mercanti, eroi della marina britannica, pirati, sono tutti alla ricerca della soluzione dell’enigma. Una vera e propria caccia che sembrerà non avere mai fine, pericoli che si celeranno in ogni dove, alleanze di convenienza e tradimenti sussurrati all'orecchio. E mentre i Caraibi, ancora una volta, si tingono di rosso, oltreoceano una donna dagli occhi azzurro cielo attende, seduta sotto un salice, la fine di una guerra durata troppo a lungo.








Londra 1721. Il libro si apre con un duello che si conclude con la dramamtica uccisione di un uomo. 
Voltiamo pagina e ci spostiamo a Lyam's Bay. Ritrovare la città, conosciuta ne "La stella di giada" come Devil's Bay, impressiona il lettore per il degrado e la povertà in cui è precipitata. Ora c'è un nuovo governatore a Fort Law, il suo nome è Lewis ed è sposato con la bella e sensuale Leyla. Il loro non sembra un matrimonio felice, costellato da infedeltà e distanze. 
Più in là, tra le acque dell'oceano, risiede la nave di Scarlett Lyam, ora al comando della ciurma che appartenne un tempo al padre, l'indimenticato Shiver.
Voltiamo nuovamente pagina ed eccoci tornare a Londra in attesa di un processo contro il temibile Ammiraglio Jacobson, ormai deceduto. Un processo che la figlia, Arabelle, desidera con tutta se stessa per restituire dignità alla sorella Scarlett e al defunto Capitano Shiver.
Le vicende degli indimenticabili personaggi che hanno animato "La stella di Giada" tornano a tingere le pagine, orchestrate magnificamente dalla penna della Bernardo. 
Cosa riserverà loro il futuro e cosa spinge Scarlett a inseguire un misterioso ritornello udito in qualche bettola da marinai ubriachi?

Se pensavamo di essere stati travolti dalle avventure di Scarlett ne "La stella di Giada" questo libro è uno splendido esempio di come la Bernardo sia una grande scrittrice, in grado di rimescolare tutte le carte, comprese le certezze che ci aveva inculcato.
"La caccia" si può paragonare a una matrioska per le continue scoperte, gli incastri, i misteri che ci vengono svelati a poco a poco, dosando abilmente gli ingredienti. In questo libro niente è come sembra a cominciare dai personaggi che riservano non poche sorprese.
Anche qui iniziamo con un prologo ad effetto che macchia di sangue le pagine e ci fa subito intendere che genere di libro stiamo inziando a leggere e quale sarò il ritmo che scandirà il susseguirsi degli eventi. 

 

'Lyam's Bay: così gli abitanti di quella città avevano deciso di ribattezzare il porto, dopo aver buttato nell'acqua i pezzi di David Jacobson.
Un modo per pareggiare i conti, per saldare lo sbaglio commesso tanti anni prima, per cancellare dalla storia il nome di colui che aveva sacrificato tutto sull'altare del potere.
E For Law dalla gloria era passata alla msieria. I suoi abitanti morivano di fame e nella loro baita i pesci custodivano una pietra dal valore immenso. Ironia della sorte.
Solo che in questo caso la sorte aveva un nome: Scarlett Lyam.'





La caratterizzazione dei personaggi è come sempre ineccepibile e qui parliamo di una vera e propria girandola di personaggi, le cui vite si intrecciano con quelle dei protagonisti.
Conosciamo un nuovo governatore Lewis che, personalmente, ho adorato e di cui non sono più riuscita a fare a meno. Incontriamo antagonisti da prendere a schiaffi, primo fra tutti il perfido Capitano Low che sciocca e disgusta. Ho detestato questo personaggio e sono rimasta basita di fronte all'efferatezza dei suoi crimini, descritti con scrupolosità dall'autrice; niente è lasciato all'immaginazione: il sangue innocente imbratta la mente del lettore, abbagliandolo e nauseandolo con la ferocia dei delitti e delle torture, quasi come in un romanzo horror.
Ritroviamo una Scarlett diversa, una protagonista divorata dai rimorsi, dal dolore per la perdita del padre e dal senso di colpa che rischia di compromettere il futuro di Capitano e la sua stessa vita.
Un personaggio che ho apprezzato è Elizabeth Lyam. La scelta della Bernardo di far rivivere Shiver attraverso questa donna è azzeccata; come non ricordare i suoi occhi di ghiaccio nelle iridi azzurre della donna e come non rammentare la sua rossa e ribelle capigliatura, perdendoci tra le ciocche scarlatte di Elizabeth?





'Occhi negli occhi. Due anime sul confine. 
Nel mezzo c'era un fiume in piena capace di cancellare rimorsi, incertezze, orgoglio e paura. L'indecisione di superarlo. 
Sospiri all'unisono.'






Due sono le grandi storie d'amore che si sviluppano parallelamente. Scommetto che nessuna lettrice può aver dimenticato l'aitante Redblade, ma anche Lewis riserverà delle piacevoli sorprese, ve l'assicuro. 

