lunedì 18 giugno 2018

INTERVISTA A ALESSANDRA GAGGIOLI


Ciao Alessandra, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.
 
Ciao, grazie per avermi ospitata nel tuo blog. Se devo descrivermi in poche parole dico che sono una persona molto socievole, tollerante, aperta alle novità e al pensiero degli altri e a cui piacciono le sfide. Infatti mi sono messa in gioco in molti campi e mi interesso un po’ di tutto. Forse è la mia formazione da architetto che mi porta a guardarmi intorno, conoscere e cercare di migliorare le cose.  In genere mi piace aiutare le persone a stare meglio, e non solo le persone ma anche gli animali. Adoro ospitare e cucinare, osservare e scrivere. Uso le storie che scrivo  per denunciare situazioni di intolleranza, o di difficoltà.

Laureata in Architettura e Restauro, sei stata architetto, direttrice d’azienda tessile, direttrice editoriale di piccola casa editrice, presidente provinciale Fismo (Federazione Italiana Moda) e tenente di Croce Rossa Italiana. Come è scoccata la scintilla della scrittura e dove trovi il tempo per scrivere?

Da ragazza leggevo moltissimo e scrivevo bene ma non mi ero mai cimentata in romanzi. Quando ho allentato con il lavoro,  e in concomitanza con l’ingresso di mia figlia Dorotea De Spirito giovanissima nel complesso mondo editoriale, era il 2008, quindi dieci anni fa, ho provato a scrivere dei romanzi. Mi sono trovata bene con la tastiera e ho prodotto tante storie che perlopiù tenevo per me.  Poi ho partecipato alla prima edizione del torneo Io Scrittore di  Gems, e a molte altre, sempre arrivando tra i semifinalisti. Mi sono fatta coraggio e ho proposto un po’ i miei lavori a piccoli editori seri. Ho uno stile che piace  tanto o per niente.  Poetico e conciso. Scorrevole, dicono i miei lettori.

Gestisci il blog “Gnomosopralerighe”. Di cosa ti occupi nello specifico? 

Anche il blog è stata una sfida a me stessa. Io ho superato gli “anta” da un bel pezzo, stare in rete, avere un profilo su Fb o un blog era veramente una novità.  Mi sono appassionata ad internet sia per lavoro che per svago partecipando al torneo, e ho preso parte ad un blog non mio,Lovvy.it,  come redattrice di cucina; alla fine ne ho aperto uno mio che univa la cucina e la scrittura: Gnomosopralerighe, in cui promuovo autori attraverso interviste “culinarie” molto seguite. Parlo della mia esperienza nel mondo editoriale, e spazio anche in altri ambienti della casa, sempre con interviste a scrittori. Insomma la cuoca, architetto e scrittrice si esprime.

Con il nome Federica Gnomo Twins sei un’autrice già conosciuta. Perché uno psedonimo?

Al torneo Gems dovevamo mantenete l’anonimato anche sul gruppo aperto su FB, fu allora che scelsi questo pseudonimo buffo Federica Gnomo Twins.  Gnomo era l’entrata secondaria dell’università in cui si era iscritta mia figlia, un po’ gnoma mi sento anche io per via dell’altezza, e allora ho unito le cose: entrare da una via secondaria nel mondo della scrittura. Alla fine Federica  su FB era più conosciuta di Alessandra e allora ho firmato così i primi racconti e romanzi pubblicati. Poi fu Cristina Lattaro, direttrice di Amarganta che mi spronò a firmare "Darkside" con il mio vero nome.  

Hai all’attivo parecchi racconti e romanzi. Quale preferisci tra i due generi? 

Essendo concisa, essenziale e diretta il racconto mi si adatta meglio, ma poi mi rendo conto di amare molto i romanzi brevi. Diciamo che la mia specialità sono le storie autoconclusive in meno di 240 pagine. Non mi piace trascinare il lettore in brodi allungati tanto per…

Nel 2016, partecipi all’antologia “Oltre l’arcobaleno” con il racconto “Il fantasma del suo amore. Perché il genere m/m?  

Perché io scrivo m/m dal 2009, quando in Italia era difficile farsi pubblicare. Mandavo le storie alle case editrici e mi rispondevano che la storia era bella e ben scritta ma era un genere difficile,  che non avrebbe venduto, non   sapevano dove posizionare in libreria questi libri. Io sono sempre stata convinta che il romantico ben scritto e con valori di fondo che vadano oltre la storiella d’amore  e quindi l’m/m  che permette di sondare amori difficili,  avrebbero trovato molto seguito. E così è stato, ma dovevano aprire la pista gli stranieri, a noi italiani non crede mai nessuno.  Ora l’m/m è un genere in piena crescita, soprattutto se ben scritto e non volgare.  

