mercoledì 21 settembre 2016

IL SALOTTO DI CASSANDRA - Recensione - LAME SENZA MEMORIA di Diego Cocco



Oggi per le recensioni de IL SALOTTO DI CASSANDRA, vi presento la silloge "Lame senza memoria" di Diego Cocco.





Cassandra Wox l'ha recensita per noi.











SINOSSI: Poveri diavoli sul ciglio dell’abisso, giocatori d’azzardo, burattini, vecchiette con giarrettiere pericolosissime, cadaveri stipati dentro fabbriche perfette fino alla fine dei giorni, scrittori travestiti da puttane: sono solo alcuni dei personaggi che si muovono fra i versi di questa raccolta. L’autore ci trascina dentro la palude maleodorante del quotidiano utilizzando una prosa che si mescola alla poesia e non lascia scampo. Visioni terribili o semplici esperienze di vita, queste righe sono lame affilate in cerca di cuori vivi e coscienze da trafiggere. Perché forse l’arma più letale per uccidere la stasi dell’uomo moderno è nascosta nel ritmo sublime dei tasti di una vecchia macchina da scrivere.









E' difficile definire questa raccolta; se le si vuole attribuire un'etichetta potremmo definirla una silloge, ma sarebbe riduttivo.
In realtà, come spiegato nella sua presentazione, si tratta di pensieri in prosa mescolati alla poesia. L’autore ci regala la lettura di pensieri affilati come lame che squarciano la società odierna, denunciano l'inquinamento delle menti umane, aprendo nuovi spunti di riflessione sugli eventi della nostra epoca. 
Un esempio è dato dalla poesia "Capisci quello che intendo?".




[...] L'incomprensione
è uno squallido ratto
che si insinua e prolifica
dentro la cavità di un cervello
troppo piccolo.
L'incomprensione
è una voragine aperta
sul nulla,
una malattia che ti accompagna
mano nella mano.
L'incomprensione
è un sorriso stolto,
un bacio insipido,
una bestemmia alla consapevolezza. 
L'incomprensione
è la strada senza uscita,
una corsa inutile,
un fantoccio stracciato,
l'odore della fine. [...]
 

Questo è solo un assaggio della penna di Cocco che, in questo componimento, ci mostra come l’incomprensione diventi un morbo, un malattia; la rappresentazione dell’incapacità di non saper più dialogare, di non trovare un punto d’incontro e di come spesso la società non faccia altro che vivere di questo, generando indifferenza. 
A volte basta fare un passo verso l’altro per chiarirsi, ma spesso preferiamo girarci dall’altra parte e vivere d’incomprensioni. 
Un altro componimento da evidenziare è "Domande amare".




[...] Ho chiesto a un bambino
cosa pensa della vita
mi ha risposto con un sorriso
e un calcio al pallone,
gli ho chiesto se è felice
di diventare grande
ha detto no,
voi non giocate mai
non ridete mai
la vostra gioia
ha sempre un motivo
il vostro pianto
ha sempre un motivo
la vostra vita
deve avere un motivo.
Ho chiesto al bambino
se può fare qualcosa
per aiutarmi
per assomigliare di più a lui,
ha detto no, è troppo tardi
ti sei perso senza rendertene conto
eppure la via è così semplice,
sempre dritta, senza curve,
senza ostacoli.
Ho chiesto al bambino
se rimarrà così per sempre,
mi ha risposto con un sorriso
e una caramella al miele. [...]



Qui, l’autore mette in risalto l’innocenza del fanciullo, in modo figurato e simbolico. Il bambino rappresenta quella parte che ognuno di noi ha dentro di sé, se non l'avesse persa da un bel po’ di tempo. Ci ricorda la purezza e la semplicità della vita che, il più delle volte, tendiamo a complicare.
Mi ha ricordato in parte il “realismo sporco” di Charles Bukowski.
Consiglio "Lame senza memoria" a chi ama la poesia, ma anche a chi cerca un testo che induce alla riflessione. Spero che la leggiate perché un autore con uno stile così non è facile incontrarlo.
Cassandra Wox
(Editing a cura di Linda Bertasi)




IL VOTO DI CASSANDRA


Nessun commento:

Posta un commento