Una caratteristica dominante è l'arte dell'autrice di creare parallelismi tra le vicende. Le analogie tra le situazioni vissute da Arabelle, Scarlett e Leyla sono abilmente prodotte su carta e non solo, anche gli scenari vengono utilizzati a questo scopo come l'acqua di un palude e l'acqua di una fontana, la violenza di un rapimento e quella di uno stupro. Una sorta di denominatore comune in cui l'autrice tesse due trame parallele che presenta con frequenti intervalli e che ottengono l'effetto sperato: una lettura da cui non si riesce a distaccarsi.

Il ritmo di narrazione è incalzante, grazie a una scrittura fluida, abbiamo qui una trama nuova e originale, particolare non da poco parlando di pirati.
L'avventura domina lo scritto costellata di ammutinamenti, inseguimenti, battaglie, imprevisti e tempeste improvvise, violenze e ingiustie.
A questo romanzo non manca nulla: dall'avventura al legal-thriller, dal paranormal al romance. I temi trattati sono molteplici: dall'amicizia alla famiglia, dalla maternità all'aborto. 



 
'Echi di parole lontane, insegnamenti preziosi custoditi da una lettera ingiallita che le ronzavano nelle orecchie.
Il destino li aveva fatti incontrare, ma era servito a qualcosa?
Lui era morto e lei continuava a essere prigioniera di una vita che non era sicura di amare, e di colpe che non tollerava avere sulla coscienza.
A cosa errano serviti quei vent'anni di morte, allora?'





Una menzione alla prefazione di Roberto Baldini, scrittore che ho avuto il piacere di ospitare nel mio blog e che, come me, adora questa autrice.

"La caccia" è la storia di un' anti-eroina, della sua lotta per la felicità, è la ricerca di un misterioso tesoro dettata dalle strofe di un indovinello, è il racconto corale di pirati d'onore che tra feste, ammutinamenti, battaglie e meravigliosi scorci dei Caraibi, lottano per la sopravvivenza e per gli ideali secondo i quali vivono.
Una fedele istantanea del XVIII secolo in cui le vicende di personaggi immaginari si intersecano a protagonisti storici realmente esistiti.

Se amate i romanzi d'avventura e di pirati, se amate l'imprevisto e le storie in cui amore, violenza e pathos si mescolano in un elisir sensazionale, questo è sicuramente il libro che non potete lasciarvi sfuggire!

'Io non sono un qualunque pirata: sono Scarlett Lyam!'



giovedì 19 febbraio 2015

Segnalazione - PENSIERI NELLO SCRIGNO - NELLE SPIGHE DI GRANO E' IL RITMO di Fabio Strinati

Oggi vi segnalo un'uscita particolare. Conosciamo insieme l'opera di Fabio Strinati dal titolo "Pensieri nello scrigno - Nelle spighe di grano è il ritmo".
Un nuovo modo di fare poesia, una tecnica particolare, una capacità di comunicazione tutta da scoprire.







SINOSSI: "Poesia come pensata sul pentagramma, quella di Fabio Strinati, giovane autore alla sua prima esperienza di poesia. Poesia pensata come attraverso il respiro delle spighe di grano - sottotitolo del libro stesso. Il suo lavoro poetico è fatto di una ricerca continua di significato e significante che devono combaciare attraverso metafore e suoni, immagini e ritmi che colpiscono per la ricchezza di particolari, per quella assonanza tra il reale e l'onirico che diventa poesia. I testi di Strinati non sono di facile lettura, non vi troverete le rime aperte e chiare di un Penna o di un Caproni, i sentimenti dolorosi di Ungaretti, la poetica della morte di Sereni. Uno zibaldone da cui trarre linfa per una futura poetica, per una visione - fortunatamente - ancora in divenire". 

DOVE TROVARLO:  http://www.ibs.it/code/9788876065279/strinati.../





Eccovene un assaggio! 



Si tratta di un libro che apre un filone nuovo nella nostra poesia moderna italiana: per ritmo, per forma, per le tematiche trattate e un uso del vocabolario ricercato che esprime un suono unico e lunare.
E' un'opera sofferta, partorita di notte!! Parlo di confini, di cose sottili che non si possono toccare; di degrado e di cose oscure!
Credo che il poeta debba essere un ottimo osservatore e non solo quindi esaltare il bello della vita, ma anche il tetro e il cupo; nel mio libro si mescolano la speranza ma anche la resa.
Un libro unico e lunare nel suo genere. 
                                                                                                                                                                                 Fabio Strinati  