Nel  2013 pubblichi “Il ragazzo alla pari” sotto pseudonimo. Di cosa si tratta?  

"Il ragazzo alla pari" è una commedia romantica che affronta la nascita di un amore tra una quarantenne e un ragazzo di ventitre anni.
Una storia spiritosa, piena di spunti per riflettere ma anche piccante. L’ho scritta nel 2010, è arrivata semifinalista a Io Scrittore, e poi la proposi a Gremese che la pubblicò. Era l’epoca dei primi romanzi romantici  hot. Io naturalmente ne ho fatto un libro per sorridere e denunciare il diverso trattamento che viene fatto ad un uomo maturo se si innamora di una ventenne rispetto a una donna matura che perde la testa per un ragazzo. Ora li chiamano toy boy,all’epoca erano rari i casi di donne che sceglievano queste relazioni.

Nel  2015, esce “Darkside”, dove affronti il tema dell’incesto. Come è stato accolto dal pubblico?  

Bene, diciamo che è un incesto presunto, accennato, quindi … ma non posso svelare il finale. "Darkside" è la zona oscura di tutti noi, il pianeta degli scarti. Anche in questa storia c’è l’amore che redime. 

Nel 2016 pubblichi poi il romanzo storico “Ritratto di un preziosissimo amore indecente” sotto pseudonimo, attualmente in procinto di essere ripubblicato con il tuo vero nome. Perché lo storico? 

Questo romanzo ha  una genesi strana, da architetto  adoro Vienna e la Secessione viennese, ad un tratto, vedendo un quadro di Egon Schiele ho pensato di scrivere una storia ambientata nella Vienna imperiale dei primi del  ‘900, una storia m/m, una storia di forte passione sia artistica che amorosa tra un pittore e il suo modello. L’ho scritto in pochi giorni come in trance, come se un pittore mi narrasse la sua vera vita e l’ incontro con questo modello. Anche il linguaggio è dell’epoca, è il mio romanzo più bello. Ora, è stato ritirato dal mercato, ma molti mi chiedono di ripubblicarlo e vorrei farlo a mio nome. Sono stanca dello pseudonimo.

E, nel 2018, esce “Due cuori e una zampa”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Troveranno me, e il mio amore per le storie vere. Questo romanzo nasce  dal racconto di una ragazza, dall’amore per il suo cane, e dalla forza di volontà e dignità di voler condurre una vita normale.  E’ una vera storia d’amore con cui torno alla mia amata commedia romantica, Max il cane è  un simpatico ruffiano che fa battute a raffica.
I proventi di questo libro, come quelli di tutti gli altri vanno ad aiutare delle associazioni, stavolta aiuteranno “mifidodifido” che provvede ai cuccioli abbandonati e trova loro sistemazioni in famiglie.


https://www.amazon.it/Due-cuori-zampa-Alessandra-Gaggioli/dp/1986028364/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1524693392&sr=1-3



Quali tematiche affronti e quale messaggio vuoi trasmettere? 

Stavolta affronto l’amore che va oltre le apparenze, va oltre i sensi, e trasforma due esseri imperfetti  in persone migliori. Due diversità a confronto, un bel romanzo per sorridere e riflettere, leggero e profondo.

Qual è stato l’input per questo libro? 

Un incidente mi portò in ospedale e da lì, osservando e ascoltando, è nata questa storia.

Il tuo pensiero sul self publishing? 

All’estero è la scelta di molti big, in Italia ci sono ancora tanti pregiudizi. Io ho fatto anni fa una esperienza  con Youcanprint, e proprio con un m/m, più che altro per imparare le fasi tecniche della composizione di un libro. Oggi ci sono tante piattaforme, e tutti possono pubblicare, è facile; alla fine  come diffusione del romanzo la differenza con le piccole case editrici  è poca, ma manca il confronto diretto con un vero editor che si ha solo con le buone case editrici.

Progetti futuri? 

Visto che già suggerisco titoli,  vorrei imparare a progettare copertine valide.  Come scrittrice ho alcuni  romanzi pronti a cui lavorare,  ma mi chiedo spesso se ne valga la pena,  i tempi sono cambiati, i nuovi lettori cercano altro  e io, come Marcello Marchesi, sono una “signora di mezza età”.  

Per seguire Alessandra GNOMO SOPRALERIGHE

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