L' AUTORE: Mi chiamo Fabio Strinati e sono un poeta, scrittore e musicista marchigiano.
Sono allievo del maestro Fabrizio Ottaviucci e ho partecipato a diverse edizioni di Itinerari Di Ascolto in qualità di interprete/pianista e compositore.
Sono nato a San Severino Marche il 19/01/1983 e vivo ad Esanatoglia in provincia di Macerata.
Ho partecipato a diversi concorsi di poesia con buoni risultati e sono sempre alla continua ricerca, tramite uno studio continuativo di tutte le sfumature che la poesia, il suono delle parole può produrre.
Sono un maniacale autore attento anche all'impercettibilità di ogni singola lettera.
Ho pubblicato con la casa editrice il Foglio Letterario, con direttore Gordiano Lupi, un libro di poesie dal titolo "Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo."

martedì 17 febbraio 2015

Segnalazione - VORREI AMARTI TRA LE STELLE di Cristian Rossi

Oggi vi segnalo un'uscita assolutamente imperdibile!
Cristian Rossi, che ho già avuto il piacere di ospitare nel mio blog, torna in libreria con un bellissimo romanzo breve dal titolo "Vorrei amarti tra le stelle".
Ma andiamo a conoscerlo più da vicino!






SINOSSI: Campagna scozzese, Edward stanco dei soprusi del padre, scappa da casa. Raggiunge Hellbridge dove, sin dal primo giorno, uno sguardo cattura la sua attenzione e gli rapisce il cuore. Da quel momento, i suoi giorni saranno condizionati da quegli occhi "È bastato solo il suo sguardo ad incendiare il mio cuore, a devastarmi con vampate di ardore e passione.." finché scopre a chi appartengono: la dolce Charlotte, damigella di una viziata contessina e al servizio di una famiglia nobile dai molteplici e segreti intrighi amorosi. Complice un libro di stelle, tra i due inizierà una relazione ricca di passione e sentimento che qualcuno, però, metterà a dura prova. Chi si aggiudicherà il cuore di Charlotte? 

DOVE TROVARLO:  http://www.amazon.it/Vorrei-amarti-stelle-Cristian-Rossi-ebook/dp/B00T0S5K9Y/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid1423908093&sr=1-1








Eccovene un assaggio! 






[…]Edward fece cadere il libro sul manto bianco e con uno scatto repentino si incamminò verso Charlotte; con foga le prese il braccio sinistro e la girò. La ragazza cercò di dirgli qualcosa, ma Edward le mise un dito sulla bocca e poi le accarezzò delicatamente il volto. Charlotte socchiuse gli occhi assecondando la carezza strofinando la guancia sulla mano del ragazzo. Lui, lentamente e con dolcezza, la strinse tra le sue braccia. […] Restarono abbracciati sotto la neve per qualche attimo finché lui le prese il mento e delicatamente le alzò il volto. Si guardarono, gli occhi lucidi, le labbra dolcemente si sfiorarono. Un vortice di emozioni li travolse e una nuova energia attraversò il corpo di Edward. […]








L'AUTORE: Cristian Rossi è nato il 23 aprile 1986 e vive a Commessaggio, un piccolo comune della pianura mantovana. E’ diplomato in ragioneria, lavora come impiegato e riempie parte del suo tempo libero con la lettura e la scrittura. Il suo romanzo d’esordio è “La vendetta di Dio” edito Butterfly edizioni (2013). Nel febbraio 2015 pubblica in self il romanzo breve “Vorrei amarti tra le stelle.”

lunedì 16 febbraio 2015

INTERVISTA A LUCYLLA



Ciao Lucylla, benvenuta nel mio blog. Partiamo dal tuo pseudonimo, perché questa scelta letteraria?

Ciao Linda e grazie per la tua ospitalità!
La scelta di usare uno pseudonimo è nata un po’ per gioco, un po’ per rimanere nell’anonimato. Tempo fa avevo creato una piccola raccolta di alcuni miei racconti che avevo intitolato: “I racconti di Lucylla”. Una volta terminato il romanzo, ho deciso di tenere Lucylla come pseudonimo. 

Hai confezionato gli impieghi più disparati: procacciatrice d’affari, standista di fiera, socia in una piccola ditta… Dove trovi il tempo per scrivere e qual è stato l’input che ti ha fatto impugnare carta e penna?

In effetti, di tempo non ce n’è mai abbastanza e ho ricominciato a scrivere quando gli impegni sono diventati meno assidui. 
Da giovane avevo la passione per le lettere, ne scrivevo davvero tante! Alcune vere, altre di pura fantasia. Mi piaceva anche cambiare il testo delle canzoni. Certamente utilizzavo questi mezzi per riuscire a tirare fuori quello che avevo dentro, quello che a parole non sarei mai riuscita a comunicare. Ero terribilmente timida. Per un certo periodo mi sono anche dilettata a scrivere poesie. Poi, dopo un lungo periodo di stasi, anni fa ho ripreso seriamente in mano carta e penna e ho cominciato a scrivere racconti.

Sei una lettrice appassionata. Quali sono i tuoi autori preferiti e qual è il libro da cui non ti separeresti mai?

Mi piace spaziare fra generi vari perché credo che, come anche nella vita, avere interessi diversi, a volte addirittura contrapposti fra loro, aiuti a crescere, a vedere le cose da più punti di vista.
Questi sono alcuni dei miei autori preferiti: Ken Follet, Carlos Ruiz Zafón, Tracy Chevallier, Gregory David Roberts, Khaled Hosseini, Umberto Eco, Margaret Mazantini, Oriana Fallaci, Massimo Gramellini, Licia Troisi…
Scegliere un solo libro è per me molto difficile, poiché sono molto lunatica nella lettura. In effetti, ciò che può essere la mia scelta di oggi, quasi sicuramente potrebbe non essere quella di domani. Posso perdermi in un fantasy per poi tuffarmi in un tomo da milleduecento pagine, ma se devo citare un’opera, fra tante, che mi è rimasta nel cuore, posso certamente dire: “L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón”.

Dichiari: ‘Da molti anni sono affascinata da tutto ciò che riguarda l’evoluzione personale che conduce verso l’armonia e l’equilibrio interiore.’

Sì, credo sia importante trovare il nostro equilibrio interiore per riuscire a vivere al meglio e con serenità ciò che il destino ci propone. Essere positivo non vuol dire non avere problemi, ma imparare ad affrontarli in modo costruttivo. Negli anni, ho frequentato molti corsi che mi hanno aiutato a crescere e, in un secondo tempo, concesso di aiutare gli altri a farlo. A tal proposito organizzo incontri di rilassamento guidato, corsi sulla forza del pensiero positivo e su come imparare ad apprezzarci e ad amarci.

Hai partecipato anche a corsi di scrittura creativa. Quanto sono utili per te questi corsi?

In realtà sono degli incontri. Secondo me utilissimi, perché quando sei invitato dal coordinatore a leggere il tuo racconto, la tua poesia, la tua fiaba, o qualsiasi scritto tu abbia elaborato, accetti di esporti ad un giudizio che potrà essere positivo o negativo. Sono proprio queste opinioni che ti danno modo di capire come scrivi e cosa sai trasmettere. Inoltre, aiutano a crescere, poiché impari ad ascoltare le letture dei tuoi compagni con attenzione e spirito critico. Prima di partecipare a questi incontri non avevo mai pensato di poter leggere qualcosa di mio agli altri e dopo essere stata spinta a farlo ho scoperto di riuscire a trasmettere emozioni. 

Nel dicembre 2013 esordisci con il romanzo “Quando tutto può cambiare”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Una storia moderna, attuale, attraverso la quale si assisterà, pagina dopo pagina, alla rinascita di una donna che credeva di aver perso tutto.
Un inizio tranquillo introdurrà il personaggio di Carla, la protagonista, una donna di trentacinque anni dal carattere dolce, generoso e sensibile che dopo il fallimento del rapporto con il convivente, accecata dal risentimento, deciderà di cambiare vita, catapultandosi in un mondo che proprio non le appartiene.
Nella seconda parte, ricca di colpi di scena, un incontro, un viaggio e, in un susseguirsi di eventi, la vita di Carla cambierà ancora. In una terra lontana dove spendersi per gli altri, diventa l’unica ragione di vita, due bimbi le scioglieranno il cuore.  


http://www.ibs.it/code/9788891125149/lucylla/quando-tutto-puo.html




Quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori e quali tematiche affronti al suo interno?

Il romanzo racchiude in sé un messaggio d'amore visto nel senso più ampio del termine, ma direi anche di speranza. Le esperienze che la protagonista affronterà, grazie ai personaggi che incontrerà sul suo cammino, nel bene e nel male, saranno intense e profonde. Volevo poter raccontare di persone eccezionali che possono fare la differenza; che la generosità e l’altruismo esistono; che la vita può sempre cambiare, basta volerlo; che non importa quanto un’esperienza ti abbia piegato, con la forza di volontà si può sempre ricominciare.
Credo di poter dire che “Quando tutto può cambiare”, è una storia che punta dritta al cuore di tutte le persone con un animo sensibile.

Come nasce l’input per “Quando tutto può cambiare”?

E’ stata una sfida contro me stessa. Ho voluto mettermi alla prova. Sentivo di avere qualcosa da dire e non mi bastava farlo con racconti brevi e frammentati, avevo bisogno di creare qualcosa di più completo. Volevo parlare di un mondo diverso da quello cui siamo ormai abituati e dire che non sempre le cose sono così brutte come sembrano.

In questo romanzo dai ampio spazio al tema dell’adozione e al volontariato. Parlacene.

Il gruppo di volontari che ho conosciuto in questi ultimi anni s’impegna a tenere compagnia ai bambini in ospedale. Li intrattiene mentre sono allettati durante le infusioni o quando in sala d’aspetto, attendono la chiamata per la visita. In diverse occasioni, durante i miei turni, ho avuto l’opportunità di conoscere famiglie con figli adottivi. Fra queste, una mamma in particolare mi ha lasciato il segno. La sua storia mi ha profondamente stupito e commossa, tanto da ispirarmi la parte finale del libro. Nel racconto ho dovuto contenermi, perché se avessi riportato il numero vero dei figli naturali, adottati e presi in affido da questa donna e dal suo consorte, nessuno ci avrebbe creduto! La semplicità con cui mi ha raccontato la sua scelta di vita, mi ha fatto capire che al mondo ci sono davvero persone di grande spessore che amano spendersi per gli altri e la cosa pazzesca è che nemmeno se ne rendono conto. Per loro è semplicemente “normale” comportarsi così.

La tua capacità di sviscerare l’animo umano in questo libro mi ha molto colpito e mi conduce a porti questa domanda molto personale. C’è qualcosa di autobiografico al suo interno?

Di realmente autobiografico non c’è nulla, anche se, in alcune parti, gli spunti li ho presi dalla mia vita reale. Ho usato una mia sfortunata esperienza di malattia, per parlare di quella di Carla (anche se il problema io l’ho avuto al seno). Ho evidenziato il bellissimo rapporto fra la protagonista e sua madre che, devo dire, è molto simile a quello che ho avuto io con la mia. 
All’interno del romanzo ci sono certamente i miei valori:il rispetto che nutro per il prossimo, la profonda stima che provo per le persone che sanno fare la differenza nella vita, l’amore per i bimbi, la speranza e la positività che fanno parte del mio essere. Infine, c’è la poesia che ho scritto a mia madre e che ho “ceduto” alla protagonista.

Il tuo romanzo è un self-publishing. Cosa pensi di questa corrente che ormai va sempre più per la maggiore?

Ho scelto il self-publishing perché l’ho ritenuto il mezzo migliore per far arrivare il mio libro alle persone che, sapevo, l’avrebbero letto con piacere. Per gli esordienti è difficile trovare una casa editrice che decida di esporsi. Quelle con cui ho preso contatto io, pur essendo soddisfatte dell’opera, mi chiedevano una partecipazione alle spese per un numero di copie che, per la mia realtà, mi pareva esagerato (forse non sarà così per tutte, io parlo esclusivamente delle case editrici contattate). Con il self-publishing, ho potuto decidere liberamente quante copie stampare (con una spesa nettamente inferiore a quella propostami dalle case editrici) e ho avuto immediatamente l’inserimento del mio libro online, sia nella versione cartacea che in quella ebook. E’ vero che in questo modo il cartaceo si può acquistare solo su prenotazione, ma è pur vero che anche molte case editrici non fanno distribuzione, se non (forse) nelle librerie locali.  Infine, la possibilità di seguire le vendite direttamente dal sito, ti coinvolge al 100%.

Hai qualche altro progetto in cantiere di cui vuoi metterci a parte?

Sull’onda dell’entusiasmo del primo libro e spronata a farlo dai lettori cui è piaciuto, ho iniziato a scrivere il mio secondo romanzo. Dopo una partenza spedita, purtroppo, ho subito diversi arresti a causa di alcuni problemi di salute. Spero di poter ricominciare a dedicarmi anima e corpo alla sua stesura, in modo da poter presto accontentare le persone che mi sostengono e magari avere il modo di incontrarne altre.

E’ stato un grandissimo piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo per tutto!

Piacere mio! Sono onorata di essere stata tua ospite e ti ringrazio di cuore per la tua disponibilità e la tua professionalità.


Per seguire Lucylla   LUCYLLA - SCELGO DI ESSERE FELICE


https://www.youtube.com/watch?v=W9hjBpAICIs

sabato 14 febbraio 2015

Segnalazione - TANTO E' SOLO PER ADESSO di Alessandra Celentano

Oggi vi presento il romanzo "Tanto è solo per adesso" dell'autrice Alessandra Celentano, che avrò prossimamente il piacere di ospitare nel mio blog.
Da una giornalista freelance, un romanzo che racconta con leggerezza e ironia piccole e grandi aspettative infrante dal lavoro precario.
Ma andiamo a conoscerlo più da vicino!




 


SINOSSI: Roma, maggio 2008. Martina ha 28 anni e lavora con un contratto a termine nella redazione di una rivista femminile. Allegra e un po’ svampita, fatica a scegliere un paio di scarpe o il gusto della pizza, ma ha le idee chiarissime sul suo futuro: vuole stabilizzarsi il prima possibile dal punto di vista economico e poi cercare una bella casa dove andare a vivere con Andrea, il suo fidanzato. Semplice, no? Ma niente va come previsto e ben presto la protagonista si trova a mettere i suoi vecchi progetti in standby e a convivere in un minuscolo monolocale (che proprio un delizioso e comodo nido d’amore non è), sbarcare il lunario come freelance (che proprio facile non è), lavorare da casa (che proprio una gran pacchia non è) e invidiare le persone che se la passano meglio di lei (che proprio bello, come pensiero, non è). Per fortuna Martina ha dalla sua parte la fiducia in un futuro migliore, l’amore del suo Andrea e tre amiche sempre pronte a tirarla su di morale. Ma le basteranno questi presupposti per resistere a un presente sgangherato e sopravvivere al crescente crack di tante sue piccole e grandi aspettative?







 





A tutte le giovani donne che sono un po’ incazzate

perché faticano a costruire la vita che avevano immaginato.

Ma che comunque, sotto sotto, non smettono di avere fiducia.
                                                          Alessandra Celentano 















L'AUTRICE: Alessandra Celentano ha 35 anni e vive a Roma. 
È laureata in Lettere e lavora da anni come giornalista freelance nel campo dei magazines femminili (sia cartacei sia online). È stata, fra l’altro, collaboratrice dei mensili “Cosmopolitan” e “Glamour” e del portale “Style.it”. Attualmente scrive per il sito di “Vanity Fair”.
“Tanto è solo per adesso” è il suo primo romanzo.


giovedì 12 febbraio 2015

Segnalazione - L'AMORE E' DOLCE di Valeria Angela Conti

Oggi vi presento una nuova uscita della casa editrice Libro Aperto International Publishing.
Questa volta torno a parlarvi di un'autrice che ho avuto il piacere di ospitare nel mio blog. Torna a trovarci Valeria Angela Conti con il suo romanzo "L'amore e dolce.
Ma andiamo a conoscerlo più da vicino.




Autore: Valeria Angela Conti

Anno: 2015

Editore: Libro Aperto International Publishing

Genere: Romantic Comedy

Pagine: 218

Illustratore: Franco Limbardi

ISBN: 9781910442197






SINOSSI: Sarah è una donna allegra e un po’ pasticciona, con una passione smodata per le scarpe e per i dolcetti. Sogna una carriera brillante come giornalista, ma per far quadrare i conti, accetta di curare la rubrica L’Angolo del cuore per un giornale locale, proprio mentre in città un pericoloso assassino che aggredisce giovani donne, mette in allarme le forze dell’ordine, tutte impegnate nelle indagini. Sarah si troverà coinvolta in prima persona negli eventi: l’assassino sembra averla presa di mira. Tra simpatiche gaffe, indagini fai da te e un incontro che le farà battere il cuore, Sarah si ritroverà faccia a faccia con il pericolo e forse, anche con l’amore.

DOVE TROVARLO: http://www.amazon.it/Lamore-dolce-VALERIA-ANGELA-CONTI-ebook/dp/B00T27ZX3G

mercoledì 11 febbraio 2015

Le autrici EWWA - INTERVISTA A LUCIA GUGLIELMINETTI


Ciao Lucia, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Ciao e grazie per questa opportunità!
Che dirti, abito con la mia famiglia e i miei gatti in un piccolo paese della provincia astigiana. Conduco una vita piuttosto tranquilla e i miei passatempi preferiti sono la lettura e la visione di serie TV che scandiscono il mio anno, come "The Walking dead", "Vikings", "Game of Thrones". Le mie preferite degli ultimi tempi sono state "Sherlock" e "True Detective". Piccole cose, ma allietano le mie settimane, a tratti un po’ caotiche. Di sera cerco sempre di dedicare un po’ di tempo alla scrittura, ma non sempre ci riesco e allora la giornata mi sembra incompleta.


La laurea in ‘Lingue e letterature straniere moderne’ e l’impiego in qualità di insegnante di lingua inglese presso la scuola media. Quando si è accesa in te la scintilla della scrittura?

Ho sempre scritto, sin da quando ero un’adolescente, ma ho avuto un lungo periodo in cui la mia musa si era un po’ “addormentata”, presa com’ero dai figli piccoli. Poi, nel 2009, un’immagine è balzata con prepotenza alla ribalta nella mia mente: quella di un vampiro ferito in una casa di umani. Le ho permesso di venire a galla e da allora non mi sono più fermata. E ne sono molto felice, perché è servito a dimostrare a me stessa che forse, dopotutto, ero brava in qualcosa. A livello personale è stato molto importante, per me. Mi ha dato sicurezza in me stessa e un’enorme gioia, quella di cui non riesco più a fare a meno.

Tra le tue passioni annoveri anche la musica rock. Quanto la musica influisce nei tuoi scritti?

La musica è importantissima, quando scrivo: certe storie sono scaturite semplicemente dal “mood” che certi pezzi mi trasmettevano. Uno dei miei gruppi preferiti è quello dei Nightwish, una band finlandese di Symphonic Metal, e loro sono stati davvero importanti nella stesura dei cinque libri che compongono la saga di RVH; sembrava che alcuni pezzi fossero stati scritti apposta per me ed era sempre emozionante scoprirli. Diversi capitoli dei miei libri traggono il loro titolo da canzoni di questo gruppo, così come quello del secondo romanzo, "Sette giorni per i lupi". Era lì per me e l’ho… preso in prestito. Inoltre, fin dal primo momento, il volto del tastierista del gruppo si è sovrapposto a quello di uno dei personaggi principali della storia: Vincent, il capo del Clan di Raistan, ha proprio la sua faccia e non riuscirei a pensare a nessun altro.
Ultimamente ascolto molto volentieri anche i tedeschi Rammstein.
Spesso, tuttavia, utilizzo anche colonne sonore, mentre scrivo, perché la musica strumentale mi distrae meno.


Sei anche una lettrice e uno dei tuoi autori preferiti è il grande Stephen King. C’è qualcosa di lui nei tuoi scritti? Potresti considerarlo tua “Musa”?

Certo che sono una lettrice! Leggo Stephen King da quando avevo 11 anni, mi ha regalato emozioni incredibili – non sempre positive ahahah – ed è inevitabile che sia stata influenzata in qualche modo dal suo stile. Ho sempre apprezzato la sua scrittura semplice e vivida, quasi cinematografica. Mi dicono che anche il mio stile lo è e per me è un gran complimento, anche se non è stata una cosa voluta.
La cosa più importante che ho imparato da King è il “non tramare” per non togliere spontaneità alla storia. A parte un’idea di massima, non so mai che cosa succederà esattamente nei miei libri. Non sono tipo da scalette o pagine e pagine di appunti. I personaggi devono essere lasciati liberi di muoversi, secondo me. Solo così daranno il meglio. Finora ha funzionato, direi, e mi sono divertita quasi come se fossi una lettrice anch’io.


Nel 2010 partecipi al concorso letterario “Le ali della fantasia” e il tuo racconto “L’ospite inatteso” viene inserito in un’antologia per essere rientrata tra la rosa dei vincitori. Cosa ricordi di questa esperienza?

Come ti ho detto, ero stata quasi travolta dall’immagine del vampiro ferito e avevo dovuto metterla per iscritto quasi per forza. Ne era risultato il racconto che tu hai citato, il primo che scrivevo dopo quasi dieci anni di inattività totale, da questo punto di vista. Era anche il primo concorso a cui partecipavo e l’emozione che ho provato quando ho saputo del risultato positivo è stata anche un incredibile sprone per continuare. Lo so che è stupido, ma per me era quasi come aver vinto il Nobel della Letteratura. Ho partecipato in seguito ad altri concorsi e ho avuto altri racconti pubblicati, ma l’emozione che ho avuto per questo è irripetibile.

Nel 2012, esordisci con il romanzo “RHV – Ascesa alle tenebre”. Daccene un assaggio.

Ok. Qualche riga di una delle parti che amo di più:


[...] “Fluttuavo nel buio, nel freddo, nell’acqua. Acqua così scura e limacciosa da proteggermi dalla luce, da permettere al mio corpo martoriato di ritrovare se stesso e incominciare a guarire. Non sapevo più chi ero, cos’ero, perché mi trovassi in quel luogo così estraneo alla mia natura. Sapevo soltanto che avevo sete, ma che non sarebbe stata l’acqua a dissetarmi. Percepivo forme di vita che non avevo mai considerato muoversi intorno a me nel buio, un buio totale persino per i miei occhi abituati all’oscurità. Vita voleva dire sangue, sangue significava sollievo. Afferravo strane creature che mi sgusciavano intorno e me ne nutrivo, poi tornavo ad affondare nell’acqua e in me stesso, perso e non ancora ritrovato. Ero un nucleo di sete e sofferenza al centro di quell’universo liquido che non era mio. Ci furono momenti di vaga luminescenza, altri di oscurità totale, in un’alternanza di cui ancora non afferravo la logica, né l’andamento. Il tempo non esisteva più, era un concetto di cui non avevo la minima reminiscenza. Non aveva importanza, il mio corpo reclamava soltanto sangue, buio, silenzio e cessazione del dolore, ma per quello avrei dovuto attendere ancora tanto.”  [...]

E nel 2013, segue “RHV – Sette giorni per i lupi”. Perchè hai scelto di scrivere una saga?

Nei miei libri c’è una continua alternanza tra presente e passato. Raistan, il protagonista della mia saga, racconta in prima persona le vicende che compongono i 310 anni della sua vita alternando flashback a notizie sulla sua vita attuale. La storia del presente è quella che “governa” ogni libro, in un certo senso, e lo rende autoconclusivo. Naturalmente, se uno vuole continuare a leggere della sua vita passata, deve continuare, passando da un volume al successivo. Tre secoli sono lunghi da raccontare! I personaggi incontrati per la prima volta in Ascesa alle Tenebre si ripresentano assieme ad altri nuovi, acquisendo nuovo spessore. Anche la mia scrittura è molto più sicura, rispetto al primo.

Nel 2014 pubblichi “RHV – Nel buio”, terzo episodio della saga. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Troveranno un ulteriore pezzo della vita di Raistan, naturalmente, e un’intensità mai sperimentata finora nei miei libri. C’è anche una novità nel modo di raccontare: a differenza di quanto avveniva nei precedenti, la narrazione è “in diretta”, per quanto riguarda il presente, quindi non c’è nemmeno l’appiglio del “beh, tanto è già successo, se lo sta raccontando significa che se l’è cavata” perché non è così. E nemmeno il finale è molto rassicurante, perché è del tutto sospeso. So che è una cattiveria nei confronti dei lettori, ma non potevo continuare per altre 500 pagine. Un po’ di pazienza e arriverà anche il quarto. È già scritto, devo solo aver tempo di farlo uscire e di dedicarmi alla sua promozione. Comunque, tra tutti, questo è il mio preferito, anche se è il più cupo e cattivo. 



http://www.amazon.it/RVH-Ascesa-Tenebre-Lucia-Guglielminetti-ebook/dp/B00KHWHH8Y/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1421621883&sr=8-1&keywords=rvh
 

Qual è stato l’input per questa pentalogia?

L’input è stato il racconto “L’ospite inatteso”. Mi sono resa conto che sarebbe stato un delitto non continuare, avendo tre secoli di storia solo da scoprire, e così ho fatto.

Quali tematiche affronti al suo interno e quale messaggio vuoi trasmettere?

Beh, è un fantasy, non mi sono proposta nessun intento pedagogico, nello scriverla.
Tuttavia Raistan è un personaggio che, da sempre, soffre la solitudine e il rifiuto, in quanto “diverso”. Questo condiziona inevitabilmente anche la concezione che lui ha di se stesso. È convinto di non meritare l’amore degli altri perché lui stesso non si ama; le rare volte in cui le persone lo hanno accettato, invece, dimostra un attaccamento e una dolcezza superiore anche a quella degli esseri cosiddetti “umani”. Era quasi doloroso anche per me dover riflettere su questo tema, approfondirlo. La scrittura in prima persona di sicuro porta a immedesimarsi al massimo con i propri personaggi ed è quello che mi è successo. Ho sofferto con lui e per lui, ho odiato chi gli faceva del male e lo respingeva. Per fortuna, scrivendo di un vampiro sanguinario e vendicativo, qualche soddisfazione me la sono potuta togliere assieme a lui ahahah.


Sei membro dell’associazione EWWA. Di cosa si tratta e consiglieresti l’associazione alle altre autrici?

Ewwa sta per "European Writing Women Association". Sono entrata a farne parte l’anno scorso e ne sono contenta, perché ho potuto conoscere altre autrici e partecipare a interessanti workshop in cui scambiare idee e opinioni. Inoltre le socie fondatrici sono sempre disponibili per consigli e “dritte” di ogni genere. Quindi certo, consiglierei l’associazione anche alle altre autrici. Io sono un po’ una mosca bianca, al suo interno, visto il genere che scrivo, ma non mi sono mai sentita come un pesce fuor d’acqua, nemmeno quando le ho incontrate di persona. Un’esperienza molto positiva che mi appresto a ripetere per il secondo anno.

Sempre con EWWA hai partecipato all’antologia “E dopo Carosello tutte a nanna” con il racconto “La testa nel pallone”. Parlacene.

Semplice, mi hanno chiesto se volevo partecipare con un mio pezzo a un’antologia dedicata ai 50 anni della RAI e lì per lì ho detto “no” perché pensavo che non sarei riuscita a tirare fuori niente di adatto. Invece, negli ultimi giorni prima della scadenza, la mia mente malvagia ha partorito questo racconto totalmente folle e surreale, dai decisi toni horror. Non me l’hanno rimandato al mittente, quindi deve aver funzionato. 

In breve, parla di una donna molto arrabbiata col marito, che non vuole concederle di guardare la serata finale di Sanremo per le sue manie calcistiche, e che prende provvedimenti… piuttosto drastici. Altro non dico!

Hai qualche altro progetto in cantiere di cui vuoi metterci al corrente?

Nel corso del 2015 farò uscire la quarta parte di RVH; sto anche collaborando con un’altra autrice, Federica Soprani, nella stesura di alcuni racconti in cui il mio e il suo vampiro interagiscono. Per ora ne sono usciti quattro sotto il titolo generale di “L’alchimia degli opposti”. Per noi sono un semplice divertimento, ma stiamo avendo riscontri entusiastici dai lettori e credo proprio che, di tanto in tanto, ne scriveremo ancora qualcuno.
Punto poi a far uscire la versione inglese del primo libro di RVH. La traduzione è fatta, ma
aspetto un buon proofreader che corregga gli strafalcioni che avrò sicuramente commesso.

E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

Grazie a te per questa opportunità. Alla prossima! 



Per seguire Lucia   RAISTAN VAN HOECK